Pascolando

Copertina di aprile: Pupo che lo mette al Covid 19

Il supermandrillo del pupanesimo violenta il Covid. E vince. E si diverte pure. E se ci lasciasse le piume lo farebbe con superiorità. Contronatura pure, se gli va. Indovinello, indovinello. Piccolo di statura, decisamente non il prototipo del maschio attraente ma a proprio modo carismatico, l’uomo di cui parliamo è riuscito a mettere a segno una serie di eventi davvero notevoli. Vado ad elencare siore e siori:

Ha messo d’accordo una moglie e un’amante nota a tutti per trent’anni almeno, convivendo con questa situazione poliamorosa con serenità, descrivendola come la cosa più normale del mondo.

Ha fatto i soldi con canzoncine italiane in grado di fare accapponare la pelle a qualunque ascoltatore di metal, a volte aiutato da personaggi davvero discutibili (e parlo di gente della forza di Malgioglio, non dubbi ma solide certezze).

Ha condotto programmi a livello nazionale, è apparso a Sanremo diverse volte, è stato così famoso che, volenti o nolenti, lo conosciamo tutti quanti, ma tra donne e donnine (e qualche uomo, pure, a quanto ha dichiarato), gioco d’azzardo e altre simpatiche attività collaterali, si è sputtanato una fortuna non indifferente, finendo sul lastrico.

Nonostante questo ha avuto il coraggio di ammettere tutto quanto e ributtarsi nella mischia cercando di sfruttare la popolarità negativa derivata dalla nuova fama di mandrillo assatanato.

Ha pure presentato un libro (La Confessione, versione romanzata delle proprie mitiche gesta, dicono) che prima o poi voglio assolutamente leggere.

Chi è?

Per chi non fosse al corrente delle vicende private del soggetto, ve lo dico io: trattasi di Pupo, al secolo Enzo Ghinazzi, nato nel ’55 nella ridente Toscana, vicino ad Arezzo.

Potevamo farci scappare un personaggio del genere?

Ok, avremmo anche potuto, ma il piccolo toscano dai capelli rossi e dal sorriso contagioso è riuscito a stupirci tutti una volta di più con la mossa anti quarantena più bella di tutte.

Uno in grado di riprendersi dallo sputtanamento pubblico, usandolo anzi come punto di forza per un rilancio del proprio nome, ha già di per sé tutto il mio rispetto. Non è facile dire all’Italia intera “Si, sono un assatanato che non resiste alle troie, se posso mi gioco anche le mutande altrui a carte, mi sono sputtanato tutto quello che ho guadagnato e non si trattava di pochi soldi ma di una discreta fortuna… ma guardate che sono orgoglioso, mica mi vergogno” e farla franca, suscitando anzi tenerezza nel prossimo.

No davvero, ci vogliono due palle d’acciaio per fare un numero del genere, fregandosene del giudizio di tutti, in una nazione fintamente morigerata come la nostra, nella quale i vizi devono rimanere privati o si è additati a vista.

Il mondo dello spettacolo italiano si è liberato di parecchi dei propri limiti negli anni, ma da lì a saltar su con aria da diavoletto porno sorridente e beato, nonostante i debiti incombenti, ce ne passa.

Presentare poi un pezzo in cui si cantano parole come “non sono più capace di fare l’amore, ma ho un disperato bisogno di sesso che devo sfogare, con te, con lei, con lui, da me…” in diretta nazionale non ha prezzo, credevo che dopo ci fosse solo il diluvio.

Mi sbagliavo, quando uno è un piccolo genio dedito al triangolino peloso della felicità non ci sono limiti, e così eccoci ai giorni nostri, mentre tutta l’Italia dei media dà corda ai deliri da Grande Fratello dei nostri governanti, dai droni ficcanasi alle app guardone, all’eterna quarantena valida per tutti meno che per alcuni, ma di loro non posso parlare che poi si arrabbiano.

Pupo invece sì, lui può. E non è che si limiti a una dichiarazione come quella che ha rilasciato sul proprio profilo instagram in diretta l’altra sera, che all’incirca suona come “Dopo 45 giorni il sesso è una necessità fisica, quindi è lecito uscire per fare l’amore”, no, lui lo dice con un amico al seguito che dichiara e sottoscrive il concetto ribadito. Ma non un amico qualsiasi, no… parliamo di personaggio importante che riveste ruolo fondamentale e che si sbilancia non poco a favore del concetto riassunto sopra.

Non farò nomi e cognomi, per questo basta leggere i tanti articoli in rete che citano l’accaduto.

Il mio scopo qui è quello di ringraziare e celebrare il nostro filosofo del sesso libero, che ancora una volta riesce a far passare il messaggio che il sesso è importante, più della morale, più dei soldi, più della salute stessa, forse.

Che concetto pupiano, che meraviglia di voce fuori dal coro, limpida e decisa!

Enzo sei un mito. Inattaccabile, logico, geniale.

Una dichiarazione del genere è un inno alla gioia dei gaudenti tricolori, un manifesto di piacere che esalta la forza dell’amore, quello fisico, in un tripudio di immagini forti (razzi che decollano, vulcani che eruttano, estasi di Sante Terese varie, esplosioni e scosse elettriche vaganti nel buio cosmico).

Il cantante toscano, dopo anni di smielato amore amore che colava melassa dai solchi dei suoi dischi, oggi, finalmente scevro dei freni inibitori (grazie alla propria catartica rinascita post disastro) è un eroe moderno senza pari.

Fa del proprio pensiero un’affilatissima arma, pronta a colpire il modo di ragionare comune quando lo considera anti-coito. Non solo torna dal dimenticatoio a dirci che scopare è bello, ma lo fa ricordandoci il nostro sacrosanto diritto a farlo, anche in situazione tragica.

Pupo batte il virus Covid al tavolo delle idee, lo sbatacchia per bene e ci serve su un piatto d’argento il proprio pensiero vincente.

Si perché anche il Covid, se lo privi dell’arma che gli hanno costruito intorno, la paura, non è che un microscopico pallino bastardo, una stupida influenza carogna che ha mietuto una marea di vittime ma non ha tolto al nostro supermandrillo la voglia di lottare per ficcare.

Libero. Puro. Pupo.

Non è casuale la definizione, badate bene. Trattasi di velato riferimento al mito del superuomo di Nietzsche, per cui Pupo è il nostro supermandrillo,  che del concetto morte di Dio eccetera se ne frega, gli basta la copula, la carezza endorfinica dell’orgasmo, il piacere. La sua sincerità è disarmante, andrebbe davvero analizzata con attenzione da menti acute e sopraffine, potrebbe venirne fuori una corrente di pensiero nuova…

Il pupanesimo, al grido di schizzo ergo sum, ridurrà ogni concetto filosofico precedente, annichilendolo in favore del semplice piacere fisico, summa delle pulsioni e coronamento delle vere e tangibili necessità dell’uomopupo!

Ci voleva davvero lui per ricordare ai potenti del mondo che sì, loro possono mettere un esercito sulle strade a dirigerci da casa a lavoro e viceversa, ma nemmeno loro, con tutto il potere che hanno, possono negare agli amanti il diritto al piacere.

In questa moderna Metropolis, ove ci troviamo a sopravvivere alla malattia Moloch/Covid grazie all’amorevole controllo totale dei nostri spostamenti, dove cosa possiamo o non possiamo pensare ci è suggerito ogni giorno e siamo tutti osservati con paterna attenzione anche al cesso, Pupo rappresenta il cantore della Maria-macchina del film di Lang, trasposta in realtà. Gioca con la libido degli uomini e scatena le pulsioni reali in contrapposizione a tutto, anche al buon senso che giustifica la (finta, viste le innumerevoli eccezioni previste) quarantena.

La lezione è finita, il pupanesimo invece è solo agli inizi. Andate e copulate ogni volta che potete, ma occhio al virus perché è sempre in attesa di colpire a tradimento.

Quindi, fatelo, ma con la mascherina!

PS: Prima che insorgano i censori filogovernativi preciso che scrivo questo in quarantena, al mio domicilio, per semplice goliardìa e indossando i previsti DPI richiesti dal decreto 1455576311/bis in versione terza rinfrescata e rivista.

Pace a tutti.

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