Ispezionando le recensioni di Metal Shock del 1993, ne salta fuori una sospetta. Penso ormai di aver sviluppato una certa esperienza, abbiate pazienza. Ne ho lette e scritte a migliaia e riesco a capire se chi ne ha scritta una l’ha fatto senza aver prima ascoltato davvero il disco. Sono quasi sicuro che questa qui il Fuzz, l’abbia buttata giù in un momento di scoglionamento, basandosi sulla foto di copertina del gruppo, sul nome e a dir tanto un paio di minuti della prima canzone, più le note descrittive che accompagnavano il promo. Per carità, gli Sheer Terror non erano i Suicidal Tendencies, ma nemmeno gli ultimi arrivati e questa recensione farlocca, con tutte le attenuanti della valanga di promo da esaminare e coprire eccetera, di certo non se la meritavano.Il disco guarda caso si intitola “Thanx For Nuthin'” ed è un precipitoso atto di vendetta commerciale, oltre a essere un vaffanculo grosso così. C’è una storia interessante dietro. Intanto la band l’aveva già registrato e consegnato a un’etichetta discografica. Il titolo era “Ugly And Proud” e questa label canadese, la Maze Records, sembrava intenzionata a farlo uscire.
Il boss però, non si sa bene per quale ragione, a un dato momento aveva preso i nastri ed era sparito, evitando di rispondere alle centinaia di domande degli Sheer Terror. Il gruppo, in particolare il loro leader, il frontman scucchione Paul Bearer, decise infine di non volergliela dar vinta a quel figlio di puttana scappato con l’album e pianificò la vendetta. Purtroppo c’era un contratto firmato con la Maze, quindi era un bel casino, ma il gruppo trovò una nuova label, la Blackout! e registrò di sana pianta, in fretta e furia, un nuovo album che era essenzialmente sempre lo stesso. All’inizio volevano intitolarlo “Canadian Scumbag”, poi optarono per un più solenne e civile “Thanx For Nuthin'”.
A quel punto, il boss della Maze scoprì che la band stava per pubblicare lo stesso disco in suo possesso con un nuovo titolo e una nuova etichetta, quindi si affrettò a pubblicare quello che aveva lui, così che sul mercato il pubblico si ritrovò due versioni in studio dello stesso album ma con titoli diversi. Per aiutare il pubblico a distinguere i due prodotti, appena la band seppe dell’uscita di “Ugly And Proud”, aggiunse delle cover così da offrire ai fan qualcosa in più e permettergli di distinguere quale comprare.
E se volete la mia, le cover in coda sono la parte migliore dell’album. C’è il rullo asfaltatore “I Need Lunch” dei Dead Boys che è un cazzo di pezzo che non conoscevo; poi c’è una versione stupenda e rabbiosa di “You Can’t Put Your Arms Around a Memory” di Johnny Thunders e una inaspettata e fighissima riproposizione di “Hymn 43” dei Jethro Tull. E lasciatemi dire che negli anni 90 non era così scontato che qualcuno dal retaggio metal e hardcore se ne uscisse con un pezzo di “Aqualung”.
Non intendo dire che i brani originali siano trascurabili, però. “Bulldog” è un boogie-doom metropolitano inarrestabile e “Close My Eyes” vi trascina nel fango mentre la voce di Bearer piglia per il culo un Glenn Danzig stonato e frignone.
Ma anche la truzza “I, Spoiler” e la cronaca di un suicidio “non assistito” di “Yesterday’s Sweetheart”, godono di tanta carica, dovuta ovviamente alla frustrazione per l’esperienza deprivante con la Maze Records. Non sto dicendo che si senta quello che c’è dietro, ma non si può negare che la formula voce brutal-core e canzoni strutturate a metà tra i Black Sabbath e Misfits funzioni alla grande, caro Fuzz.
A leggere la recensione sembra che Pascoletti si trovasse davanti una becera operazione commerciale da cestinare in due secondi, con quattro brutti ceffi, per lui sovrappeso e dall’aria falsamente minacciosa, che suonavano un hardcore di grana grossa appesantito da rallentamenti metallici pretestuosi. Sì, ma cazzo, li hai ascoltati col binocolo e le pile scariche per troppo lavoro redazionale, gli Sheer Terror, amico mio.
Sì, lo so, non siamo amici, era per dire.
Però non è che voglio farti la lezione, ma non avevi la più pallida idea che questi tizi venivano dalla scena newyorchese ed erano reduci da un disco considerato a oggi capolavoro, “Just Can’t Hate Enough”? Non sapevi che c’era tutta questa disputa con la Maze? E ignoravi che gli Sheer Terror erano stati tra i primi a unire punk e metal negli Stati Uniti, inventando di fatto il suono “tough guy” che avrebbe sborrato fuori intere generazioni. Al tempo, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, facevano dei live pomeridiani al CBGB, di fianco ad Agnostic Front e Cro-Mags che ancora tanta gente si ricorda con la bava alla bocca.

