Interviste Sdanghere

Intervista a Titti Angeramo – “In carcere cambiano le priorità”

Titti Angeramo

Titti Angeramo, che molti ricorderanno soprattutto per essere stata una delle firme principali della storica rivista H/M, ha di recente consumato un’esperienza piuttosto difficile. Ricordo che personalmente, quando seppi del suo arresto, provai varie sensazioni che mi spinsero a scrivere un controverso articolo qui su Sdangher, in cui esprimevo incredulità e soprattutto una rabbia che non riuscivo a decidere verso chi indirizzare. Lei per il comportamento che l’aveva condotta in quel casino? I suoi detrattori che festeggiavano la sua fine dietro le sbarre neanche avesse ucciso dei gattini? Gli amici che invece di difenderla tacevano? Di sicuro era uno sfogo pieno di affetto per Titti. Le volevo bene e gliene voglio ancora. In fondo alla mia tirata le rinnovavo linvitavo a tornare nella nostra calda e puzzolente stalla, non appena lo Stato Italiano le avesse permesso di farlo. E infatti ora eccola qui. Scriverà ancora per noi ma ho ritenuto doveroso farle un’intervista prima di pubblicare i suoi nuovi pezzi, così da affrontare con lei tutta la faccenda e chiarirla il più possibile a chi avrà tempo e soprattutto voglia di capire un po’ di più.

1 – Allora, Titti, bentornata tra noi e bentornata a Sdangher. Come vanno le cose, oggi?
Ciao Franci, grazie! Tutto benissimo, sono felice.

2 – Non posso evitare di esprimere la sorpresa, la rabbia e il rincrescimento per ciò che ti è capitato. Tu una truffatrice, arrestata e condannata per aver frodato un sacco di gente… è stato difficile crederci e mandarlo giù. Però ci ho creduto, questo è il punto.

Come stavano le cose? Stavano che finché ho avuto l’agenzia di viaggi, nulla a che fare dunque con la musica, ho fallito come imprenditore e il mio reato non era truffa (come riportato) ma appropriazione indebita, un reato totalmente diverso dalla truffa. Dopo che ho chiuso l’agenzia mi sono accompagnata con altri partners (professionali intendo) che hanno diciamo così aggravato la mia già precaria condizione. Non posso entrare nel particolare giudiziaro come credo immaginerai, ma non sono andata in carcere per truffa, ecco.

3 – Raccontami qualcosa del tuo periodo dietro le sbarre. Che ricordi hai e soprattutto cosa hai provato a star lì? Capisco che sono domande ingenue ma le più vere che ho dentro di me…
Le prime settimane ho pianto e basta. Poi ho voluto fortemente trovare e creare valore nella situazione in cui stavo. Quindi ho iniziato a frequentare corsi di qualunque cosa, a scrivere per la rivista interna che esce anche in edicola, a preparare gli editoriali per il canale TV della casa circondariale. Ho creato amicizie bellissime, mi sono perfino innamorata. Chiaro che in carcere si sta male, si soffre… non deve sembrare che racconti una vacanza, ok? Però ho cercato di renderlo un’esperienza costruttiva.

4 – Sei sempre appassionata di metal, cosa stai ascoltando in questo periodo?
Ma certo che sì! In prigione c’era pure un’assistente penitenziaria metallara con la quale mi facevo di quelle chiacchierate lunghissime. Ora ascolto i soliti Whitesnake, i soliti Maiden, i soliti Slayer. Domenica per esempio era la giornata Def Leppard. Oggi la giornata Megadeth.

5 – Sei tornata su facebook e scrivi più di prima. Io mi aspettavo che non saresti più stata così aperta verso il mondo… nel senso che magari sai, la prigione ti aveva isolata, ti aveva costretta a una “disintossicazione” da tutti i contesti social in cui bene o male siamo immersi fino al collo ogni giorno. Tu invece hai scritto subito questo post: “dove eravamo rimasti” e ora ti trovo sempre on line.
Scrivo meno di prima in realtà, anche se mi vedi on line non è detto che ci sia davvero. Disintossicata per forza, il mio facebook era il corso di teatro e la cena con le compagne. La prigione mi ha fatto crescere. Non mi sono “isolata”, sono solo una ex detenuta che ha pagato il giusto e che può camminare a testa alta.

6 – Mi fece soffrire non solo leggere alcuni che festeggiavano per la tua condanna, ammettendo un odio verso di te che definirei assurdo, ma soprattutto ho sofferto per il silenzio di tanti amici. Non mi capitò di avvistare post di solidarietà per ciò che ti era successo. Gente che fino al giorno prima era pronta a cliccare mi piace sotto tutto quello che scrivevi, adesso sprofondava in un mutismo imbarazzato. Per tanti fu difficile non credere di aver conosciuto una sorta di Dr Jekyill e Mr Hyde. Che ne pensi?
Quelli che hanno stappato lo champagne sono il solito manipolo di coglioni, alcuni dei quali mi hanno leccato il culo per suonare all’Agglutination anni di seguito, qualcun altro ha parlato senza avermi mai e dico mai manco vista ma solo seguendo la cordata, qualcuno infine ha detto che avevo bisogno di un aiuto ma non ho ben compreso di cosa necessitassi, secondo loro. Al contrario ho letto un bel po’ di persone che mi definivano “meravigliosa” e soprattutto corretta.

7 – C’è chi mi ha domandato se tu fossi una cartomante truffaldina che gira per la rete. Qualcuno crede che tu fossi nascosta anche dietro lo pseudonimo di questa furbona. Lo spunto furono alcuni miei post in cui confessai che eri la mia lettrice di tarocchi di fiducia… Non so bene perché ma a questa cosa non ci ho creduto mai. Con i tarocchi non si scherza e soprattutto non si froda, nessuno. E conoscendo il tuo amore per essi…
Sarei miliardaria se lo facessi. Si tratta di una passione che mi aveva trasmesso all’epoca Paul Chain e che è rimasta nel limite del consulto amichevole. La cartomanzia non è una scienza, è un’arte divinatoria, non deve creare dipendenza, io adoro il mondo dei tarocchi, li colleziono da anni, anche Mara, la tua ex moglie, me ne regalò un mazzo.

8 – Sì, ricordo… I tarocchi sono anche un potente mezzo per confrontarsi con se stessi e migliorarsi, in realtà. Inoltre chi li legge a qualcuno ringrazia questa persona per averlo fatto. Ma ora cosa farai? Hai qualche piano per ripartire? Ci sono speranze che tu possa tornare al vecchio lavoro nei tour con le band. Spero che almeno ti rimetterai a scrivere su Sdangher…
Ho ritrovato la mia vita esattamente come era. Le persone intelligenti sanno e capiscono, degli altri non ne ho bisogno. Sono già stata giudicata. Tour non ne facevo da un po’, ad alcuni festival certo lavorerò ancora. Lavoro per Netflix come prima. Sto scrivendo un libro e sì, tornero anche su Sdangher!

9 – Poco dopo aver saputo la brutta notizia della tua condanna, scrissi un post che definirei chiassoso. Me la prendevo un po’ con te ma cercavo di mostrarti anche l’affetto che non riscontravo da nessuna parte, almeno in rete. Qualcuno, tempo dopo mi fece notare che quel mio articolo era davvero offensivo nei tuoi confronti, consigliandomi di rimuoverlo. Ovviamente non l’ho fatto. Era sincero e frutto di un momento difficile, doveva rimanere lì. Del resto tu poi mi hai detto di averlo letto, che qualcuno te lo portò in carcere. Cosa provasti a leggere le mie parole nella brutta situazione in cui ti trovavi?
Del mio arresto… sai, la mia condanna avvenne nel 2010. Per precisione. E non lo ricordo cosa provai. Una volta dentro beh, in carcere ti cambiano i punti di riferimento e le priorità. Non lo avevo capito molto il tuo articolo ma ero e sono certa che a te non dovevo e non devo un centesimo, quindi il tuo intento era quello di dimostrarmi il tuo affetto, tutto qui. Posso dirti che difficilmente ci si schiera dalla parte del “cattivo” anche se con te è stato buono. Ma io so chi c’era, chi c’è sempre stato e chi ci sarà per me, quindi va benissimo così.

Grazie di avermi dato la parola, Franci.

Grazie a te di aver accettato l’intervista.

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