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Belo Figo, il NSBM e il degrado dei nostri tempi

bello figo

Recentemente mi sono reso conto di come certe cose del genere trap sottolineino il degrado dei nostri tempi, almeno tanto quanto lo fa il NSBM. Mi spiego meglio. Entrambi sono generi che parlano di cose molto serie in modo molto ignorante, diretto, senza mezze misure, ed entrambi lo fanno con una musica che, a seconda di dove vi collocate nello spettro politico, sociale o morale, finisce per starvi sul cazzo, senza alcuna necessità di sembrare intellettuale o colta. Tutta roba che stuzzica le zone basse, dal ventre in giù. Prendiamo due validi esempi di entrambi i generi e mettiamoli vicini: Bello Figo e gli Absurd. Il primo è un tizio che è riuscito a trollare un paese intero senza saper fare bene praticamente nulla, a parte l’essere incredibilmente puntuale con i contenuti dei suoi testi. I secondi sono gente che è riuscita nella paradossale impresa di rendersi più simpatica di certi mongospastici con il cappuccio che lanciano molotov ai concerti perché vogliono cambiare il mondo. Entrambi sono indigesti a qualcuno per qualcosa che dicono o fanno, e lo sono con grandissima cognizione di causa.

Ora, mi risulta che anni addietro tutto il metal fosse indigesto a molti, non solo nelle sue frange più estreme e scontate, e che non avesse niente a che vedere con la musica per lo più mansueta e codificata che è diventato oggigiorno. Nel metal odierno c’è il buon senso, mancano le istanze primitive da far proprie, si vive di rendita. E così gran parte della torta del genere si è divisa stupidamente tra estremismo ideologico e gente che vuole suonare semplicemente della musica con le chitarre elettriche ad alto gain, infilandoci oscurità e cattiveria solo per vizio di forma.

Ma siamo veramente sicuri che il metal possa ormai essere interlocutorio e indigesto solo per ridicole prese di posizione nazionaliste e/o luddiste? Dov’è finita la sua carica genuinamente distruttiva, politicamente indecifrabile e anti-sistemica di un tempo? No perché io sinceramente non voglio credere che alla fine di tutto, quando anche il metal sarà ridotto ad uno zombie in stile Walking Dead per colpa del suo coronavirus (ha ha…ha) ci ridurremo ad incolparci l’un l’altro come nella più desolante puntata di Ballarò o Quinta Colonna!

Bello Figo, che fa musica di merda e che lo prenderesti a due schiaffoni nel muso per volta finché non diventano dispari, è molto più convincente nel messaggio anti-* che vuole veicolare rispetto al 99% dei gruppi metal odierni, perchè ha semplicemente intercettato il fastidio che un certo tipo di persone prova verso quelli come lui e glielo ha vomitato in bocca con l’imbuto: una cosa che il metal ha dimenticato come si fa.

Ma avete presente di cos’è stato il thrash dei bei tempi? Gli Slayer all’epoca di Reign in Blood, per intenderci; in quegli anni io ancora giocavo a far copulare Evil-Lyn con Skeletor, ma me l’hanno raccontata per filo e per segno di com’è andata: era una musica che nasceva per rompere il culo profumato di chi si ascoltava gli Spandau Ballet e gli Smiths, un’autentica siringata di adrenalina, cattiveria e pessimismo nel cuore della società, dopo un’overdose da zuccherini e pajette per gli yuppie.

Personalmente però ho vissuto sulla mia pelle com’è andata dopo, e di come death e black abbiano semplicemente campato di rendita su quel tipo di attitudine, da una parte ricordandoci che dovevamo morire a suon di sbudellamenti (fisici o psicologici, era lo stesso) e dall’altra spendendosi in tutti i modi possibili in accendini e satanismo.

E adesso?

Il metal non intimidisce più nessuno e gli unici motivi validi che trova per fare a cazzotti con qualcuno sono fondamentalmente due: la determinazione dei confini di una fantomatica (e folkloristica) fede metallica e gli antifa ai concerti. In tutti gli altri casi, produce “solo” buona musica, il che, in un momento di vacche magre, ci può anche stare, per carità.

Hey, so già che ci sarà qualcuno che mi accuserà per aver detto che il metal dovrebbe in qualche modo ripartire da Bello Figo. Cazzata madornale. Lo schifo di trap e derivati è una di quelle cose da cui il metal io spero continui a prendere le distanze, seppur senza cadere nella trappola del “così non si fa, perché non va bene”, perché altrimenti facciamo la fine dei cicisbei con il mignolo alzato, che ascoltano un disco che parla di Shub Niggurath, Ed Kemper e WWII e un secondo dopo inorridiscono all’idea di scrostare la loro merda dal fondo del water di casa propria.

Piuttosto, spererei in una cosa del tipo: “mi sveglio una mattina e decido di stare sulle palle a qualcuno (tutti?), magari cercando di svicolare dalle banalità ideologiche che ormai costellano un po’ tutto il metal estremo, ci faccio un disco sopra e sto a vedere che succede”. In una parola: intelligenza, che può piacere o meno nei contenuti proposti, ma che ha da sempre fatto la differenza nella musica metal che conta davvero.

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