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John Tardy e il mistero delle pagine segrete

“John non permette a nessuno di leggere le liriche che canta. Quindi nessuno ha mai saputo, né mai saprà cosa lui canta nelle nostre canzoni. Mi spiace ma ormai sono anni che la cosa va così”. Queste parole di Don Tardy, fratello di John sono state ripetute più o meno un milione di volte nel corso di 30 anni di interviste. C’è questa faccenda strana del bloc notes privato del cantante dove stanno scritti i testi. Lui legge e canta, ma non permette a nessuno di sbirciare. Probabilmente, come ha suggerito Frank Watkins (r.i.p.) “il giorno che John morirà, verranno fuori bauli di quaderni con le sue liriche, oppure scopriranno che non ce ne sono mai stati e che si è sempre inventato le parole sul momento”. Se andate a cercare su internet potete trovare i testi di molti brani degli Obituary, ma sono desunti a orecchio da qualche volontario della rete, non si tratta certo delle liriche ufficiali. La cosa negli anni ha finito per seccare tutti. Sia John, costretto a difendersi dalle pressanti richieste dei compagni di sapere cosa trattano i pezzi, sia dei fan e dei giornalisti, curiosi di scoprire “le esatte parole”. Alla fine il mondo ha esaurito la pazienza, pretendendo maggior chiarezza sulla faccenda. Ma si è attaccato al c.

Mr. Tardy non cede. Lui scrive i testi, lui li canta e lui li nasconde. Se si vuol capire cosa dice, bisogna scavare tra i rantoli o immaginare. Persino nel solo album in cui gli Obituary volevano dire qualcosa al mondo, l’elusività di John è rimasta la medesima. Nel booklet di World Demise, ci sono foto del gruppo e altre più emblematiche degli orrori del mondo, ma niente testi.

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