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Metallici da social parte 2 – Altre ridicole e strane abitudini…

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Il metallaro medio, diciamo una parte consistente del pubblico, con l’avvento dei social anziché erudirsi e ampliare la propria visione della vita, ha finito col rendere pubblico a tutti il suo lato peggiore. Se prima Pino Catenaccio almeno si rendeva buffo, strano, e financo un po’ coglione con la cricca del Bar Ciardulli, ora la sua assurdità si spande a macchia d’olio su Facebook. Alcuni atteggiamenti però sono comuni e virali a tanti altri, vediamo quali:

1) SOPRANNOME BORCHIATO: Sei nato a Cesano Boscone o a Roseto degli Abruzzi, fai il panettiere e hai superato la cinquantina, divorziato, pelato e da 10 anni la cosa più trasgressiva che fai è scendere in pigiama a pendere due Peroni gelate dal cinese sotto casa, MA nel nome del profilo ti poni come “Gino Portnoy”, “Orazio Halford” o “Gennaro Ulrich”. Siamo seri ??? Vorresti darti un tono ? Emulare il tuo idolo ? Fammi capire, quale meccanismo ti spinge a fare una cosa del genere.

2) GLI AUGURI DI COMPLEANNO VIP: Bruce Dickinson compie 56 anni ? Kirk Hammett festeggia l’onomastico ? VAI, subito a mettere “Happy Birtday bro” o “A salute, great guy”. Ma davvero pensi leggerà mai, scrollando sotto ad altri millemila auguri di altrettanti fenomeni, il tuo ? Ti metterà un like o ti risponderà ? Insieme a te, Luigi Burzum, c’è il tuo corrispondente low IQ di Cincinnati Andrew Cavalera e Chin Puon Bon Jovi di Seul che ha fatto la tua stessa cosa (na’ coglionata).

3) IL VIDEO IN CAMERETTA CON LA CHITARRA O LA BATTERIA DELLA CHICCO: Tu, Gino Baloff, suoni (male) in una metal band in periferia a Casoria, in un garage condominiale, ti sei esibito due volte live in tre anni alla Sagra del Lampone, prima del gruppo liscio, MA devi pubblicare su Facebook il video in cameretta, dove, con l’acustica, e MALE, coverizzi Sweet Child O’ Mine o fai la rullata di Immigrant Song con la batteria elettronica di Ali Express. E poi commentare estasiato di come “La vera musica nasce dal cuore e non dallo strumento”. Ciccio, almeno la chitarra comprala con le sei corde, e non rubarla agli scout della parrocchia.

4) IL CONTEST ONLINE: La tua band, i Metal Ruttino di Cuneo, si è iscritta al contest online, in cui se vinci ti regalano un paio di bacchette o il poster di Udo Dirkschnider nudo, e gasatissimo spammi a tutti l’invito a condividere il post, il video, la pagina, il profilo, la foto, le lastre del duodeno e varie amenità. E questo ogni giorno per 234 volte al giorno, indignandoti se gli altri non condividono, per poi accusare i rivali, gli Steel Materasso di Bagnacavallo, di avere vinto “perché raccomandati”….urge un bel TSO.

5) LA METAL PHIGA: Hai 18 anni, 50 anni, 27 anni, 39 anni, non sai ballare, cantare, suonare, nulla, le tue doti sono solo di natura tettoculogica, MA posti mille foto al giorno in cui, con la chitarra prestata dall’amico zerbino morto di figa, fingi di suonare e aggiungi la frase “Metal art is on my soul” o “my first album is soon to come”….ovviamente nella foto impugni il microfono e fingi di cantare, quando si evince quanto sei abilissima a usare ben altri “microfoni”. 34567 like per ogni foto dagli incel di turno.

6) MONO MAN: Posta compulsivamente, da anni, per anni, solo e solamente i video, le foto, le news di UN UNICO ARTSTA: Se donna, la rosa, in base all’età, spazia tra Bon Jovi, Axl Roses, Joey Tempest e Ville Valo, se uomo ecco la triade Iron – Metallica – AC/DC, con l’ardire dei Judas Priest come “colpo trasgressivo”.

7) IL CATTIVONE: Teschi, satana, Venom, Death Metal, chiese bruciate, croci rovesciate, sangue e vomito. Deve far vedere al mondo quanto è malvagio, perverso, sadico. Si chiama Pietro Benton, ha 31 anni, studente fuori corso all’università della vita, nella vita fa il gommista a Bergamo, è vergine, e la cosa più cattiva che ha fatto è stato sgonfiare le gomme della bicicletta alla zia. Patetico.

8) LO SCAPPATO DI CASA: Nel profilo ci sono solo foto di concerti live a cui ha partecipato. Tutte le sere è a vederne uno. Che sia al Pub Brunello, al Circolo Sardo d’Azione o al Dagda, lui c’è. C’è per qualsiasi band, di qualsiasi genere, di qualsiasi fama. Ma una casa ce l’hai ? Una famiglia, un divano ? Poi si scopre che Piero Skolnick viene tiranneggiato dalla moglie e sbattuto fuori a calci ogni sera, quindi si rifugia a vedere l’ennesimo live a Trecate dei Panzer Toblerone.

9) IL DURO E PURO: Non accetta che il “metal è diventato commerciale”, “le band suonano e incidono perché sperano di guadagnare qualcosa”, “L’arte deve essere separata dal denaro”. E spacca le balle a tutti ripostando la stessa frase con la foto del sacchetto dei dollari o con la Banda Bassotti. Peccato che Maurizio Hansen ha 48 anni, vive col reddito di cittadinanza, e se toccasse a lui guadagnare due spicci con la musica, sarebbe il primo a vendersi pure la mamma.

10) IL BUONGIORNISSIMO KAFFEEEEE: Franco Tolkki ha 56 anni, in casa ha tre cd, uno di Vasco, uno degli Iron Maiden e uno degli AC/DC, e tutti i giorni posta i meme che gli gira il cugino su WA. Padre Pio glitterato che vola con la scia di gattini, la rosa con la tazza di kaffè, l’arcobaleno con la faccia della Madonna con Gigi D’Alessio. Però è quello che dice anche “Io amo anke la musika rokk” o “A mem ipiace l’evy metal, perché hè la musica dura”. Poi posta la foto di lui con la bandana dei Pooh e la maglietta di Master Of Puppets, taroccata, e che fa finta di gridare con la bacchetta della batteria in mano. La foto, in cameretta, evidenzia sullo sfondo tre poster: quello di Axl Rose, quello della Ternana e quello di Fabio Concato.

Ah, ve lo dico, vi lovvo tutti metalloni duri e vestiti di pelle, dopo Hell’s Bells la musica è morta, troppo kommerciale.

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