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“Tommy” Iommi è un eroe metal e vi spiego perché! – Firmato Giovanni Loria

"tommy" Iommi

Ho trovato interessante e condivisibile nei contenuti, l’articolo degli eroi del metal di Padrecavallo Ceccamea. E lo scrivo astraendomi dai miei gusti personali, perché a me ad esempio i Death non sono mai interessati, ma non posso negare certo che Chuck Shuldiner fosse un “hombre vertical”, un tipo dalla schiena dritta.

Solo la postilla su Tony Iommi non mi trova d’accordo, perché il chitarrista anglo-marchigiano (cui ai miei tempi gli “ignorantoni” delle comitive metalliche storpiavano il nome in Tommy!) è un Eroe senza se e senza ma, per motivi che vado subito a spiegare, visto che voi Sdangheri starete sicuramente fremendo e scalpitando dal bisogno di conoscerli.

“Tommy” ha mandato avanti la baracca quando del glorioso nome dei Black Sabbath non fregava quasi più niente a nessuno: perché adesso i Sabs sono giustamente intoccabili e producono tra i fans foreste di corna al cielo, di “Respect!” come se piovesse e di stantii “loro, sono loro i padri del Metal!” e via luogocomuneggiando… ma io ricordo bene quando, verso la fine degli anni 80, la vecchia guardia che aveva vissuto il decennio precedente li denigrava e i giovani borchiati li ignoravano.

I “vecchi” infatti erano legati soprattutto a Led Zeppelin e Deep Purple, osannando i primi che si erano sciolti dopo la morte di John Bonham, e mitizzando i secondi, abili a ripresentarsi in pompa magna con la line-up di maggior successo; i Sabbath invece per loro non valevano più nulla. Capirai, andavano in giro con formazioni surreali: ricordo una sezione ritmica composta da Terry Chimes (già batterista dei Clash fasulli e di altrettanto farlocchi Hanoi Rocks) e a Jo Burt, un signore che non avrei riconosciuto per la strada neanche camminandoci accanto. Addirittura Geoff Nichols, per anni povero schiavo di studio, un tempo confinato dietro agli amplificatori durante i concerti, era stato promosso nella formazione ufficiale!

E lui, “Tommy”, stringeva comunque orgoglioso il timone, in concerti deprimenti davanti a poche centinaia di persone, o tenendosi nella band il fratello sfigato di Spitz, quello degli Anthrax.

Adesso invece ci stanno le belle gioie, i leoni di internet, quelli che fanno i sofisti, che berciano “se non c’è Bill Ward non sono i veri Black Sabbath, mi rifiuto!”, gente che quando sono usciti Seventh Star o The Eternal Idol era a malapena nata e non capisce che evento sia stato, pochi anni fa, rivedere “Tommy”, Geezer e Ozzy di nuovo tutti assieme appassionatamente, nel tour di 13.

“Tommy” ha orgogliosamente resistito pubblicando dischi come Headless Cross o Tyr che finalmente anche oggi vengono apprezzati, ma che all’epoca erano snobbati, quando non addirittura derisi dai metallari che in quegli anni, presi da Testament e Metallica (o magari Queensryche e Motley Crue), con i Sabbath non sapevano esattamente cosa farci.

Iommi insomma è un Eroe vero, per la sua perseveranza, ancor più che per la musica che ha creato. E chiariamo una volta per tutte, a quelli che “i veri Sabbath sono quelli di Ozzy!”, “eh ma vuoi mettere i dischi con Ronnie?”, “si, ma Tony Martin allora dove me lo lasci?”… Tony Iommi è i Black Sabbath, e i Black Sabbath sono Tony Iommi! Il resto, come si dice, sono solamente chiacchiere da bar.

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