Da un po’ qui a Sdangher non parliamo di pornodive. Oggi, per qualche oscura ragione, ho deciso di ricominciare a farlo, ripromettendomi di mantenere anche una certa continuità. Voi penserete che questo blog sia specializzato e rinomato per il metal, ma i nostri articoli più “visitati” e “cliccati” riguardano il porno, inteso come categoria dello spettacolo, da fruire in modo ludico, ma anche analitico. Mentre ci seghiamo noi non smettiamo mai di pensare e notare delle cose, capite? E poi ci va di scriverne. O almeno a me.
La pornodiva che vorrei presentarvi stavolta si chiama Kailani Kai. Si tratta di una signora hawaiana che ha deciso di buttarsi sul mercato a luci rosse (che definizione antiquata) dopo i cinquant’anni. Non bisogna stupirsi di questo. La figura della Milf o della Cougar, che Kai “incarna” alla grandissima, è sempre più richiesta.
Sebbene la maggior parte delle attrici divenute famose o rilanciate in questa categoria temporale “mature”, abbiano esordito trent’anni prima, passando attraverso varie stagioni di gavetta e di popolarità giovanile, è sempre più frequente che una donna adulta, dopo molte esperienze lavorative, decida di iniziare quella del porno, una volta che i figli siano diventati grandi e magari abbia venduto le sue quote societarie di una palestra gestita con l’ex marito.
Nei riguardi di Kailani Kai sembra che venga dall’ambiente della moda e si sia prestata al cinema e alla TV per diversi anni prima di trionfare con la pornografia. La sua specialità sono appunto le parti in cui è una signora annoiata, una matrigna annoiata, una mamma annoiata, che si concede a uomini molto più giovani, molto sorpresi e fisicamente incapaci di opporle resistenza. Mi riferisco al tipo mingherlino come Johnny Love o El Nino Polla, due esempi di una nuova tipologia di attore porno che è cresciuta di pari passo con quella della “matura predatrice”, vale a dire il “giovinetto virile ma che non si direbbe a vederlo da vestito”.
Kailani Kai non si chiama davvero così. Kai-lani è la fusione di due parole in awahano che significano una cosa poetica tipo “Mare e Cielo” oppure “Oceano Paradisiaco”. Sul set dice di voler portare ogni volta un’attitudine serena e positiva, che lei sintetizza con la definizione di “Spirito Aloha”.
Fisicamente in carne, ma dalle forme appetitose, Kailani è magica nel condire con una capacità attoriale misurata e velatamente ironica, prestazioni tutto sommato vigorose ma frustranti se avete bisogno di ascoltare urla e gemiti animaleschi. In questo Kai è un po’ carente, ma la capacità di rispondere agli assalti dei virgulti in taglia slim mi spingono a paragonarla a una gigantesca amazzone dai fianchi energici e le scosse perentorie. Vorrei incontrarla nei miei sogni più fantasy.

