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La Top Five delle sparate di Glen Benton!

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5 – Le frattaglie di Gesù. Benton ha sempre utilizzato carne cruda per movimentare gli spettacoli dei Deicide. I Mayhem pure, ma non si sa bene se influenzati da Glen o no. In ogni caso lui usava questo fantoccio a forma di ragazzino… “e lo riempivo di circa sessanta dollari di trippa di maiale e fegato di manzo. Al momento clou lo facevo a pezzi come unapiñatasplatter e tutta la ciccia finiva in faccia al pubblico. Una volta, alcuni miei amici, durante un nostro concerto si fecero prendere dalla pazzia e assaltarono il pupazzo smembrandolo. Il ripieno tra l’altro era pure andato a male perché avevo dimenticato le trippe sotto il sole e puzzavano da morire. Beh, puoi immaginarlo da te: il locale diventò una carneficina. Ricordo una ragazza che quando vide il pupazzo fatto a pezzi urlò “basta, lo state uccidendo!”. Credeva fosse davvero il bimbo Gesù?

4 – Ha allevato il figlio secondo i dettami del satanismo. L’ha chiamato Daemon, e non Damien come credono ancora in troppi. Il rimando culturale scelto da Glen è molto più alto di un vecchio blockbuster di successo. Daemon significa demone ma nell’accezione latina e non cristiana, vale a dire “essere divino”. La condotta discutibile di Benton deve esserglisi ritorta contro al momento di definire l’affido del pargolo durante la separazione dalla moglie.
Di questa fase difficile della sua esistenza si sa poco: ha dovuto rimanere in casa un anno e mezzo, mettendo seriamente in pericolo il futuro dei Deicide. Quando tutta la disputa è finita e lui è tornato con la band, ha commentato laconicamente: “ho dovuto salvare mio figlio”. Se ne deduce che Daemon sia ancora con il padre. O forse è l’ennesima balla. Chi lo sa?

3 – Uccise uno scoiattolo durante un’intervista. I giornalisti presenti rimasero di stucco e lui commentò il tutto con un’alzata di spalle. “Ammazzai quel cazzo di scoiattolo perché viveva nella mia soffitta e rosicchiava il fottuto cavo elettrico del mio fottuto impianto di aria condizionata. Stavo cercando di stanare anche l’ultimo di loro da casa mia, in modo da tappare il buco e tenerli fuori per sempre. Ma c’era quell’ultimo scoiattolo che ogni volta che beccavo se ne riscappava dentro quel buco del cazzo. Perciò eccomi là a fare un’intervista, e quel figlio di puttana esce fuori trotterellando sulla corda per stendere il bucato e si siede a guardarci. Allora dissi: ‘Rimanete qui e non muovetevi, io torno subito’. Loro si saranno chiesti: ‘ma che diavolo sta succedendo’. Io tornai e Bam!, feci secco quello scoiattolo del cazzo. Ma insomma, è solo un topo con la coda folta, cazzo”. L’intervista uscì su New Musical Express e provocò le ire degli animalisti. Benton rincarò la dose sia minimizzando l’episodio che ammettendo di uccidere animali per i suoi sacrifici al Maligno. Da qui i sospetti  che la bomba in Norvegia sia stata opera di qualche organizzazione terroristica di animalisti.

2 – Si marchiò una croce sulla fronte. Ecco come la racconta lui: “Non fu una bravata per guadagnare l’attenzione dei giornalisti ma un atto di devozione al demonio. Anni prima già creavo l’effetto cicatrice con del make-up. Poi un giorno, nel 1992, decisi di imprimermela davvero col fuoco. Così scaldai un gioiello e me lo premetti sulla fronte. Il giorno dopo arrivai con questa grossissima piaga tutta rossa, a forma di croce rovesciata, e gli altri mi dissero: ‘Ma che cazzo hai combinato?’. Basta bruciarsi e tirar via la pelle morta. Poi si secca ed è tutta rossa. Ci ripassai sopra almeno altre otto o nove volte per renderla più visibile, l’ultima volta che lo feci arrivai a vedere le arterie, così decisi che era meglio fermarsi lì. Se mi sono pentito? No. Posso andare al 7-11 per comprare un pacchetto di SIGARETTE e nessuno se ne accorge nemmeno. Certo, ho ridotto drasticamente la mia possibilità di avere un impiego normale, questo sì”.

1 – All’inizio degli anni 90 disse ai giornalisti che si sarebbe suicidato a 33 anni, così da fare il paio con Gesù Cristo. Ovviamente la stampa impazzì per questa sparata, ma Glen è ancora tra noi. Quindi non lo fece. Il film L’ultima tentazione di Cristo non deve avergli insegnato molto. Da allora è condannato a rispondere come mai non si sia suicidato a tutti i giornalisti che lo intervistano. Spesso interrompe ogni cosa e corre in bagno a vomitare per l’insofferenza. Prima o poi si ammazzerà per davvero, se continuano a domandarglielo.

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