Pascolando

Personaggio del mese: Al Bano

al bano

Italia. Marzo 2020. La fase 1. The Big Brother watching you. 5g. 1984. Ci toglieranno prima i diritti, poi le mutande. Il mondo non sarà più lo stesso. Ha fatto anche cose buone.

Italia. 16 Maggio 2020. Due giorni prima dell’inizio della fase 2.

Insomma questo mese abbiamo rischiato di non avere il “personaggio del mese”, troppo presi a vivere il cowntdown della fase due, partito un po’ d’anticipo come la bottiglia di spumante a capodanno e quattro orologi con sei orari diversi.

Poi esco per strada e capisco che il vaccino al covid è stato trovato, solo non cielo dicono, per alimentare lo stato di terrore. Quindi che fai? Le forze dell’ordine per quanto ci provino alla fine non è che possano tenere sotto controllo tutti. Come Gotham City ha il cavaliere oscuro, le città italiane necessitano del loro eroe amato dai pochi e disprezzato dai molti. Un po’ come Spiderman, ma che almeno non sporchi le strade con ragnatele e altri liquidi. Umano come Ironman, ma senza lo stipendio milionario. Insomma un team di tartarughe ninja a cui una pizza il sabato sera diviso quattro può andare bene come stipendio.

Ma non siamo venuti qui per piangerci addosso. Nel buio dei bar che chiudono a mezzanotte, orario in cui in verità si inizia l’aperitivo del sabato sera, in una valle di lacrime annacquata, qualcuno doveva riportarci il buon umore, ed eccoci il nostro personaggio del mese!

Io ho sempre stimato Al Bano. Non tanto come artista, pur ammettendone le doti canore (chi dice il contrario mente) quanto perché si è fatto da solo e poi si è fatto anche la Romina.

Ero giù di morale con una birra calda seduto sulla spiaggia a piangermi addosso. Non mi manca il bar; non sono tipo da bar. Però mi manca comprare la birra fredda a mezzanotte e cinque minuti e berla con gli amici o per conto mio.

Dicevo ero solo a piangermi addosso. Apro facebook. Albano che affronta dinosauri, meteoriti che urlano felicità. E niente, un’infanzia passata a vedere i Flinstones quando ancora pubblicizzavano le sigarette, deve aver segnato per sempre la formazione culturale del cantante.

E seppure io da piccolo ne ho pensate di cazzate sul mondo giurassico alla fine so’ cresciuto, ho scoperto le seghe e ho capito che prima di parlare è meglio segarsi, così ti rimane la forza labiale per rispondere con un sì smorzato, e al massimo, alla risposta sbagliata, può sfuggire che forse sei un nostalgico.

Anche io lo sono, ma della golden age of porn.

A piangere ho continuato, ma di gioia pensando a scene come Alla ricerca della valle incantata con Albano che affronta dinosauri random.

Qualcuno mi ha detto “forse era ubriaco”, perché è noto: il suo vino scende che è una bellezza, anche se il portafoglio non è della stessa opinione.

Ma io lo voglio immaginare così, nelle sue ville vestito come Richard Attenborough e una sfera d’ambra con dentro una zanzara mentre accarezzandola dice: “ve lo farò vedere io se non li sconfiggeremo… di nuovo”.

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