The Great Horsey Grindmill

The Great Horsey Grindmill #1

Sta quarantena stra stremando un po’ tutti tra timori per il futuro e una noia misto insonnia dilagante costellata da domande in chat tipo “che cosa stai facendo di bello?”, mentre ti appresti a cercare nella pagina 572 di Pornhub un video che stimoli quel minimo di desiderio sessuale rimastoti. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, ma a fine quarantena con il premium: o avremo tutti le occhiaie come i panda, oppure la libido mondiale sarà calata di ben 7 punti.
Un’ottima alternativa allora è farsi una bella scorpacciata di musica, perché tra un crowdfounfing aggressivo e uno stream su instagram, le pubblicazioni musicali non si stanno fermando. Esiste ancora il digitale e il cd lo puoi sempre pre-ordinare. Cazzo serve a fare un crowdfounding quando esiste il pagamento anticipato?

Girovago tra le zine americane e cosa mi becco? L’anteprima dello split Exhumed/Gruesome Twisted Horror. Sono sempre stato fan dei primi, ma ho anche ascoltato con rispetto horrorifico i secondi. Le aspettative sono quindi abbastanza alte per uno split che si prospetta letale in un epoca dove questa parola è più sinonimo di underground che di una particolare uscita epocale come capitava negli anni 80/90. Davvero se trent’anni fa e oltre ti mettevano nel lettore cd uno split con due band valide della scena death metal, almeno tre mutande su cinque si bagnavano di liquidi fecali dalla gioia. Oggi al massimo ti chiedono come si chiama la playlist per poi passare alla prossima dopo il primo sbadiglio.

C’è giusto un singolo su youtube, mi dicono per calmare gli animi di chi preferirebbe lanciarsi dal balcone che continuare questa prigionia forzata. A Giugno sapremo se le playlist Spotify ci permetteranno un ascolto integrale.

Di tutt’altro genere, ma più “a tema” con le attuali difficoltà è Soundtrack To An Android’s Dreams mi arriva direttamente nella casella della mail grazie al buon vecchio Venta Protesix, ormai affezionatosi alla horszine meno letta d’Italia.

In una chat serale senza porno di mezzo, mi ha spiegato come questi suoni vogliano essere la colonna sonora di uno stato d’animo: la solitudine. Pensato ben prima del lock down italiano, perché Venta Protesix questo status a suo dire lo vive ogni giorno circondato da calzini sporchi del suo stesso sperma, porta attraverso un mastering… 3d? Quando le cuffie ti fanno sentire due suoni diversi da un lato e l’altro in stereo si dice 3d? No, perché l’8d mi ha già rotto il cazzo e non so che altri termini usare.

Dicevo, un disco che parla di solitudine… se siete capaci di dare un senso a questi suoni digitalizzati. Perché di rumore digitalizzato realizzato con un laptop parliamo, ma cosa c’è di più freddo e solitario di qualcosa realizzato col proprio computer? Esatto, come masturbarsi per la quarta volta di fila da soli in casa, dimenticando che gli oggetti del nostro sfogo sono esseri umani e non meri accessori di carne registrati per il nostro piacere.

Insomma, questa secondo me è la colonna sonora perfetta prima di addormentarsi, per dimenticarsi anche solo un attimo di cosa è vero e cosa è falso, cosa è libertà e cosa è clausura, cosa e musica e cosa è solo rumore.

Rimaniamo in tema rumore con un progetto che ha qualcosa di talmente grottesco che solo un ascoltatore sdanghero potrà comprendere le mille sfaccettature di pornografia e blasfemia trasmesse.

Mi sono sempre ripromesso di non citare mai album di amici, ma diamine… come posso non omaggiare una nuova serie di “raccolte” che vanno al di là della musica pornografica?

Grottesco Italiano, attualmente al secondo volume, nasce dalla mente di Mademoiselle Bistouri come progetto collettivo in cui lei, dopo aver selezionato precisi dialoghi porno, incarica qualcun altro di… sonorizzare dialoghi ai limiti del grottesco.

Sono ridondante, ma grottesco è l’unico sinonimo possibile per definire un rumoroso ascolto da farsi rigorosamente da soli. In caso contrario datevi al porno orientale snuff. È più facile da spiegare.

Ultimo, ma non per importanza, un altro split apparso letteralmente nell’insolito ciel sereno pasquale della mia bacheca facebook: Chikara/Sordo.

I Chikara li seguo da molto, dalle prime grette registrazioni. Abbandonati per molto, mi ritrovo oggi qualcosa di inatteso che quasi sta convincendo quella parte ossessiva della mia mente a recuperare qualche loro precedente lavoro. Un misto tra hardcore e black metal della primissima scuola, quella che è inutile vi nascondiate dal mio dito inquisitore, qualcosa doveva per forza al punk hardcore. Altro che cvlt e trve.

I Sordo invece non sono un nome nuovo. Una parte della mia mente equina ricorda un loro demo con la cover di Ryu di Street Fighter, ma l’unico rimando a un videogioco è Tactical Precision Violence, con sopra il faccione di Solid Snake versione primo capitolo di Metal Gear Solid.

Forse potremmo considerare la scelta di un live per pubblicare un split un lavoro alla Agathocles/Unholy Grave/band grindcore/noisecore famosa. E che c’è di deprecabile nell’usare un live recording se grezzo al punto giusto da rendere gustoso l’ascolto sia in cuffia che in stereo, in attesa che qualcuno urli dal balcone di abbassare il volume dello sciacquone del cesso?

Uno split per veri affezionati di certe sonorità underground, ma che consiglio vivamente a chiunque si sia rotto il cazzo di sentire musica di merda alla finestra.

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