heavymmerda!

Heavymmerda Armageddon – Quando un anno comincia col botto!

Torna la pandemia con le regioni che cambiano colore e il freddo che schioppa di brutto appena messo il naso fuori di casa. Le ore di noia si accumulano, non fosse altro per il coprifuoco da legge marziale e non ci resta che ascoltare musica, passatempo che, comunque, ci piace sempre.

Il vero problema è che anche una miriade di pessimi musicisti ha approfittato del tempo in più per rilasciare dischi più che degni di venir giudicati in questa sede. Ovviamente io, spietato come non mai, sono pronto a piombare su queste prede ignare alla stregua di un rapace di ferro (pensa che leggiadria nel volo un uccello di latta, stile sasso che cade, quindi occhio) con una carica di album troppo tristi anche per esser definiti tremendi!

Il perfido Padrecavallo me ne ha proposti a iosa e io ho selezionato per voi ciò che ritengo di peggio sia seguito alle feste. Dopo l’ascolto di cotante meraviglie saprete che il mondo puzza, è pieno di gente brutta e i tram sono sempre in ritardo. Ecco.

Pronti? Siete certi di ciò che fate? Ok, se il mio fidato assistente Grimpruzert il Macinateschi vuol far partire il primo capolavoro.

Dai su.

Plana, plana. Mica è colpa nostra, i lettori capiranno! Lo sanno che quello che segue è solo espressione del nostro modesto parere, non preoccuparti.

Cominciamo quindi, ma da qualcosa di davvero carino, mica la solita roba. Questi ragazzacci ci si sono messi davvero d’impegno per sfornare un capolavoro, entrato di diritto nella top ten che sto sognando dopo le indigestioni con peperoni la sera!

Si chiamano Belushi Speed Ball, vengono dal Kentucky, ma invece di distillare moonshine artigianale come avrebbero potuto fare con profitto e senza infamia, essi hanno deciso di darsi alla musica. Hanno all’attivo parecchi album, che mi auguro siano migliori di questo atroce Stella 1 and Stella 2. In pratica riescono a miscelare uniformemente parti di “già sentito” con inutili trovate come far terminare tutti i pezzi del disco con loro che blaterano allegramente. Davvero, tutte le canzoni finiscono con loro che parlano in studio, non è solo brutto, è insopportabile!

Per chi volesse ascoltarli e trovasse tale accozzaglia di suoni piacevole, il che è perversione, sappiatelo, potete trovare sul loro sito Bandcamp una pletora di gadget della band, insieme ai dischi precedenti. con le loro cantine piene zeppe di cd accatastati tra la passata di pomodori e le riviste vecchie della nonna, alle magliette, mascherine, cestini porta merende, fumetti sui quali non ho voluto indagare. Nei titoli del disco si nomina Franck Castle, il Punitore, non voglio saperne niente, lui mi piace un sacco… e persino le miniature dei membri della band a soli trenta dollari (!).

Ah, per chi non ne avesse abbastanza c’era anche il furby della band, ve li ricordate quegli inquietanti bambolotti un po’ strani, specie di orsetto col becco e gli occhioni che andavano di moda negli anni ottanta e parlavano dicendo robe smielate muovendo la bocca-becco?

Ecco, questo è uno di quelli o almeno gli somiglia ma ha l’aria strafatta e triste, fortuna che è sold out perché era una produzione limitata a dieci pezzi per l’uscita di un singolo intitolato The Spinelli’s Slam sennò a comprarne uno ci facevo un pensierino.

Ok, mentre Grimpruzert si sgranocchia il cd eliminando le prove ecco qua una chicca che non potete perdervi (o anche si, potete farne a meno benissimo in realtà, poi non dite che non ve lo avevo detto).

Si chiamano Fluids, sono americani e si definiscono grind/death/gore metal.

Per fortuna mi sono arrivati con un EP, dato che non avrei retto un intero full lenght, giuro. Questo loro Smile And The World Smile With You mi fa sorgere spontanea una domanda da fare alla band: Ragazzi, scusate, ma dopo tre pezzi di cacofonia inutile e un cantato che vorrebbe essere inquietante ma pare il cugino del mio amico Salvatore quando imitava il maiale dei vicini da ubriaco, perché mai dovrei aver voglia di ridere?

Con una copertina che è un collage di teste mozzate, alcune delle quali con il proprio uccello reciso in bocca (il che è di cattivo gusto, sono foto, non disegni, quindi si deridono le vittime di efferati omicidi, giusto per dire) ed un titolo tanto idiota, io opterei per il sequestro degli strumenti e la pubblica sputazzatura.

Con catarro.

Da vicino.

E se gli piace smettere subito.

Oltretutto guardando le precedenti opere dei Fluids e che mi rifiuto di ascoltare, visto che lo so per esperienza: al peggio non vi è mai fine, le copertine sono sempre a tema sbudella e ricuci, quindi non ci si poteva aspettare molto altro. Fortuna che questa schifezza dura solo tre pezzi. I primi due sono pressoché uguali, potete ascoltarli di seguito senza notare grandi differenze.

Il terzo è peggio.

Che fatica, ragazzi, ma qualcuno deve pur farlo! Avanti tutta che il 2021 è appena cominciato ed è già memorabile per le uscite raccapriccianti!

Non ci credete? Ho io qualcosa per convincervi.

Metti che a uno venga voglia di mettere su un progetto solo per scandalizzare il vicino di casa e la zia bigotta e renderti visibile a tutti i suoi amichetti, metti che questa idea nasca in Italia durante il periodo della pandemia, che esca un primo album del quale non sento la necessità di sentire nulla (giuro) e si arrivi addirittura ad una seconda uscita pochi mesi dopo.

Per lasciare sotto shock per bene tutti quelli che ne parleranno come lo chiami il tuo gruppo o one man band o quello che è?

Amputazione Spontanea Del Cazzo. Il nome è questo, esatto.

Bravo signor “Skizo”(mi dicono che “ha stato lui”). Ti abbiamo visto.

Contento?

Io proverei ad andare al supermercato nudo, con due papere sottobraccio e una ciabatta per colore, magari funziona ancora meglio, ti notano tutti.

Questo Isolation Apocalypse è un prodotto mediocre, grind senza vera furia e benché sia violenza pura nell’intento, si risolve in rumore trito e ritrito nella pratica.

A differenza del disco trattato in precedenza almeno qui la musica è presente, benché non mi piaccia e non mi sembri coinvolgente né interessante.

Per me è no, poi faccia lei.

Amputazione Spontanea del Cazzo, ma pensa te. Creativo, per carità. Pure troppo.

Ma se credete che questo nuovo anno si fermi qui vi sbagliate di grosso, altri deliri ci pressano per insidiare la vetta della classifica dei dischi da non comprare neanche per errore! Ne è chiaro e lampante esempio il tremendo Night Of The Living Shred degli inglesi Thrashsquatch, da non confondersi nemmeno lontanamente con i californiani quasi omonimi Trashquatch senza la “S”.

Questi allegri mattacchioni, che in foto paiono dei simpatici bevitori di birra, ci rifilano un disco piatto e dal cantato irritante, arrivato a farci rabbrividire in questo lungo inverno di solitudine forzata.

Non si fanno mancare una delle copertine peggiori della storia (guardatela, ne converrete) e riescono a farmi rimpiangere gruppi che credevo non avrei mai voluto riascoltare. Il chitarrista prova anche a fare del suo meglio, ma il risultato è prevedibile, il suono della batteria è in stile scatolone di cartone, il basso non si sente ma la cosa più insopportabile resta la voce fastidiosa che, da sola, sarebbe stata sufficiente a rovinare un disco normale.

In pratica l’uso migliore per questo cd è sfamare il fido Grimpruzert, sperando che non gli faccia male, a me questi Trashsquatch sono stati sullo stomaco non poco e credo li ricorderò a lungo.

Ma non fermiamoci ora che siamo lanciati, ho per voi tante altre meraviglie oggi! Pronti?

Hanno un Cristo pedofilo in copertina, intento a gioire di un servizietto e attorniato di bambini, un titolo come The Second Coming ed il nome della band è Killing For Christ.

Sì, questi tizi di Topeka, Kansas, ci regalano una chicca davvero fetida, sono talmente convinti nel loro odiare la religione (le religioni, in verità, ce l’hanno con pressoché tutti i culti monoteisti e probabilmente anche con altri) che pur essendo al secondo disco, ancora sono presi dalla loro ira iconoclasta ed anticristiana.

Ora, lungi da me il voler giudicare le spiritualità delle persone (o l’assenza della stessa) io mi limito a valutarne il lavoro in ambito musicale dando la mia opinione, che in questo caso è

Beeeeeeeeeep

Ma come si fa a metter su un teatrino del genere dandoci dentro con del groove metal scontato, da brutta copia dei Pantera, senza nessun picco creativo, ripetitivo e pure noioso?

Ma dai, ragazzi, sforzatevi un pò o lasciate perdere. Che possiate fare di meglio appare evidente perché ci sono dei momenti passabili e la tecnica non vi manca.

A nessuno gliene frega niente se vi scomunicano, io ve lo dico poi fate voi. Ma almeno fatelo bene!

Grimpruzert, questo non lo mangiare, spediscilo la parroco che ci vendichiamo delle campane alla mattina presto.

Non vi è bastato? Ah, cavalli che non siete altro, ma allora devo andarci giù duro!

E sia.

Sanno di crossover primi anni novanta, ma non riescono ad essere vintage, risultando dei cloni più pallidi dei grandi di quei tempi gloriosi. Hanno una matrice thrash da manuale alla quale non aggiungono davvero nulla, ma nulla nulla di originale e il loro Steelgrinder sembra un album registrato in cantina, a causa dei suoni orribili di batteria e chitarra che lo rendono inascoltabile.

Si chiamano Comander (con una sola “M”, non riescono ad essere originali nemmeno nel nome) e vengono dalla Repubblica Ceca, un posto pieno di gnocca dove la birra è buona, quindi la domanda è una ed una sola: perché?

Voglio dire, chi glielo fa fare a questi di sfornare un disco piatto quanto un lago salato, che non ha altre velleità che quella di poter dire ho pure inciso dei dischi? È una tecnica per rimorchiare?

Ecco alcune mamme in Repubblica Ceca, all’uscita di scuola, in attesa di recuperare i propri bambini

Un’altra cosa: in copertina ci hanno messo uno skater quarantenne disegnato come un fumetto brutto. Ma avevano paura che qualcuno, per errore comprasse il cd?

Se li vedete fuggite, siete ancora in tempo!

Già che ci siamo, permettetemi di presentarvi il peggior disco di questo 2021 (sino ad ora), che rientra a gran voce tra le cose che non voglio risentire mai più nella vita. Una vera tortura tra il soporifero e lo snervante, un insieme di canzoni che non voglio descrivervi, non ci sono parole, basta che non me le facciano sorbire mai più.

Loro sono un gruppo turco, si chiamano Kaptan Kadavra e l’album in questione è il loro primo ed omonimo prodotto (al quale mi auguro vivamente non seguano altre prove simili).

Mi consolano alcuni particolari:

Fin dalla copertina era brutto, non lo hanno nascosto in una confezione accattivante che avrebbe potuto affascinare qualcuno. No, sono stati sinceri e questo glielo riconosco.

La loro casa discografica è l’unica che avrebbe potuto produrre una schifezza simile e si chiama Captain Cadaver Records. Ne deduco che nessuno è stato tanto folle da spenderci del grano e hanno fatto da soli. Così possono vergognarsi in privato, ne hanno ben ragione.

I video sono ancora più brutti del disco, pessimi a livelli irraggiungibili. Questo mi fa sperare che per lungo tempo nessuno potrà far di peggio.

Per il resto non vedo nulla che possa, neppure parzialmente, giustificare questa roba. Non era meglio fare altro, mi chiedo? Perché condannare il mondo a sopportare il fastidio provocato da questi otto brani, che io per inciso ho ascoltato tutti prima di scrivere ciò che avete appena letto?

Tutti e otto.

Grim, passami il lanciafiamme per favore.

Sta indietro, stavolta faccio io che voglio essere assolutamente certo non resti altro che il pessimo ricordo di questo album.

Ora vado a ascoltare qualcosa di decente, ne ho bisogno per riprendermi. Alla prossima puntata cari equinidi senza paura, ricordatevi che noi di SDANGHER! siamo qui a vegliare sulla vostra incolumità, sempre pronti a colpire duro senza pietà!

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