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ROCK THE CASTLE 2020 – 5 Motivi per cui ha unito il popolo metallaro italiano

L’annuncio dei primi e più importanti gruppi dell’edizione 2020 del Rock The Castle ha generato un’onda di consensi che ho riscontrato pochissime volte negli ultimi anni tra i metallari nostrani, noti da sempre per la loro esterofilia. Per una volta, sono stati pochissimi i pareri negativi dopo la pubblicazione del grosso della line-up, e al più hanno fatto stupore i tanti post di chi si chiedesse se il bill pubblicato su fb non fosse un ben costruito fake (come se fosse difficile verificarlo). No, Il Rock The Castle 2020 è una realtà e si preannuncia come una grande festa per tutti gli appassionati di musica heavy. Ho già speso grandi parole di elogio per la scelta delle band in un articolo su Loud and Proud ma anche nel solitamente più polemico e pungente Sdangher voglio fare ulteriori considerazioni per motivare il titolo di questo articolo e il fatto  che questo festival rappresenti pure un’iniezione di fiducia importante per la nostra scena metal. Siete pronti?

1) TORNA UN FESTIVAL DI LIVELLO INTERNAZIONALE IN ITALIA.

Il Rock The Castle fornisce un grande motivo ai metallari italiani per non pensare solo ai grandi festival europei, i vari Wacken, Sweden Rock (il mio preferito), Hellfest ecc… 4 giorni di festival, spalmati intelligentemente in due week-end, ok, non ci sono tanti palchi, ci saranno meno gruppi che nei citati questi grandissimi festival europei ma alla fine, 7-8 gruppi per 4 giorni diversi, in una location incantevole, non bastano? Se proprio si volesse comunque andare anche a un altro festival europeo io consiglio comunque di supportare questo Rock The Castle, questi festival sono un’opportunità di guadagno per i promoter e le band ma anche una forma di intrattenimento spettacolare per i metallari, a non andarci poi non ci sarebbe da lamentarsi se un’opportunità così non dovesse ricapitare più, almeno non con l’impronta che costituisce il punto seguente…

2) OLD SCHOOL IS GOOD!

Il metallaro italiano è sempre stato particolarmente legato alla tradizione, ai gruppi metal più storici e seminali. Piazzare Judas Priest, Saxon e Angel Witch, tre assi della N.W.O.B.H.M., nel programma del primo giorno, è stata un’idea pregevole. Mettere insieme nel quarto giorno Mercyful Fate, Emperor e Venom, tre band che hanno convogliato malvagità e potenza in tre stili creativi completamente diversi  tra loro, è stata un’idea grandiosa. Anche Avantasia e Stratovarius ormai si possono definire old school del power metal melodico, e i Lynyrd Skynyrd sono forse la più vecchia delle band del bill anche se ormai è rimasto ben poco (il chitarrista Gary Rossington) della formazione classica . Comunque la si veda, questo è festival che ha fatto una scelta di campo molto chiara: no ai modernismi, l’usato sicuro non delude mai! Alcune volte, in passato, il bill dei festival metal era stato costruito per attirare sia i fan dei gruppi storici che quelli della band più moderne (il famoso colpo al cerchio seguito dal colpo alla botte) scontentando un pochino tutti. Questa volta no, se siete old school qui c’è pane per i vostri denti, e a proposito di denti, vi consiglio di farli affondare pure nelle proposte culinarie delle bancarelle di street food che ci hanno deliziato (a volte a prezzi un po’ cari ma la qualità ha un prezzo) negli ultimi due anni.

3) ASCOLTATE LE RICHIESTE DEI FAN.

Prima di mettere sotto contratto i gruppi per l’edizione 2020, la Vertigo ha chiesto ai fan che gruppi volessero vedere, le scelte fatte dimostrano che molti sono stati ascoltati. Il sottoscritto aveva proposto il nome dei Mercyful Fate subito dopo l’annuncio della reunion (che avrebbe dovuto coinvolgere anche Michael Denner, ma questa è un’altra storia…) e come molti altri sono stato felicissimo di questo annuncio. La scelta di investire i Mercyful Fate del ruolo di headliner del quarto giorno è quasi da lacrimoni per i die hard della band che hanno atteso un “high profile show” della formazione danese nel nostro paese da tantissimi anni. I Mercyful Fate hanno un rapporto speciale con il nostro paese, dove vennero suonati alcuni show leggendari già nei primi anni ’80, senza dimenticare il ricordo bellissimo (lì c’ero) della stellare esibizione della band al Gods Of Metal di vent’anni fa (che tristezza nel veder terminare l’esecuzione dopo una cinquantina di minuti…). I Mercyful Fate suoneranno uno show completo, con ‘Evil’, ‘Come To The Sabbath’, ‘Into The Coven’, ‘A Dangerous Meeting’ e forse ‘Satan’s Fall’ (io spero in ‘Melissa’) oltre ad altri classici in una venue magica come il Castello Scaligero. Inoltre, King Diamond, Hank Shermann & C. saliranno sul palco a un orario ancora decente, quando non siete già più di là che di qua… Sarebbe imperdonabile per un old schooler non dosare bene le forze in un giorno così…

4) NON SOLO GRANDI NOMI.

Sappiamo bene come l’Italia sia di solito un terreno fertilissimo per i concerti dei grandi nomi, c’è un paese in cui i Maiden sono più amati? I Metallica hanno fatto registrare più di 50.000 presenze per l’ultimo loro show milanese, e nonostante questo contesto, il Rock The Castle è stato costruito per assemblare un bill in cui non c’è solo un grande nome di punta e una serie di gruppetti ma un gran bel numero di band di valore, ognuna dei quali ha il suo perché (a onor del vero gli Alestorm li trovavo simpatici solo i primi anni di carriera). Questo per dire che questo festival è all’insegna della sostenibilità, senza gruppi con cachet a sei zeri in virtù di una programmazione lucida e ben calibrata per una location che, pur avendo una buona capienza, è comunque limitata e impedisce di puntare ai nomi più famosi alla AC/DC o agli altri storici gruppi citati…

5) È UN FESTIVAL DAL CUORE METAL CHE RISPETTA I METALLARI.

È evidente come dietro a molte delle scelte fatte dall’organizzazione del Rock The Castle, ci siano delle idee che non possono che venire da dei veri metallari. Solo dei metallari sceglierebbero i Mercyful Fate come headliner in un festival metal, un gruppo mai testato in quel ruolo nel nostro paese. Per un promoter più corporativo, per intenderci, più legato alla mentalità delle multinazionali del booking, non penso che ci sarebbe stato il coraggio di prendere quel tipo di decisione, e fa molto piacere anche vedere la figura del metallaro ricevere finalmente un trattamento più umano se pensiamo all’organizzazione e alla logistica, con punti in cui è possibile bere e bagnarsi gratuitamente, con stand gastronomici dove non vengano offerti panini confezionati che non mangeresti mai salvo se non stai morendo di fame.

NESSUNO E’ PERFETTO

Fin qui grandi e meritate lodi, ma questo è Sdangher, e qualche piccola critica si può sempre fare. E allora, in tutta sincerità, quando peraltro mancano ancora gli annunci di un buon numero di gruppi, io mi sento di farne due. In primis, nonostante un giudizio assolutamente molto positivo sul bill fin qui reso noto, il secondo giorno appare più debole degli altri e spero fortemente che la cosa sia sistemata con la presenza di almeno un paio di altre band davvero valide, anche perché non sembra esserci un filo conduttore così trascinante per una giornata che probabilmente sarà pubblicizzata a dovere anche fuori dai canali metal e presso i classic rocker. Un altro neo, sempre stando solo alla line-up resa nota finora, è la tutto sommato scarsa presenza nel bill di formazioni rare o poco viste dalle nostre parti. Per intenderci, il sottoscritto ha già visto tutti i gruppi fin qui annunciati salvo un paio del secondo giorno. La speranza è che un trionfo di questa edizione possa consentirci di vedere artisti che nel nostro paese non abbiamo mai visto o che non vedevamo da decenni, come i Mercyful Fate.

LA GIOIA DEI METALLARI

In questi giorni, è bastato questo annuncio per ridare nuovo vigore ed entusiasmo a una scena metal che non avevamo quasi mai sentito così esaltata da molti anni a questa parte. Personalmente, mi ha fatto piacere registrare pure la gioia di quegli incontentabili metallari old schooler, in particolare di quelli sempre un po’ acidi con tutti. Loro erano sempre presenti in tutti i momenti cardini della storia del metal, al punto che si ricordano di tutto per filo e per segno anche se ti dicono sempre che vivevano il metal con il suo spirito più puro e ribelle. Alcuni di loro, tutti lo sanno, si sono trasformati in “adorabili” metallari lamentosi e pantofalai da salotti social. Ora li vogliamo vedere in azione durante il concerto dei Venom, per vedere se ne hanno ancora o solo a chiacchiere. Noi ci faremo trovare pronti. Anzi, stiamo contando i giorni che mancano… Un festival metal che è riuscito a unire i metallari, con tre giorni veramente heavy e un bella giornata da polleggio hard rock? Impossibile! In Italia? Dev’essere un fake! No signori, nel Castello ci saranno davvero delle battaglie epiche. Cominciate ad affilare le vostre armi.

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