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La notte in cui i rockers bruciarono la disco music

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Seconda metà degli anni ’70,complice anche l’eclissarsi dei vecchi gruppi hard rock un nuovo fenomeno musicale dominava le classifiche: la disco music. Un miscuglio di influenze portò alla ribalta il nuovo genere musicale e l’industria discografica non si fece trovare impreparata, dall’oggi al domani invasero il mercato dischi su dischi e lanciati nuovi fenomeni musicali (o presunti tali), i juke box di tutto il mondo si riempirono dei 45 giri di Donna Summer, Barry White, Gloria Gaynor et similia e le discoteche di mezzo mondo spopolarono…Il Rock sembrava ormai KO, relegato all’angolo, destinato ad affievolirsi e a sparire del tutto. Il successo del film  La Febbre Del Sabato Sera sembrò essere il punto di non ritorno e persino diverse radio americane specializzate nella trasmissioni rock dall’oggi al domani si convertirono alla disco music come avvenne ad esempio a Chicago, la WDAI alla vigilia di Natale del 1978 in meno di 24 ore licenziò i precedenti DJs per buttarsi a capofitto nel nuovo mainstream senza lontanamente immaginare che la questa decisione avrebbe scatenato una reazione a catena senza precedenti…

Steve Dahl, uno dei dj licenziati, fu assunto dalla radio rivale WLUP e sulle nuove frequenze cominciò una campagna anti discomusic che ben presto trovò terreno fertile in un pubblico trasversale di tardo hippies, punks, rockers e persino tra i seguaci della country music al grido di “Disco Die” prendendo in giro lo slogan della WDAI Disco Day…

Nei mesi successivi Dahl e il suo collega Garry Meier videro aumentare i consensi e organizzarono una vera e propria setta rock, la “Insane Coho Lips” con centinaia di seguaci, organizzarono vari eventi (oggi li chiameremmo flash mob) tra cui l’invasione/occupazione dei locali di una discoteca e spesso arrivando allo scontro fisico con la polizia al grido di Disco Sucks.

Piano piano la rivolta si estese al resto degli USA (rivolta non sempre pacifica, come a Seattle, dove centinaia di giovani rock fans assaltarono e distrussero un mobile dance floor, la stessa Seattle dove di lì a qualche anno sarebbe esplosa una scena metal senza eguali ).

Ma il bello (o il peggio? Dipende dai punti di vista) doveva ancora arrivare…

Estate 1979. La squadra di baseball dei Chicago White Sox navigava in brutte acque di classifica, con un team perdente che quell’anno aveva una media pubblico di sole cinquemila persone a partita. I proprietari Bill e Mike Veeck decisero di organizzare un evento speciale durante una delle partite per attirare più pubblico (si noti che tali eventi promozionali erano e sono piuttosto frequenti nel baseball), biglietti a prezzo ribassato per tutti coloro che avessero portato con se un vinile di disco music allo stadio. Alcuni di tali vinili sarebbero poi stati raccolti e bruciati al centro del campo da Dahl e Meier in una simbolica purificazione.

La data indicata fu quella di giovedì 12 Luglio 1979 e allo stadio di Comiskey Park si presentò una folla mai vista, una cosa degna di una finale di World Series aizzata nei giorni precedenti per radio dallo stesso Dahl, gli oltre quarantacinquemila posti disponibili andarono esauriti e altre migliaia di persone rimasero fuori con vari tentativi di sfondamento e relativi scontri con le locali forze dell’ordine.

Il piano prevedeva che durante l’intervallo della partita tra i Sox e i Detroit Tigers alcuni dischi venissero messi in un bidone al centro del campo, dandogli poi fuoco, ma una folla inferocita ed esaltata (tra cui il futuro attore Michael Clarke Duncan, noto ai più per il ruolo di John Coffey, il gigante di colore del film Il Miglio Verde) incominciò a gettare in campo migliaia di dischi già durante il gioco assieme a fuochi d’artificio, bottiglie vuote, accendini, monetine e quantaltro. Decine di striscioni dove la scritta Disco Sucks era quella meno offensiva campeggiavano sugli spalti.

E quando finalmente si arrivò all’intervallo, Dahl si portò al centro del campo. Mentre dava fuoco ai primi dischi esclamò alla folla ribollente: “This is now officially the world’s largest anti-disco rally! Now listen—we took all the disco records you brought tonight, we got ’em in a giant box, and we’re gonna blow ’em up reeeeeeal goooood.”

A quel punto migliaia di fans invasero il campo da gioco distruggendo dischi e tutto quello che capitava loro a tiro. Solo a fatica la polizia, dopo quasi un ora di battaglia, decine di feriti e arresti, riuscì a sgomberare lo stadio e a porre fine alla rivolta.

La spinta propulsiva della disco music andava così esaurendosi e la Disco Demolition Night ne accellerò il declino. Le case discografiche fiutarono il vento e si gettarono a capofitto sui nuovi generi che avevano le loro radici nel vecchio rock (dopotutto pecunia non olet).

Cosa resta di quell’evento nel 2020 ? le polemiche si sprecarono all’epoca e sia pure in maniera minore se ne parla ancora oggi. Gli ideatori e i partecipanti furono tacciati di razzismo e omofobia (la disco music delle origini nacque e spopolò in primis tra i neri prima di diventare un fenomeno di massa). Bruciare i dischi fu paragonato al rogo dei libri da parte dei nazisti. Si parlò di una’America bianca e reazionaria e può sicuramente esserci del vero in questo ma molti dei partecipanti si erano semplicemente rotti le scatole di dover ascoltare una musica preconfezionata e spesso loro imposta senza la possibilità di poter scegliere.

Altrimenti visto che il Rock veniva a malapena prodotto e distribuito, forse la storia del Rock e di tutti i suoi derivati odierni sarebbe stata diversa o forse no. Magari quanto di buono e perchè no, di brutto che abbiamo ascoltato e amato negli ultimi quarant’anni sarebbe comunque venuto fuori ugualmente, chi può dirlo? Ma è l’ennesima dimostrazione che il butterfly effect esiste e a coloro che per primi hanno fatto schioccare le ali di questa splendida farfalla va il mio (e spero anche vostro) GRAZIE.

P.S. Steve Dahl continua ancora oggi la sua attività radiofonica mentre Mike Weeck anni dopo vendette i White Sox. La passione per il baseball però gli rimase appiccicata addosso, tanto da comprare i Charleston Riverdogs (una squadra delle leghe minori). Nel 2014 all’interno di una delle partite del suo nuovo team organizzò un evento dove vennero distrutti dischi e merchandise vario di Justin Bieber e Miley Cyrus. 92 minuti di applausi!!!

 

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