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Ale Frank Gobbi

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Per la serie Io c’ero ed il mio pene lo può confermare, oggi si parla di Non è la Rai!

non è la rai

Ricordate? Erano i primi anni 90, tornavi da scuola, pranzavi e poi, grazie al sempre sia lodato Silvio, passavi due ore guardando quello che sostanzialmente i simpaticissimi barbuti in ciabatte che sparano per aria vestiti malissimo con l’hobby di sfondare torri americane a suon di boing, vedono come il loro paradiso deluxe edition per martiri morti male. Continua a Leggere

Articoli

I locali metal della Milano di una volta, dai ricordi di uno che c’era (e non ci faceva)

Milano

C’è stato un momento in cui in Italia – nel nord Italia per quanto mi riguarda  – a livello di intrattenimento musicale metallico si stava più che bene.
Vengo da un paese della Bassa Lodigiana e tipo 20 anni fa se volevo uscire e bermi delle birre ascoltando l’unica musica che le mie orecchie riuscivano a sostenere, l’offerta era alta.
Incredibile pensando a come siamo ridotti ora. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Dream Theater – Fate pace con Portnoy e litigate con LaBrie!

Distance Over Time è un disco dei Dream Theater uscito a Febbraio 2019

Questo è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare. E puttanaccia vacca tocca farlo a me, che son già pieno di problemi. Bene, ora i miei problemi saranno controtempati in 7/16.

Si perché sai com’è, quando si parla di Dream Theater son sempre cazzi; cazzi col tapping a due mani.

Nel 2019 sono esattamente vent’anni che ascolto ‘sti smanettoni e sono letteralmente passato dal farmeli piacere, ad amarli, a idolatrarli, al “vabbè, siete sempre nel mio cuoricino, però a ‘sto giro passo”, al rigonfiamento testicolare, fino ad arrivare al “ve possino mortacci vostra, voi, quel cazzo di ipad che fa gli assoli, le suite da 34 min, sto cojone che canta… pure tu muto nippone cazzo c’hai da stare zitto!?!?””.

Che palle. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Gli Evergrey sono i Lindt del metal!

evergrey

The Altantic è il nuovo album degli svedesi Evergrey, recensito da Frank.

Sin dai loro esordi (si parla quindi della seconda metà degli anni 90) gli Evergrey si sono imposti all’attenzione della scena e hanno realizzato più di dieci album senza mai accusare cali d’ispirazione o altre cagate. Dritti come un bel pene di quercia nella fessa di madre natura, la band svedese ha sempre dato l’impressione di dover germogliare nelle nostre orecchie, alla stregua del canto degli uccelli e i rutti di zio Pasqualone (che dio l’abbia in gloria). Probabilmente il loro secondo album (ma il primo con cui credo il mondo li abbia veramente conosciuti) Solitude, Dominance, Tragedy rappresenta ancora oggi una perla di impareggiabile luminosità e levigatezza, se vogliamo proprio scrivere come dei gay. Evergay! Ok, l’ho detto e ora proseguiamo. Continua a Leggere

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