Non ho problemi ad ammetterlo. In tutti questi anni per me Chastain è stato uno dei tanti guitar hero degli anni 80, i cui progetti non potevano interessarmi granché, visto che ho sempre digerito poco i dischi dominati dalla capacità tecnica prodigiosa del chitarrista.
Poi mi sono imbattuto nel primo disco dei CJSS e ho dovuto ricredermi. Ne ho parlato anche con Marco Grosso. Lui lo adora, ma so che è sempre stato in fissa con le creature della scuderia Shrapnel Records forgiate dal genio estremo di Mike Varney, quindi fin lì non avevo dubbi che amasse Chastain.
Però lui mi ha spiegato che non è il tipico shredder. Ha sempre gestito con grande equilibrio la sua tecnica notevole, le melodie, i riff e i ritornelli. I suoi primi dischi, che Marco per averli faticò non poco nella seconda metà degli anni 80, erano notevoli: sia quelli del progetto Chastain, con la cantante Leather Leone, che i CJSS, vera e propria band il cui nome era formato dalle iniziali dei musicisti coinvolti.
A dire il vero, all’inizio c’erano proprio i CJSS. Varney però ne ascoltò i demo e non impazzì per loro, solo per Chastain. Decise di creargli attorno un gruppo che valorizzasse al massimo le sue doti chitarristiche.
Lui disse che aveva già dei musicisti validissimi in grado di sostenerlo in un disco più guitar-centrico, ma per Mike, Russell Jinkens come vocalist, per quanto fosse bravo, era più tagliato per l’hard rock e non era esattamente il sound che aveva in mente per Chastain.
Varney possedeva una visione sempre esasperata in cui alle svise dei chitarristi fenomenali che scovava, associava voci al limite del pentagramma e sezioni ritmiche forsennate. L’ugola da gatta elettrificata di Leather Leone nel caso di Chastain era perfetta. Non gli piaceva nemmeno la sezione ritmica dei CJSS. Il chitarrista però riuscì a portarsi il bassista Skimmerhorn. Al posto di Les Sharp, il batterista, Varney reclutò Fred Coury, che poi sarebbe entrato nei Cinderella.
Mi interesso in questa sede, più che altro ai CJSS. Per quanto Varney avesse da ridire, erano un progetto piuttosto valido e Chastain ci credeva, oltre a essere legato agli altri membri da una grande amicizia. Appena ebbe pubblicato il primo album a nome Chastain, godendosi il successo nell’underground, pensò subito di capitalizzarlo. Tornò a prendere gli altri CJSS. Fondò la Leviathan Records e fece uscire in rapida successione due album con i suoi amici, oltre a occuparsi direttamente anche dei Chastain, senza Varney a mettere becco e Leather Leone confermatissima al microfono, sempre pubblicando ogni album con la propria etichetta.
Dei due titoli dei CJSS io ho ascoltato soprattutto il primo album, “World Gone Mad” e l’ho trovato davvero buono. Mi piace l’attitudine a martello dei riff di Chastain. Sentite quello della title-track, per dire. Poi c’è un gusto melodico efficace: “No Man’s Land” è una via di mezzo tra Queen e Scorpions e Maiden.
Sono strutture semplici ma molto buone e tutte le costruzioni più tecniche con la chitarra appaiono funzionali. Non c’è mai quel momento in cui sembra che il chitarrista sfoderi un grosso pene e sborri tutta la sua tecnica sul mondo.
Per molti verso ho avuto l’impressione di trovarmi più o meno nello stesso habitat creativo dei Loudness, dove Akira Takasaki occupava un suo spazio, la sua chitarra era forza costante dei brani ma non appesantiva mai le strutture con un virtuosismo sterile e fuori schema.
Certo, sia nel caso del primo disco con la Shrapnel, come da tradizione, che le uscite per la Leviathan Records dei CJSS le produzioni sono sbrigative e un po’ scadenti, i budget risicati, ma gli album sono tutt’ora godibili, specie “World Gone Mad”.
Vi potete trovare qualcosa che nel metal ormai si è perduto. C’è un gusto nella costruzione dei pezzi che trovo essenziale ma in grado di riempirmi il cuore. Sovente i riff odierni mancano di sostanza. Sono begli involucri leggeri e nient’altro. Inoltre i fraseggi, le armonie del primo Chastain, esprimono suggestivi sprazzi di oscurità, anche nel contesto dei CJSS, dove in effetti l’approccio è più vicino all’hard rock che al metal cupo, violento e un po’ medievale di “Mistery Of Illuson”.

