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I Gothic Stone e l’epicus doomicus italicus di Haereticus Empyreum

gothic stone

Lo ammetto: non sono molto attento alla rinascita dell’heavy metal che ha caratterizzato il nuovo millennio, pertanto le mie attenzioni sono generalmente più rivolte al passato, riservando solo a pochi intimi l’onore di entrare a far parte della mia collezione di dischi. Per una volta ho deciso di fidarmi, dando un’opportunità ai nostrani Gothic Stone, ma per una ragione ben precisa; infatti, il gruppo siciliano è la creatura di Salvatore Falluca: in assoluto una delle persone più esperte e competenti in ambito rock e metal che io conosca.

Sasà Falluca è un divulgatore coerente e appassionato che, nel corso degli anni, attraverso la scrittura, ha contribuito a nutrire la mia immensa curiosità in ambito collezionistico. La sua passione viscerale per il dark sound poi, non poteva che costituire un richiamo troppo forte per il mio interesse, così ho deciso di fare mia una copia in vinile di Haereticus Empyreum.

Con un moniker che omaggia i Candlemass, i Gothic Stone propongono naturalmente un album musicalmente immolato al doom, potendo contare sulla presenza dietro al microfono di Gabriele “Nightcomer” Grilli, esperto cantante dal curriculum corposo e noto per la sua militanza nei DoomSword degli esordi.

Pubblicato dalla ligure Black Widow, l’album ha ripagato ampiamente la mia fiducia, con una proposta il cui merito principale è quello di riportare il doom in una visione più tradizionale, evitando parossismi tipici delle nuove leve, che troppo spesso relegano questo suono entro confini compositivi che sembrano invalicabili, a cominciare dall’esasperato utilizzo di ritmiche lente – spesso ripetitive fino allo sfinimento – e dalle composizioni prolisse quanto scialbe.

La band palermitana mette in campo tutta la sua esperienza sviluppando una sequenza di brani che, partendo dalla lezione di Leif Edling, riescono a evocare mirabilmente molteplici sfumature, coinvolgendo l’ascoltatore in segmenti ora progressivi e visionari, ora più aderenti all’heavy metal tradizionale, con una impostazione epica e maestosa esaltata dagli arrangiamenti gotici e dal retrogusto liturgico partoriti dalle tastiere.

Haereticus Empyreum gode di un guitar-work dinamico, ma soprattutto vigoroso e squisitamente heavy metal, con i riff del duo Fallucca/Mandarano che sembrano autentici colpi d’ascia. Tutti i sei pezzi – strumentale compreso – hanno il merito di mantenere alto il coinvolgimento dell’ascoltatore, arricchiti dalle eccellenti e teatrali interpretazioni vocali di Gabriele Grilli.

Tra i momenti migliori mi piace ricordare Caereris Mundus (The Necromancer) e Luciferian Dawn, addirittura capaci di sedurmi fin dal primo ascolto: vertici  compositivi – almeno per il sottoscritto – di un esordio molto convincente.

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