Editoriali

Joaquin Phoenix (Joker) – Un discorso memorabile e l’Oscar dedicato a chi non ha voce

Il discorso con cui Joaquin Phoenix ha accettato il meritato Oscar come miglior attore protagonista per la sua interpretazione in Joker è uno dei più belli e importanti che siano mai stati fatti durante la celebre cerimonia di premiazione. Così rilevante, almeno secondo il sottoscritto, da meritare un articolo con una piccola riflessione e una completa trascrizione.

Tutti i giorni, centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, sentono l’esigenza di inondare i social, a getto continuo, di video e post che sicuramente, nel loro piccolo, vorrebbero contribuire a cambiare il mondo. In molti casi mi sembra che ci riescano bene: lo dividono ancora di più. L’impressione che mi destano certi comportamenti, umani e del tutto legittimi, è spesso di prepotenza per qualcosa che si vorrebbe cambiare ma che nessuno può permettersi di influenzare: la vita degli altri. La vita degli altri è sacra e merita rispetto.

Non puoi chiamare assassino chi non ha ancora fatto una scelta che ti cambia la vita, nè puoi sentirti superiore agli altri per una differente visione del mondo che ci circonda, qualsiasi sia il tuo credo. Le parole di Phoenix in questa occasione fanno riflettere molto più di qualsiasi slogan, accusa, offesa o tempesta di video. Con la prepotenza e l’insistenza si ottiene spesso l’effetto contrario a quello tanto sperato. Joaquin ha indicato una strada, quella della compassione e della sensibilità verso il mondo naturale. Sarebbe bello se i toni rimanessero sempre quelli di un uomo che non dispensa quella saccenza odiosa di chi sente di avere la verità in tasca. Perchè la verità non esiste. Ognuno ha la propria. Anzi, Joaquin è stato il primo ad ammettere di avere sbagliato e tanto nella sua vita e solo grazie alle seconde occasioni di aver avuto in seguito la possibilità di vivere adesso il suo più grande trionfo professionale. Quando è arrivato sul tetto del mondo dello spettacolo che la società degli umani ha costruito e intorno al quale gli interessi economici sono giganteschi, quando tutti ti guardano in adorazione, Joaquin si è sentito piccolo piccolo e ha scelto di dedicare alla natura il suo premio più prestigioso, consapevole del fatto che il dono più grande non sia una statuetta ma il mondo che ci circonda. Questo il discorso di Joaquin Phoenix che mi ha davvero toccato:

“Sono pieno di tanta gratitudine ora. Non mi sento elevato al di sopra di nessuno dei miei colleghi candidati o di nessuno in questa stanza, perché condividiamo lo stesso amore – che è l’amore per il cinema. E questa forma di espressione mi ha dato la vita più straordinaria. Non so dove sarei senza.

Ma penso che il dono più grande che ha dato a me e a molte persone [in questo settore] è l’opportunità di usare la nostra voce per chi non ha voce. Ho pensato ad alcune delle questioni dolorose che abbiamo affrontato collettivamente.

Penso che a volte ci sentiamo o ci viene fatto sentire come se sostenessimo cause diverse. Ma per me, vedo la comunanza. Penso che, sia che si parli di disuguaglianza di genere o di razzismo o di diritti dei gay o dei diritti degli indigeni o dei diritti degli animali, si parla sempre di lotta contro l’ingiustizia.

Stiamo parlando della lotta contro la convinzione che una nazione, un popolo, una razza, un genere, una specie abbiano il diritto di dominarne, usarne e controllarne un’altra impunemente.

Penso che siamo diventati molto distaccati dal mondo naturale. Molti di noi sono colpevoli di una visione del mondo egocentrica, e crediamo di essere il centro dell’universo. Andiamo nel mondo naturale e lo saccheggiamo per le sue risorse. Ci sentiamo in diritto di inseminare artificialmente una mucca e di rubarle il suo piccolo, anche se le sue grida di angoscia sono inconfondibili. Poi prendiamo il suo latte destinato al suo vitello e lo mettiamo nel nostro caffè e nei nostri cereali.

Temiamo l’idea di un cambiamento personale, perché pensiamo di dover sacrificare qualcosa, di dover rinunciare a qualcosa. Ma gli esseri umani al nostro meglio sono così creativi e inventivi, e possiamo creare, sviluppare e attuare sistemi di cambiamento che sono benefici per tutti gli esseri senzienti e per l’ambiente.

Sono stato un mascalzone per tutta la vita, sono stato egoista. Sono stato crudele a volte, ho lavorato duramente, e sono grato che molti di voi in questa stanza mi abbiano dato una seconda possibilità. Credo che questo sia il momento in cui siamo al meglio: quando ci sosteniamo l’un l’altro. Non quando ci annulliamo l’un l’altro per i nostri errori passati, ma quando ci aiutiamo a crescere. Quando ci educhiamo l’un l’altro; quando ci guidiamo l’un l’altro verso la redenzione.

Quando aveva 17 anni, mio fratello [River] scrisse questo testo. Disse: “Corri in soccorso con amore e la pace ti seguirà”.

Parole forti e al contempo toccanti, alle quali aggiungo solo un’ultima considerazione personale. Io non sono vegetariano, non sono vegano, non sono nemmeno un cacciatore. Io sono un spirito libero, e come tantissimi rifletto spesso sul nostro ruolo nel mondo e sulle problematiche che lo stanno affossando. Ho le mie convinzioni, come tutti, ma se ho un pregio è quello di non starmene mai troppo fermo in una certa posizione, non voglio perdere la possibilità di vedere le cose da un’altra prospettiva. Credo che, al di là delle opinioni personali, la curiosità e le risposte che cerchiamo debbano venire da dentro di noi, anche perchè la nostra mente ha bisogno di elaborare tantissime informazioni, sensazioni, pulsioni e ogni giorno siamo sommersi da slogan (anche ingannevoli) di ogni genere. Quando stiamo su internet e in particolare sui social, magari per distrarci un po’, siamo spesso inondati da altra pubblicità o dalle ossessioni di qualcuno che ci vengono sbattute in faccia tutti i santi giorni finendo per diventare, per molti, qualcosa di davvero fastidioso e ancor più divisivo. Ogni tanto ripenso al testo della canzone ‘Point Of View’ dei Fates Warning:

“La mia opinione è solo un punto di vista
E la tua posizione è dall’altra parte”

Rispettate chi non la pensa come voi, magari sta solo guardando le cose da un altra posizione. I social per molti sembrano uno specchio in cui riflettere costantemente la propria immagine e i propri gusti, la fiera delle vanità. Per questo, una dichiarazione d’amore nei confronti di chi è senza voce, e per di più realizzata nel cuore di Hollywood, la fiera delle vanità per antonomasia, non poteva restare inosservata per noi Sdangheri, da sempre dalla parte di chi non ha voce.

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