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Junta Cadre – La Cina è vicina e rossa come il sangue

junta cadre

Non buttiamola sulla politica mi dico sempre, ma quando ti capitano dischi come questo ti sale la voglia di sventolare la bandiera rossa e dichiarare guerra alla classe capitalista che ti oppressa. Cosa diamine so’ gli Junta Cadre? Il loro album è uscito su cassetta per la label underground Total Black. Obvio, su sdangher lo capiremo solo io e il mio riflesso un lavoro del genere. Oh, a proposito, il tipo gestisce il blog Svn Okklt.

Non ho bisogno di altri dettagli. Ma come posso spiegare un disco power electronics? Totale assenza di riff, di ritmica, di qualsiasi appiglio musicale. Una serie di testi che sembrano rubati pari pari al libro rosso di Mao. Dichiarazioni distorte attraverso una fitta effettistica, che non lasciano dubbio sul totale supporto alle brigate rosse. O no? Questo è il bello di un genere ambiguo come il powerelectronics. Dove finisce il vero e dove è solo interpretazione? Boh!

La voce, è inutile dire, con questo stile vibrante dovuto forse al phaser (scusate se non ne capisco molto di ‘ste cose) mi provoca un brivido lungo la schiena inimmaginabile in pezzi come The East is Red. Il synth rimane bloccato, ripetitivo nella sua ossessiva nota, mentre in sottofondo sentiamo oggetti metallici che si scontrano e altre cose che vanno in frantumi.

Il messaggio è chiaro. L’est è rosso e non c’è spazio per altro colore, altra politica, altro pensiero.

Un disco uscito come una gemma da un marasma di inutili ascolti, perché la vera arte va scavata sotto questo mare di letame.

Se vi considerare sperimentatori, o anche solo gente col pelo sullo stomaco, vi sfido ad ascoltare questo disco e non rimanerne ossessionati. Chi invece bazzica da tempo la scena, si tuffi senza pregiudizi nel fiume rosso prima che questo si trasformi in uno Tsunami e venga a prendervi.

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