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Conversazioni in Sicilia: Cosa hanno in comune Saddam Hussein e la scena black norvegese di inizio anni 90?

E che come un demonietto che infesta le ascelle perpuerali, zompa in bozza Rosario Badalamenti, sentendosi evocato in causa da Agghiastru.

Rosario: A mia discolpa, penso che il primo esempio di musica mal registrata, oltre ai Sex Pistols, furuno i Venom, per cui ero abituato a sentire del metal sporco e violento, ma da questi Darkthrone non m’aspettavo un’attitudine tanto credibile, anche se il loro primo disco era tutt’altro che “mal registrato”, e minimamente avrebbe lasciato presagire una svolta del genere. Per questo fraintendimento, posso dirti che, pur riconoscendo ai Darkthrone quel che meritano, qualcosa mi ha sempre puzzato. Attitudine, inettitudine, casualità o farsa totale? Siamo sicuri che anche loro, una volta terminato il missaggio, non si siano detti: “cazzo che schifo di suono…” ? Siamo sicuri che ai Grieghallen Studios sapevano con certezza quel che volevano ottenere? Chi era di turno quel giorno del missaggio? Per quel che ne so e sento, anche la cassiera del supermercato lì vicino. Le avranno detto: “vieni, schiacci dei tasti, non è poi tanto diverso rispetto ad un registratore di cassa…” e via, fatta. Dovresti sapere che la storia la si fà anche nei modi più assurdi e impensabili.

Agghiastru: un altro aspetto che faticammo a comprendere, e considera sempre che al tempo non c’era mica l’internet e neanche la televisione sul computer, era l’identità di tutte questa bands. Poiché avevano tutti un make-up più o meno simile, era veramente indecifrabile chi stesse suonando cosa. Sempre il buon Badalamenti, se ne uscì con una lucida teoria: Saddam Hussein.

Padrecavallo: Chi, il dittatore iracheno? Ma cosa c’entra?

Agghiastru: Certo, il dittatore, o almeno uno dei tanti. Vedi, stiamo parlando degli anni 1990/91 per cui siamo in piena Guerra del golfo. Le figure dei tiranni ci hanno sempre affascinato.

Rosario: Sai quella roba del tipo, uno su milioni di individui viene accusato di crimini contro l’umanità? Beh, come se uno su milioni di individui, possa davvero da solo commettere crimini contro l’umanità. Del tipo, ma davvero uno su milioni di individui può arrivare a commettere crimini contro l’umanità? Ma questo non era Dio? Eppure, così dicono, bypassando la corresponsabilità storica di una intera massa d’individui che, o sono incapaci di intendere e di volere, o più semplicemente collusi con un sistema che vede il crimine come fatto necessario alla sopravvivenza della stessa specie. Beh, ma i tiranni hanno sempre la loro cerchia, e sì, una minuta cerchia che può determinare il destino e quindi commettere crimini contro l’intera umanità. È chiaro no? Uno su un milione.

Agghiastru: Penso che l’umanità abbia il sadico intento di commettere crimini contro se stessa, per il semplice fatto di avere in odio l’esser venuta al mondo. Ritiene insopportabile la propria polverosa esistenza e dunque si schiera. Si schiera sempre. Cerca sempre di appartenere a qualcosa, a qualche genere di cose. Perché smarrito l’uomo ha bisogno di creare tensione e consolazione. Allora troverai sempre esseri umani perennemente in conflitto tra di loro. Io sono interista e la debbo avere a morte con un milanista. Altrimenti che piacere può esserci a essere interisti? Verrebbe meno il senso stesso dell’essere, dell’aver scelto l’una o l’altra cosa, privarsi del derby, un brivido in più, non ti pare?

Padrecavallo: Già…

Agghiastru: Già, il giorno che un uomo, di fronte al prossimo, il prossimo da sé, decidesse di essere solo ed esclusivamente un uomo, ossia un granello di inutile polvere cosmica, miserabile nella sua nascita e ancor più avvilente nella sua paura di morire, tutti i conflitti cesserebbero, e in quel momento che piacere ci sarebbe a vivere? No, non è nella nostra natura e storia. Non possiamo amare semplicemente il calcio, occorre creare differenze per poter mettere un brivido nella patetica esistenza. Ci perdoni iDdio per questi esempi terra terra.

Rosario: Negli anni ‘90 noi parteggiavamo per Tareq Aziz. Era il volto ‘’umano’’ della cumpa di Saddam. Saddy mal volentieri lasciava l’Iraq per motivi ovvi, stava sul culo un po’ a tutti. Noi siamo sempre stati interessati, oltre che ai dittatori, ma vien da sé, anche ai conflitti che gli stessi generano, e lì in medio oriente ce ne sono parecchi e durevoli. Per cui Tareq era l’uomo social. Incontrava i presidenti degli altri Stati e poi era di fede cattolica, una cosa questa, all’interno di una dittatura sunnita, davvero interessante. Comunque sia, mentre Tareq se ne stava in giro a raccontar la sua lieta novella: ‘’Saddy è buono, ama il popolo iracheno, gli sciiti, gli ebrei, il nostro petrolio e migliore di quello degli altri… questione di stagionatura…’’ Saddam cercava con ogni mezzo di non lasciarci la pelle. E cosa s’inventa quel genio di un dittatore?

Agghiastru: complice il meraviglioso baffo iracheno alla Pablo Escobar, ricordati che siamo sempre in quegli anni calienti di inizio 90. Pablo verrà assassinato nel 1993 e, non è detto che tra i due… Secondo me Osama BL, Pablo, Saddam Hussein, Gheddafi, c’era o poteva esserci del tenero. D’altronde, a loro modo, avevano in comune il bene dell’umanità, certo da una prospettiva originale, ma se avessimo avuto l’occasione di conversare con loro con un caffè di contorno t’avrebbero convinto della loro giusta causa. Ah, l’ultima che mi hanno detto è che si rende necessario il cucchiaino, anche se non utilizzato, perché semplicemente adorna.

Rosario: Sì, un meraviglioso baffo su un incarnato olivastro, un colpo di genio assoluto. Somiglia al tuo pasticcere di fiducia che il cucchiaino te lo ficca sempre in automatico accanto alla tazzina, e non credo per fini estetici, ormai ha la personalità ingombrante di un distributore self-service.

Agghiastru: Genio del male Saddam, intendiamoci… Ma neanche tanto originale, nella Storia ci sono stati altri casi analoghi.

Rosario: Aspetta un attimo, ti stai confondendo con qualche cartone animato o telefilm. Comunque sia, che fa Saddy per non rinunciare ai suoi aperitif e scorrazzare in santa pace?
Agghiastru: Fantastico, ricordo che era anche il tempo di Padre Pio, di lì a poco veniva canonizzato, ricordi?
Rosario: Beh sì, c’era la storia della bilocazione a quel tempo, proprio figo essere in due posti diversi contemporaneamente. Il sogno erotico di ogni casalingua annoiata della nostra generazione. Essere a tavola con i propri cari modello spot Pasta Mariella e, nel frattempo, scopare con ogni possibile minchia di fiducia e il naso incipriato.

Padrecavallo: Va bene, va bene, ma insomma, mi dite che cacchio c’azzecca Samma Hussein con il black metal o no?

Agghiastru: Esatto Rosario, mi stai scivolando nel volgare, e mi chiedo sempre che ambienti e gente frequenti. Ti prego di ritornare all’argomento e attenerti a dirci quale lampo di intuizione ti colpì in relazione al black metal norvegese e Saddam Hussein. E considera che i più avranno già cambiato canale, anzi, chiuso la pagina dell’internet e saranno tornati a bombardare di cuoricini e faccine il magico mondo del nulla.

Rosario: D’accordo, ci arrivo: Saddam aveva compreso che, per farla franca, doveva seminare qua e là qualche sosia. Uno mentre fa bracciate in piscina, un altro mentre fa compere al supermarket, un altro ancora mentre gioca a golf nel deserto, un altro mentre piscia nell’Eufrate e via dicendo. Insomma, pagava, o costringeva con la forza dei disgraziati che, mandando in giro al posto suo in attesa di beccarsi qualche pallottola, gli permettevano di godersela. Magari questi sosia, provando l’ebbrezza della vita di un dittatore, pisciando in cessi d’oro massiccio, altro che Cattelan, rischiavano di essere accoppati da qualche altro fanatico, ma valutiamo costi benefici.

Agghiastru: Beh, pensa se t’avessero proposto una cosa del genere. Vivere nel deserto, sotto le minacce continue delle bombe americane o degli Iraniani, perennemente in ciabatte, a pregare, a desiderare non so quale degna fine terrena. Oppure vivere alla Saddam per un numero di giorni indefinito. Sono sicuro che anche tu avresti finito con l’accettare di diventare il sosia di Saddy. E sei anche un povero per definizione.

Rosario: Ah, puoi starne certo. D’altronde la vita non è forse un giro alla roulette? Un tiro di dadi? Un solitario andato male? Perché non fare il dittatore surrogato, sarei stato l’olio di palma del junk food. Il grasso idrogenato così sensuale e a portata di mano. Sì, non ho dubbi, sono un Romantico fino al midollo e non economicamente soddisfatto. Sarei stato il sosia di un dittatore ma con ambizioni di crescita, non ti credere.

Agghiastru: Ma sai qual è la cosa strana che mi sto chiedendo, ma a chi interessa sapere delle nostre chiacchiere da bar che addirittura si perdono nei tempi di quel che succedeva in Iraq negli anni 90? E senza dimenticare che dovremmo parlare, di una cosa altrettanto inutile e superflua, come la scena black metal di quegli anni vista dalla nostra Isola addormentata?

Rosario: Penso che la gente sprechi un mare di tempo senza neanche rendersene più conto, oggi più che mai schiava e tossica di social, per cui se riesci a incuriosirla magari qualcuno che ha letto fino a qui lo trovi anche. Ma sull’insegnamento di questa vicenda che vuoi raccontare, davvero non ne ho idea. Diciamo che noi stiamo ‘’parlando d’altro’’ mentre la vita è ciò che accade altrove… Ma siccome i più non hanno alcuna voglia di affrontare l’annosa questione, stanno qui a cercare di capire che cazzo c’entri Saddam col black metal norvegese. Dovrebbero già ringraziarmi per aver instillato loro questa curiosità, anestetizzati come sono.

Agghiastru: E per le citazioni alte che fai, ti trovo bene fratello. Comunque hai proprio ragione, non ha proprio senso niente. Né la distrazione musicale né gli orribili crimini commessi contro questo o quello, ma neanche l’occupare il nostro tempo con riflessioni profonde e ragionevoli. Dovremmo solo “negare quella volontà di vivere” e pisciare un po’ dove capita come l’idrante di un pompiere, altro che cessi d’oro. Ma poi, a chi mai potrebbe venire in mente di desiderare un cesso d’oro?

Rosario: A Saddam, e a Maurizio Cattelan. Ma sai che anche a me sta cominciando a piacere l’idea.

Agghiastru: Ma a questo punto ti chiederei che, poiché il cesso è d’oro, presumo che nell’ostentazione totale di una simile follia, lo scarico dovrebbe mandar giù litri di sauvignon blanc dell’Ottocento, mentre lo scopino dovrebbe essere uno splendido intreccio di cuoio, ermellino e cincillà.

Rosario: Ma sai che mi stai mettendo su una bella e sana rogna. Ora che mi ci fai pensare, forse ricordo che Saddy si puliva il culo sulla faccia di Benjamin Franklin, o si ci accendeva il sigaro?

Agghiastru: Di sicuro ricordo che imboccava dei costosissimi sigari cubani.

Rosario: Beh, vuoi mettere non essere amichetto di Fidel? Di sicuro ce l’avevano entrambi con i gringos e qualche scatola di prodotto locale caraibico sarà pervenuta in medio oriente. I potenti della terra si fanno la guerra per puro spettacolo d’intrattenimento per noi comuni mortali. Ricordi Beirut? Come usavano fare gli dei dall’Olimpo. Sai che noia le nostre vite senza avere un brivido d’azione? Achei contro troiani, e via allo spettacolo del mondo. Gli dei osservano, si schierano, s’intrattengono e loro sono immortali, sai che noia. Ci stiamo ricollegando al concetto di prima: interisti Vs milanisti, ma poi perché parli di calcio quando, specie noi due, di calcio non comprendiamo una sega?

Agghiastru: Non so, mi è venuto così. Nel mio immaginario vedo il metallaro abbastanza standard: calcio, fica, canna, satana, mutuo, figli che reiterano le gioie dei padri, adultescenza, crisi, psicofarmaci, morte.

Rosario: Sì, l’uomo ha una necessità atavica di creare conflitto, di combattere se stesso e la noia, per scomodare Schopenhauer.

Agghiastru: Beh, non l’uomo in quanto tale, ma la “natura”, la voluntas che, attraverso anche la specie umana, si manifesta in tutta la sua insensata violenza senza scopo.

Rosario: Motivo per cui la guerra non avrà mai fine ed è necessaria. Occorre ‘’praticarla’’ di generazione in generazione, non era Hegel questo? Tu che sei tutto allittrato (dal siciliano: letterato)?

Padrecavallo: Ma insomma, Rosario, vuoi dirci di Saddam e il black metal o no? Qui anche io sto per andarmene a spargere cuoricini a random su facebook. Rosario. Ci sei?

Rosario:

Padrecavallo: Agghi?

Agghiastru:

Padrecavallo: Beh, equinidi, ho la sensazione che dovremo aspettare la prossima puntata.

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