Editoriali

IL SANGUE NEL METAL – Tragedie, follie e furbizie unite da un filo rosso

sangue

Nell’Antico Testamento è scritto che “Il sangue è vita” ma sappiamo bene quanto sia vero anche il contrario: “Il sangue è morte”. Nel metal è sempre stato versato tantissimo sangue e questo soprattutto grazie a testi cruenti di battaglie o storie horror. Gli artisti che puntano anche sull’aspetto visivo delle loro performance il sangue ce l’hanno anche fatto vedere, con trovate scenografiche come il famoso sangue finto, di cui avremo modo di parlare in seguito. Ma con questo articolo vi vogliamo ricordare che è stato versato anche sangue vero per il metal. Oggi vi spieghiamo quando e da chi.

Qualche giorno fa, Jinx Dawson, la frontwoman dei leggendari Coven, una delle prime occult rock band di sempre, ha pensato bene di far inserire un estratto del suo sangue nel certificato di autenticità di ognuna delle copie limitate del nuovo boxset della band Coven:  Half A Century Of Witchraft.

Per far vedere come il sangue sia veramente il suo, Jinx si è fatta filmare mentre ha donato il suo sangue, raccolto in diverse fialette. Chi non conoscesse bene la band americana, dovrebbe andare a riascoltarsi il primo album intitolato Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls, un efficace rock’n’roll dai tratti psichedelici, non molto innovatico dal punto di vista stilistico ma incredibilmente oltraggioso, carismatico e blasfemo negli espliciti testi per i suoi tempi.

Il disco è del 1969 e si apre con un pezzo intitolato Black Sabbath, pubblicato diversi mesi prima dell’uscita del debutto dell’omonima band di Birmingham che avrebbe cambiato per sempre il panorama della musica heavy. Il debutto discografico dei Coven si chiude con quella che è probabilmente la prima vera e propria messa satanica contenuta per intero in un album musicale. Vi consiglio anche un ascolto della titletrack del terzo disco, Blood On The Snow, molto bella e decisamente pertinente con questo pezzo. La Dawson, che all’epoca era una bellissima e giovanissima ragazza con il fisico da modella, è rimasta una donna decisamente affascinante. Ora si attornia di musicisti giovanissimi e da loro sembra quasi trarre un po’ di quella linfa vitale che le consente di essere ancora in gamba, tonica e piena di energia a settant’anni suonati, neanche fosse una vera vampira.

 

Ma torniamo al sangue, quello della Dawson non è stato l’unico versato per il metal. Indimenticabile fu per esempio la firma del contratto discografico dei Manowar nel 1983 con la Megaforce Records (la Music For Nations per il Regno Unito), un deal sottoscritto con il sangue vero dei membri del gruppo, un gesto per dimostrare che la band non avrebbe mai ingannato i propri fan e tantomeno tradito le sonorità metal. Se questo contratto sia stato poi onorato nel corso degli anni (anche se le label sono più volte cambiate) spetta solo ai fan di dirlo. Di sicuro chi si è recato all’ultimo Hellfest per vedere Joey DeMaio, Eric Adams & co. sputare sangue dal palco probabilmente vi potrebbe raccontare un’altra storia.

Il sangue è un elemento molto presente anche in ambito black metal, il grosso, come dicevamo all’inizio, è sangue finto, usato per realizzare il face paint più impressionante e terrificante, ma c’è anche chi ha spillato il proprio sangue per i metallari dal palco. Il black metal vocalist noto con il nome d’arte di Dead, era solito provocarsi profondi tagli sulle braccia con cocci di vetro durante i concerti dei Mayhem tra la fine degli anni ’80 e l’inizio del decennio successivo. Si tratta ovviamente di un espediente folle ma certamente scenografico e che contribuì a far considerare la black metal band norvegese un gruppo maledetto.

Sappiamo tutti cosa accadde dopo e quanto altro sangue sia stato versato, quello di Pelle (Dead) morto suicida nel 1991, che finì sulla copertina del bootleg Dawn Of The Black Hearts per l’astuta e abominevole iniziativa di Euronymous di fotografare il cadavere dell’amico che si era sparato in testa, per quello che è uno degli artwork più inquietanti di sempre. Questa storia finisce con altro sangue versato, quello dello stesso Øystein (Euronymous) ma non per il metal, piuttosto per odio, gelosia, follia pura o chissà cos’altro, i motivi che spinsero Burzum a uccidere il suo ex amico.

Parlavamo anche di sangue finto e allora cerchiamo di stemperare la tensione di questi celebri fatti tragici, ricordando una live performance dal vivo degli Slayer, e più precisamente quando decisero di aggiungere a uno dei loro più immortali classici, un tocco di rosso scuro. Il pezzo è ovviamente Raining Blood, e questa ve la mostriamo.

Certo che agli Slayer il sangue deve piacere un sacco, Spill The Blood, Raining Blood, Blood Red, Bloodline, World Painted Blood, ne abbiamo dimenticato una? Certo che anche i Cannibal Corpse di I Cum Blood non erano male…

Ma voi forse state pensando che non sia stato spillato altro sangue per il metal, a parte qualche incidente sul palco, per esempio, chi non ha visto almeno una volta qualche vocalist colpirsi con un microfono sulla fronte e aprirsela nella concitazione di uno show particolarmente travolgente? Phil Anselmo l’ha fatto e più di una volta, forse perché così poteva essere più credibile urlando I’m Broken.

Ma torniamo al sangue versato sul palco, e basta parlare di quello di scena usato dai vari frontman granguignoleschi alla Alice Cooper, Lizzy Borden o Blackie Lawless durante il tour di Kill, Fuck, Die… You Want Blood? No, non parlo di canzoncine divertenti alla Powerwolf, parliamo di incidenti sul palco, di sangue vero e copioso come quello versato durante un concerto dei Nine Inch Nails al The Warfield di San Francisco nel 1994 quando il frontman Trent Reznor pensò bene di tirare la sua asta del microfono dritta in testa al drummer della band Chris Vrenna provocandogli un profondo taglio durante la canzone Sin. Un vero peccato.

Dite che non vi basta? Nel 2009 i Poison sono ospiti ai Tony Awards, e insieme al cast del film Rock Of Ages eseguono Nothin’ But a Good Time, un titolo perfetto per una bella serata spensierata ma mentre Bret Michaels sta per uscire dal palco (negli show televisivi i tempi sono serratissimi ed era già cominciata un’altra esibizione) il backdrop si abbassa al momento sbagliato rompendo il bel nasino e il labbro di Bret Michaels. Non un buon momento per Bret…

Decisamente più epico il modo di ferirsi di Zakk Wylde, il nostro “eroe dei due mondi”, durante un assolo di un concerto a San Paolo del 2008. Il nostro si taglia una mano con la chitarra ma continua a suonare con il sangue che cola copioso dalla sua mano destra con il boato di approvazione delle prime file, una delle cose più metal mai viste. Prima del gran finale (decisamente tragico, vi avvisiamo) vi facciamo vedere uno dei video più bipolari della storia della musica, e anche qui non manca il sangue (ma è finto).

Nel 2004, Dimebag Darrel, un chitarrista divenuto leggendario per aver cambiato il volto del metal con i Pantera, viene ucciso durante uno show dei suoi Damageplan, durante la sparatoria, persero la vita altre quattro persone incluso il folle che aveva aperto il fuoco contro Dimebag. Ma il chitarrista di Cowboys From Hell non è nemmeno rimasto l’unico musicista metal ucciso on stage. E’ infatti dello scorso agosto di quest’anno il tragico episodio di cronaca nera che ha visto un vocalist death metal, César Canales degli Apes Of God, subire la stessa fine durante un concerto all’interno di un ristorante in El Salvador. Colpito a morte da un proiettile di pistola mentre faceva quello che gli piaceva di più, cantare nella sua band. César se n’è andato in una pozza di sangue, tra le braccia dei suoi amici e compagni di gruppo.

Tra trovate pubblicitarie, firme contrattuali, episodi di autolesionismo durante concerti dal vivo, incidenti sul palco e omicidi durante delle live performance, abbiamo unito episodi di vario genere, accomunati tutti da quell’inconfondibile filo rosso che ha sempre attirato l’interesse più morboso nell’animo umano. Purtroppo c’è chi non ha perso solo del sangue per il metal ma anche la vita stessa sul palco. Avremmo preferito parlare solo di sangue finto, ma la follia, la sete di sangue e la malvagità di molti esseri umani è purtroppo decisamente vera.

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