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Moralismi metallari – Siccome sei davvero cattivo, io non ti ci parlo più!

Non sorprende poi tanto la scelta di Aristocrazia Webzine di escludere qualsiasi artista metal che cozzi (ferrigni) con i principi della redazione, ma trovo sia profondamente sbagliata. Puoi esprimere la tua opinione riguardo Burzum, ma non censurarlo. Escludere dal nostro mondo chi non ci piace, quello che non condividiamo, fa parte di una tendenza pericolosa, coadiuvata dai social, dove entra solo chi la pensa come noi e dice cose che NOI troviamo intelligenti e carine. Personalmente credo che ci si debba confrontare con tutto quello che NOI non condividiamo, affrontarlo con intelligenza e onestà, non strappar via il proprio occhio, specie se si vuol gestire, non un blogghetto privato, ma un sito con intenti informativi e di critica intorno a un certo tipo di industria.

Chiamarla così è un po’ ridicolo, ma fino a che non inventeremo una parola più adatta agli ultimi sviluppi economici, il metal è un’industria, della provocazione, della libertà espressiva, dell’assalto, ma resta una produzione industriale di canzoni che sono fruite da chiunque voglia veder sublimato il proprio desiderio di riscatto, rabbia, violenza e… ODIO.

Se ascolto gli Slayer non vado a uccidere la nonna, ma probabilmente, ascoltando e metabolizzando la loro energia sonora, la mia cattiveria evaporerà come il vapore che sale dalle mie spalle sudate dopo che ho scapocciato due ore davanti a un muro al ritmo di Angel Of Death.

Il metal ha sempre proliferato nell’eccesso. I nazi non ci piacciono, gli stupratori nemmeno, i pedofili figurarsi, ma che ne dite di chi giudica le donne come esseri poco intelligenti (Motley Crue)? E chi vorrebbe la pena di morte sempre e comunque? (Obituary e W.A.S.P.) Chi inneggia all’alcolismo? (Tankard) Chi istiga al suicidio? (Sentenced) Chi ama Satana? (Qui ce ne sono migliaia di nomi)

Perché, chi adora l’estetica e i cimeli nazi e se li indossa per fare il fico? (LEMMY)

Il punto credo sia che Satana, la depressione come stile di vita, la rabbia violenta, l’alcolismo, lo sballo del fine settimana, sono tutte cose che abbiamo imparato a decodificare, nel metal. Se io scrivo un Inno a Lucifero, nessuno mi censurerà in una webzine metallara. Questo perché sanno che le canzoni su Satana non hanno il potere di corrompere o di evocare demoni da sotto il loro letto. Si tratta di una cosa innocua.

Se invece faccio l’apologia di qualche scorreggione nazista degli anni di Hitler, ecco che mi tapperanno la bocca proprio quegli stessi pischelli che adorano quando io vomito sangue dal palco vestito come un demone Kabuki o magari quando fingo di frustare una suora mentre canto il mio inno alle tenebre.

Canzoni come Dance All Over Your Face dei Kiss, per dire, dicono cose brutte, anche se le prendiamo come un goliardico proclama di riscatto ai danni delle persone che non ci rispettano e non credono in noi. Canzoni come Fuck With A Knife sappiamo che non sono i pensieri di Chris Barnes ma la sua interpretazione della mente contorta di un serial killer. Brani che invece parlano della bellezza del nord e della saggezza bianca, declamati con la laringe catramata da un tipo capellone, rachitico e con la faccia pittata di bianco alla stregua dei Ministrel Show, dovrebbero farci sorridere e invece ne abbiamo paura!

Ottimo, finalmente qualcosa che torna a farci paura. Da quanto tempo il metal non ci inquieta? Personalmente da dopo Covenant dei Morbid Angel.

Porre dei limiti moralistici al metal non fa bene al metal. L’espressività creativa non va mai giudicata e passata al vaglio dei nostri ristretti principi morali.

La morale è cosa che cambia e passa. Condannarono Caravaggio perché usava le prostitute come modelle per le sue madonne, oggi ne ridiamo. In Grecia Socrate si faceva i ragazzini davanti alla comprensione di tutti, ma oggi inorridiamo.

Non possiamo controllare le cose. Non ne avremmo il diritto. Ogni dittatura è un tentativo di controllare le cose. Credere che un uomo stupri una donna solo perché scrive musica metal non è diverso dal credere che la si stupri dopo averla ascoltata.

Fa pena vedere dei metallari rincoglioniti che si esprimono come le loro mamme al tempo di Reign In Blood. La mentalità bacchettona è tradizione di molta ciurma metallara italiana, questo sin dagli anni indimenticabili di Metal Shock, ma oggi iniziamo a raggiungere livelli ancora più imbarazzanti.

Non mi riferisco tanto alla menata sulle nazi-band e le persone cattive davvero che fanno musica cattiva per finta. Io parlo della melassa moralista contro Trey Azagthoth, beccato ubriaco alla guida e condannato da un esercito di metallari italiani che “così non si fa”. Al più potevano essere indignati perché era una roba alla Vasco Rossi e non alla Charles Manson, ma insomma…

Cosa ne dite della frase di Iggy Pop sulle giovani band? “Questi sapranno suonare milioni di note ma non sanno vomitare”?

Lasciate che il pubblico continui a discernere quello che è musica da quello che è merda umana, come di poter ascoltare le merde umane che fanno ottima musica (tranne John Denver, credo l’intero creato del rock). Se però non riuscite a farne a meno allora censurate pure. Siete liberi di essere nazi, nel nostro ideale mondo libero.

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