La Truebrica del fantino Recensioni

The Three Tremors – I tremori che spaccano la terra!

three tremors

Era il 1990 quando uscì il film di Ron Underwood Tremors che, immagino, moltissimi di voi conosceranno. Non sto a raccontarvelo, sarebbe inutile, anche perché se qualche ultra-ritardatario volesse vederselo non avrebbe la sorpresa guastata.

Detto ciò, azzarderei un accostamento tra il film e l’album dei The Three Tremors. Artwork, musica e immagine dei tre singers sono quanto di più retrogrado possa esserci al giorno d’oggi. Ma a me, sinceramente, non frega un cazzo! Anzi: sono felice che il Padre degli equinidi mi abbia di nuovo deliziato con un altro album massiccio e cazzuto! Dopo i Power Theory arrivano sul mio PC  Sean PeckHenry “Tyrant” Conklin e Tim “The ripper” Owens a distruggere tutto con le loro ugole d’acciaio.

Ed è ovviamente una prova muscolarissima. Un heavy metal che da tanto non si sentiva. Almeno: io era un bel po’ che non lo orecchiavo. Non starò a dirvi con chi hanno cantato/cantano questi barbari di pelle vestiti e ultra borchiati. Dovreste saperlo. E se non lo sapete peste vi colga!

Qui dentro c’è tutto quello che un metal-head affezionato al “true-che-più-true-non-si-può” desidera. Up tempo, doppia cassa, screaming vocals e riff di chitarra colati nell’acciaio più rovente. Priest, Agent Steel (anche nelle tematiche tipo l’apripista Invaders From The Sky) influenze alla Jag Panzer ovviamente ma anche echi di Vicious Rumors e speed metal americano spurio deliziano e inceneriscono i timpani dell’ultra quarantenne tipo me.

Almeno tre i video sul Tubo che promozionano l’album (acquistabile sul sito ufficiale). Suppongo, venderà un cazzo perché in Italia tirano di più i “Three Tenors”  anche se il loro ultimo album è del 1886, e perché questo tipo di metal non ha mai fatto presa sull’esiguo pubblico italico. Chissà perché poi?! Ho paura che possano nascere equivoci legati al nome anche per i madre lingua pugliesi, ché confondersi tra “Tremors” e “Trmòn” è un attimo.

E forse sì: chi si lascia andare a sonorità di tal fatta, un po’ onanista lo è. Magari neanche spericolato nonostante quello che vuol far trasparire nell’aspetto. Infatti non c’è nessuna evoluzione musicale nelle canzoni contenute nell’Lp. Ma ce n’è veramente bisogno? Per me no. Tanto è vero che Owens venne mortificato nelle sue qualità da dei Priest in crisi di identità e vogliosi di “Panterizzarsi”, mentre Chris Broderick (ex ascia dei Jag Panzer) sull’onda del suo funambulismo, e probabilmente della fame, approdò alla corte di MegaDave per esser trattato come l’ultimo dei pescivendoli, checché ne dica Dave Mustaine che tanto si sa: tutti quelli che lui assume poi se la danno a gambe per il suo carattere amabile e conciliante. Meglio se rimaneva a suonare la chitarra con i Jag che magari ci avrebbero deliziato ancora con un altro album insieme a loro…

Comunque: tutto in questo progetto sa di anni ottanta, primi anni novanta ed è una bellezza! Andata sul sito e ammirate gli artwork e le variant dei singoli urlatori cantarsela anche da soli! Tutti quei Kaijiu alla Pacific Rim sono esaltanti! Altro ché i vermoni degli anni novanta che sbucano dal deserto del Nevada!

http://www.thethreetremors.com/site/store.html      

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