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Caro Babbo Natale – Lettera aperta di Padrecavallo al vecchio comunista della Coca-cola

portami

Caro Babbo Natale, ho smesso di credere alla tua esistenza circa… dieci anni fa. Ora ne ho quaranta e mi manca illudermi che tu esista davvero, da qualche parte del Polo Nord, con i tuoi elfi e i tuoi giocattolini fatti col legno e a misura di bambino. Non mi dire che hai anche quelli di plastica che ti chiedevo sempre, perché non me li portavi mai. Io ti domandavo i Trasformers e tu mi facevi trovare la casa di Pinocchio di legno. Io ti chiedevo una fidanzata e tu mi facevi trovare una dama. In ogni caso ora ti scrivo, anche se so che non mi leggerai, perché sei troppo occupato a consegnare i tuoi regali ai bimbi buoni, oppure perché non esisti. E in ogni caso io buono non lo sono neanche stato troppo, quest’anno. Ho pensato a volte a questa funzione educativa che svolgevi e alla capacità di conoscere i nostri più segreti e infami crimini infantili, tipo che eri un super-prete o qualcosa del genere. In ogni caso, lascia che anche io quest’anno ti domandi qualcosa per me.

Dunque, ecco la mia lista:

1 – Un lavoro. E che sia decente. Ne ho avuti diversi, in questo 2019. E dovrei ringraziarti, perché te ne chiesi uno anche l’anno scorso e tu evidentemente hai cercato di esaudire questa mia necessità, perché se no, dovevi metterceli tu i soldi per i doni alle mie bimbe, eh? Mi hai mandato ben due lavori: il cassamortaro sottopagato e il telista raccoglitore di olive nei campi. Ti ringrazio ma stavolta vorrei un impiego più a lungo termine e soprattutto che mi dia abbastanza soldi da sopportarlo. Possibilmente vorrei un lavoro che non mi faccia sentire un povero stronzo che non ha diritto a un trattamento dignitoso. E con una tredicesima, quattordicesima, contributi, ferie e puntualità nei pagamenti, sai quelle cose lì che oggi sembrano optional di lusso. E che siano almeno mille euro al mese, capito? Non ti presentare con un impiego da 8 ore a 800 euro al mese perché non lo accetto proprio, capito? O meglio, lo accetto ma poi mi conosco, finisco per trovare il modo di farmi licenziare, magari usando degli oggetti contundenti.

2 – Vorrei un gruppo metal da paura. Non uno di quelli interessanti, strani, che mi ci vogliono dieci anni per capirli. Voglio una band che scriva gli inni per la mia rivoluzione di quarantenne. Canzoni che mi aiutino ad attivare il cuore e far scendere le palle dalla gola un altro mattino di merda, prima che un calcione me le rispedisca verso le tonsille verso sera. Le palle, dico. Insomma, voglio un ritornello di quelli da urlare in faccia al prossimo capo che mi licenzia e voglio una ballata così toccante e viscerale che possa offrirla a testa alta alla mia ragazza, come se fosse il cuore di un cazzo di drago. Ok? E fai in modo che questo gruppo non abbia Steel, Fire, Power e Iron nel nome, perché se no finisce che non lo sento neanche.

3 – Vorrei dei vestiti nuovi. Non mi faccio un paio di pantaloni da un anno e mezzo. Non ho mai abbastanza soldi per tutto quello che mi serve. Parlo dei bisogni primari. Se compro da mangiare e metto la benzina, poi non ne ho per i vestiti nuovi. Se pago l’assicurazione e le medicine per le bimbe, ancora non ne ho per quei cazzo di vestiti nuovi. Ogni mese è così. Babbo Natale portami due paia di pantaloni super-aderenti, nero schiarito, con qualche sgarro rattoppato. Conduci qui delle nuove t-shirt dei Carcass, Twisted Sister e Rhapsody. E un paio di anfibi neri. E un giacchetto di pelle, possibilmente usato da qualche figlio di puttana morto male.

4 – Portami, se puoi uno stock di collant, leggins neri, autoreggenti, una maschera da cavallo nuova e una scatola formato famiglia di crema depilatoria. Quello che devo farci con queste cose sono cazzi che non ti riguardano. Tu portamele e basta.

5 – Portami anche un po’ di nuovi collaboratori di Sdangher. Me ne hai dati parecchi in questo 2019 ma erano troppo biodeperibili. Altri invece si mantengono bene. Sembrano mummie: ci sono ma non scrivono nulla. Non scrivono mai un cazzo. Sì, ne ho alcuni bravi e puntuali nelle consegne, ma sono ancora pochi per conquistare il mondo. Sdangher deve crescere e spaccare il culo a tutti. Ne va della mia vita, capito? Quindi aiutami. E chiedi a quei tuoi elfi del cazzo di mettermi qualche mi piace alla pagina.

6 – Lasciami una renna di quelle che non usi più. Tu lasciamela e basta. Mi serve per un video.

7 – Già che ci sei portami i seguenti libri:

Giancarlo Bigazzi, il geniaccio della canzone italiana – di Aldo Nove

I vivi e la morte – di Ziegler

Gli efferati – dallo sventratore alla saponificatrice – di Emilio De’ Rossignoli

Tra le ceneri di questo pianeta – di Eugene Thacker

Outsiders 3 – Ancora storie di artisti geniali che non troverete nei manuali di storia dell’arte – di Alfredo Accatino

8 – Portami il disco nuovo dei Dokken con la formazione originale.

9 – Ah, Ruggiero mi ha domandato di chiederti se gli porti un nuovo set di vibratori per cavalli. Non chiedermi se sono per lui. Non oso pensarci.

10 – Portami una confezione di pasticche di zinco, Vitamina E, Omega 3 e un barattolo di Anduja per la mia ragazza.

So che ti ho chiesto un sacco di cose ma visto che sto parlando con un essere fantastico, perché dovrei comportarmi io in modo realistico con i miei desideri? Io domando e poi vedo quel che succede.

Già scriverti mi ha fatto sentire meglio, sai? In fondo non sei malaccio. Anzi, ti dirò. Da piccolo avevo persino paura di te. Voglio dire, questo vecchio grande e grosso che si intrufolava in casa nostra, dal camino, con degli oggetti. Mio padre pensava che tu fossi un romeno, altro che polonordese. Una sera per poco non ti sparò.

Che poi ho scoperto che sei pelato, neanche tanto vecchio e che sei un fottuto schiavista. Oltre a ridurre le persone bisognose in poveri elfi sottopagatissimi, fai pure lo splendido a vantarti dei tuoi cazzo di soldi. In ogni caso, ti auguro un Natale con le controslitte. E se non riesci a portarmi i miei regali sappi che non ti odierò. Ma se non sarai puntuale con le mie figlie, allora non te lo perdonerò mai. E probabilmente farò in modo che tu smetta di esistere sul serio!

Ciao Bezos.

Spedire ad Amazon SPA, Seattle, Whasington, Stati Fottutissimamente Uniti

 

 

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