Recensioni Supernatural Horse Machine

Lovebites – Son baci di passion…

C’era, anni fa, un tizio che lavorava con me e che dichiarò: “Io a letto con una mangiagatti (cinesi e/o asiatiche in generale) non ci vado!”

Alzai un sopracciglio e lo guardai come per dire: “Secondo me hai dei problemi…” e se lo dico io che di felini in casa ne ho 9… Ora lo vorrei vedere quell’ex collega messo di fronte alle immagini di queste giapponesine che, tra l’altro, suonano alla grandissima il loro power metal di ispirazione “Stratovaria”.

Electric Pentagram, dice Wikipedia, è il loro terzo album (sono in giro dal 2017) e come non riesco ad apprezzare le Baby Metal, a parte, forse, il lato più “manghesco” o “cosplayco”, allo stesso modo non riesco ad apprezzare eccessivamente il loro visual look fatto di pizzi, merletti e gonnelline svolazzanti. Cioè: va bene se si vuol puntare sull’impatto, ma Nita Strauss

‘sta qui

ci riesce benissimo rimanendo nei canoni della bad-grrrlz con T-shirt e leather pant quindi… Ma son sottigliezze!

Alla fine anche queste 5 ragazzuole, esteticamente parlando, sono piuttosto belline e dolci dolci. Roba da hentai! Cinque belle cosplayerine che farebbero felici una certa quantità di maschietti; altroche “mangiagatti”! Mangiafave a tutto andare!!

Comunque: musicalmente parlando non c’è un cazzo da dire. Come i loro più famosi e mitici connazionali Loudness, che si ispiravano pesantemente all’occidente, anche loro fanno la stessa cosa, quindi colpi di scena o salti sulla sedia non ce ne saranno. Tutto molto bello e perfettino. Pare che stia a criticarle vero? E invece no! Penso che loro, come i Galneryus (sempre nipponici) siano funzionali alla bisogna. Nella terra del sol levante pare che questo stile “tiri” (ehm…) ancora tantissimo. E se i Galneryus sembrano tutti attori di una qualche serie 70/80 con i robottoni e i dinosauri di gomma, falsi come giuda (Izenborg o Megaloman tra i più famosi) ma che però sanno anche suonare da dio, queste sanno suonare e “tirano” (appunto) a tutto spiano!

Un buon motivo per andare a sentirle suonare se mai dovessero spingersi dalle nostre parti è non solo la loro musica ma anche le, probabili reazioni, del pubblico maschile (“faccela vedè, faccela toccà” ecc ecc)… mi immagino uno scenario di questo tipo con probabile conseguente fine di molti rapporti di alcune coppiette…

In fin dei conti come resistere a quell’aspetto da gattine indifese ma che, ci giurerei, nascondono unghie da tigre!? E loro là, irraggiungibili, sul palco, che non capiscono una mazza di quel che dicono i buzzurri ai loro piedi e che fanno tutti i loro segni strani con le manine e i braccini incrociati a guisa di mosse di karate o di chissà cosa. Delle Pollon spaesate che non hanno la polverina che offra allegria ma che, presumibilmente, hanno altre frecce al proprio arco.

Ok: dopo un post così sessista e infelice posso andare a buttarmi in discarica. Sì lo so: avrei potuto narrare della bellezza dei brani contenuti nel disco ma cosa volete che vi dica? Ascoltatelo (su YT, come di consuetudine, ci sono diversi video-single) e poi giudicate voi.

Nulla di nuovo sotto il sol (levante) ma, in fondo, per un superficialone come il sottoscritto, che si accontenta di ascoltare e riascoltare la musica che gli ha fatto compagnia nell’adolescenza e di lustrarsi gli occhi con le rappresentazioni viventi (a parte le tette) di Ruko Tatase

‘st’altra qui

va bene così.

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