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Alessandro Viti

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In ricordo di Klaus Byron…

klaus byron

Se state leggendo questa pagina probabilmente avrete già saputo la notizia che ha scosso la comunità metal italiana nel tardo pomeriggio del sabato: Claudio Alberti, in arte Klaus Byron, si è spento improvvisamente all’età di 58 anni. Il primo che viene a mancare tra i grandi pionieri del giornalismo metal nostrano. Quello che segue è il ricordo di Sdangher. Continua a Leggere

Articoli La Truebrica del fantino Recensioni

Harem Scarem – Perché diavolo così pochi li ascoltano?

harem scarem

Credo che poche cose siano noiose come le recensioni dei dischi degli Harem Scarem. Beninteso, non i dischi. Le recensioni, proprio. Cercatene in italiano e in inglese, sul web o sui cartacei, da vent’anni a questa parte. Accanto a un più o meno estensivo track-by-track troverete sempre i seguenti quattro o cinque concetti: 1) i refrain vincenti e gli hook sparsi per ogni dove; 2) la voce pulita di Harry Hess e le curatissime armonie vocali; 3) gli scattanti riff e i brucianti assoli di Pete Lesperance; 4) Mood Swings-miglior disco hard melodico-degli anni ’90-e anche oltre; 5) l’indignazione per la loro mancata ascesa a superstar; 6) nei più storicamente avvertiti, la lamentazione per cui “ah, se solo fossero arrivati qualche anno prima! Negli ’80 avrebbero fatto i multiplatinum ecc. ecc…” Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Il Kvelertak sapranno essere rilevanti nel nuovo decennio come lo sono stati in quello precedente?

kvelertak

l Kvelertak sapranno essere rilevanti nel nuovo decennio come lo sono stati in quello precedente? Già, rilevanti lo sono stati, ché un tour di supporto ai Metallica non si regala al primo che passa; eppure sembra essergli mancato qualcosa per affermarsi fino in fondo. L’abbandono del frontman e gli ultimi anni di silenzio discografico hanno fatto seguito a un disco buono nei suoi rimandi classic metal, ma un po’ introverso e poco spumeggiante, come Nattesferd del 2016. Continua a Leggere

Articoli La Truebrica del fantino

PYOGENESIS “A Silent Soul Screams Loud” (AFM)

pyogenesis

Ah, i Pyogenesis. Quanti ricordi. A volte mi chiedo se non stia diventando uno di quei vecchi tromboni che vengono chiamati in causa ogni tanto per rievocare la musica della loro gioventù. Ma insomma i Pyogenesis… chiunque nel ’95 non avesse in casa il digipack di Twinaleblood era sicuramente una brutta persona. Poi Blue Smileys Plan, uno dei più grandi hit mancati del decennio; Eiermann e Maier che se ne vanno ad afferrare il successo, quello vero, coi Liquido, pagandolo con la condanna al girone degli One Hit Wonder. E Flo C. Schwarz? Che gli sarà passato per la testa nei tredici anni in cui il gruppo è stato fermo? Come mai poi è molto più bello e figo oggi da cinquantenne di quando venticinquenne aveva quelle occhiaie che rovinavano i videoclip? Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

OCEANS e l’equilibrio imperfetto di The Sun And The Cold

oceans

Ascoltiamo il primo minuto e mezzo di questo disco: dopo una breve intro di effettistica, entrano le chitarre pesanti con un paio di accordi lenti di ascendenza post-metal, cui subito si sovrappone qualche cupo rintocco di piano. Poi parte un velocissimo stacco black metal, che infine lascia spazio al cantato pulito su una base arpeggiata assimilabile al gothic meno heavy. Continua a Leggere

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BILANCIO DEL METAL DECENNIO – (terza parte) GENTE UN PO’ MENO VETUSTA

 “You call yourself a singer/but you look like Jerry Springer/ and your favorite band is Winger”. Già, eravamo rimasti agli Winger. Bersaglio facile nel dissing tra Fred Durst e Jonathan Davis giovani e rampanti nel 1998. Venti anni dopo, la legacy dei Limp Bizkit è oggetto di derisione non meno che quella del buon Kip, e l’ultima volta che ho visto Jonathan Davis in un festival era a cantare le sue lagne soliste a metà pomeriggio prima dei Pumpkins United. Continua a Leggere

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BILANCIO DEL METAL DECENNIO – I GRANDI ANTICHI

grandi antichi

(seconda parte, la prima era qui)

ROCK OF AGES

Il criterio per ordinare questa ricognizione decennale di uscite sarà anagrafico, nella convinzione che le condizioni materiali che sottendono alla produzione di un’opera artistica differiscano in caso si sia vecchie glorie alle ultime cartucce, artisti di mezz’età più o meno ancora in forma o giovani leoni affamati di gloria e ricchezza, per quanta si possa ottenerne in epoca di streaming, coda lunga, consumi di nicchia e mercati divergenti. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

ECLIPSE – Giganti! La recensione del nuovo Paradigm

eclipse

Credo che in futuro, quando sarà storicizzata la scena metal degli anni dieci, andrà tenuta in una considerazione maggiore di quanto si faccia adesso la produzione degli Eclipse. Il gruppo svedese si è stabilito come sicuro e costante punto di riferimento dell’hard rock melodico, con una serie di dischi di alto livello esecutivo e soprattutto compositivo. Continua a Leggere

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Canzoni non metal che sono metal (the italian Files, part II)

Tremate, tremate! Le streghe son tornate! Torna la rubrica che ha compromesso la reputazione di un blog che già di suo si propone di parlare di “fica, clisteri, metallo, metallo, metallo e metallo e poi metallo e clisteri, baffi, cuoio, donne muscolose”. La rubrica che i lettori più avveduti hanno definito un compendio di stronzate mega-galattiche.

Are you ready for some darkness? Torna…

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