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Francesco Ceccamea

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Chi non risica e chi rosica – L’arrivo in edicola di Hard Rock crea scompiglio nel Fogametal!

hard rock

Ed eccoci tutti in grande attesa per l’arrivo dell’inaspettato terzo polo giornalistico metallaro. Hard Rock, rivista edita dal signor Sprea e che avrà come caporedattore Francesco Coniglio, fa discutere il piccolo golfo saprofitico dei durissimi del rock in Italia. Di certo le dichiarazioni del suddetto Coniglio a Metalitalia sono a dir poco heavy, definendo Rock Hard e Classix Metal, due autentiche fanzine.
Ovviamente il Fuzz non c’è rimasto molto bene, sotto i commenti all’articolo si è presentato e ha difeso con una buona dose di ironia la sua rivista, mossasi tutti questi anni a un livello “professionale” (le virgolette sono mie). Continua a Leggere

Pascolando

Un figlio senza tablet o un genitore senza figlio?

tablet

Insomma, mia figlia è diventata un’adolescente. Ha avuto le sue prime mestruazioni e ha sviluppato tutti i segni inequivocabili della nuova fase: sguardo risentito, silenzi lunghi e lacrime, tante e assolutamente prive di relazioni con il mondo esterno. Le domando perché piange ma lei non mi sa dire. Le viene così. A peggiorare la situazione c’è che per punizione, io e sua madre abbiamo deciso di confiscarle il tablet. Ora, mia figlia adolescente senza tablet, durante l’era del Covid 19 è forse qualcosa che va al di là delle mie forze. Continua a Leggere

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Speciale Dissection – Vita, morte, ammazzamenti e suicidi di una band che faceva seriamente sul serio

Molti pensano alla storia del metal in modo lineare. Prima è avvenuto questo, poi quello… e in particolare molti credono che le forme più estreme della musica heavy si siano succedute così, cronologicamente. C’è chi crede che sia nato prim il thrash, poi il death e il grind e infine il black norvegese. Altri invece, tra cui Jeol McIver, dicono che i principali esponenti di questi generi cominciarono tutti nello stesso periodo e che solo l’attenzione del pubblico e le etichette, che via via ne aiutarono il successo, hanno determinato questa apparente “evoluzione” verso il caos.

I Dissection però non appartengono a quella prima generazione di folli bambini del nord-Europa. Iniziarono a darsi da fare nel 1990 e avevano le idee piuttosto confuse. Fu in primavera. A quanto pare anche il male rigoglie insieme ai fiori e le foglie… Che fa pure rima. Ammesso che sia corretto dire rigoglie, ma della grammatica non me ne coglie.

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Anche la provocazione dopo un po’ diventa parte del loop

provocazione

Una volta un tipo mi disse che io scrivo articoli fastidiosi, in cui attacco a destra e a manca la tresca (ma qualcuno la chiama scena) metallara italiata, solo per diventare lo “Sgarbi del metal”. E in effetti ho rotto un po’ i coglioni, qualcuno si è offeso, c’è chi ha fatto il vocione e parlato di avvocati; in generale però non è cambiato niente. I miei articoli inizialmente li scrivevo per sfogarmi, tiravo fuori quello che sul serio poteva infastidirmi, che non condividevo e desideravo diverso. Oppure cercavo di suscitare un confronto senza ipocrisie, cominciando io per primo a spogliarmi delle mie. Oh, certo, anche per le visite. Ovviamente. La provocazione rende sempre. Continua a Leggere

zoccoli e zolfo

Zoccoli e Zolfo – La rubrica sul rock/metal occulto

zoccoli e zolfo

Questa nuova rubrica parlerà principalmente degli aspetti occulti nella musica. Non si tratta di un appuntamento specifico sull’occult rock, sia chiaro, ma tratterà molto anche quello. Ciò che interessa a me è la magia che sovente un disco sprigiona e soprattutto se questa magia è creata in modo consapevole dall’artista, con rituali dentro e fuori al pentagramma o se sia frutto del lavoro di un mago naturale. Continua a Leggere

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La morte è mia consigliera nella vita. Ogni giorno è il mio ultimo!

-Cosa rende speciale la vita, Jon?
-La fine.

Ovviamente è così facile, col senno di poi, scorgere le avvisaglie di un gesto estremo, ma nel caso di Jon Nödtveidt non sembra neanche un atto distruttivo, sfugge al normale concetto che abbiamo del suicidio. Solitamente, quando una star del cinema si ammazza, andiamo a ritroso, guardiamo i filmati più prossimi al suo gesto, l’ultima intervista e cose così, nel tentativo di rintracciare “il segno” che stava per farlo. Seguono le varie speculazioni su quanto fosse depresso, sull’uso eccessivo di farmaci e su quanto abbiano pesato, la separazione dalla moglie e l’allontanamento dai figli, le critiche all’ultimo album e via di questo passo, di illazione in illazione. C’è un clip di Chester Benninghton dei Linkin’ Park poco prima di suicidarsi. I commenti esprimono tutti una grande perplessità, perché a vederlo così sorridente e rilassato, sembra impossibile credere che poco dopo Chester si sia tolto la vita. Forse era sorridente e rilassato perché aveva già preso la sua decisione. Ma non voglio infognarmi nelle solite chiacchiere. Continua a Leggere

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Soulreaper – Traditori di tutti!

soulreaper

Penso sia una vergogna che gli stessi traditori che hanno fatto del loro meglio per uccidere i Dissection e mettermi in prigione, cerchino di trarre beneficio dall’essere ex menbri dei Dissection. Tuttavia, così facendo si sono fatti male da soli. Il percorso dei Dissection ovviamente divenne troppo oscuro per questi deboli traditori. – Jon Nödtveidt

In effetti, la breve storia dei Soulreaper non rappresenta una pagina edificante nella storia del metal, però bisogna capirli anche, Tobias Kellgren e Johan Norman. Costoro presero il posto rispettivamente di Ole Öhman alla batteria e John Zwetsloot  alla chitarra in un periodo piuttosto instabile nella storia dei Dissection, tra il 1994 e il 1997. Satanisti sì, ma non ai livelli fanatici di Jon, che via via sembrò preso da altre cose rispetto al cammino discografico della band.

Non so di preciso il ruolo che Tob e Johan abbiano avuto nell’arresto di Nödtveidt ma devono essersi sentiti molto frustrati come musicisti. Loro volevano solo suonare e fare tour, niente diavolerie settarie e addirittura omicidi ritualistici del cazzo. E così, appena il loro leader finì in prigione, con la prospettiva di restarci anni e anni, i due pensarono (male) di darsi da fare e sfruttare al massimo la situazione, rilasciando frasi molto pesanti, ahiloro.

Infatti, prima ancora di far uscire qualcosa con i Soulreaper anticiparono di avere per le mani quello che avrebbe dovuto essere il materiale del terzo album dei Dissection mai realizzato. Bum!

Chiaro che non è vero niente, rispose Jon in un’intervista esclusiva per Metal Shock!, avvenuta poco dopo il rilascio. Quei due erano fuori dai Dissection alcuni mesi prima che io finissi in galera. Il cammino dei Dissection era diventato troppo oscuro per loro. La ridicolaggine riguardo l’album dei Soulreaper che contenga materiale di un successivo disco dei Dissection, è falsa, basta ascoltare Written In Blood. È una vergogna e una disgrazia vedere come quei due traditori si avvalgano del beneficio d’essere ex membri della band per poter sopravvivere, quando poi in realtà hanno fatto del loro meglio per uccidere i Dissection e farmi finire in galera!

Non ci ha cacciati. Siamo andati via noi, replicò Tobias. “E non so se Jon avesse intenzione di continuare con i Dissection mettendo in piedi un’altra formazione e nessuno può saperlo perché è stato messo in galera e questa è storia”

In effetti, poco dopo l’uscita dell’album, nelle interviste promozionali, Tobias cercò di insabbiare certe chiacchiere negando che ci fossero collegamenti con le cose in cantiere per la band di Nödtveidt e tentando di ridimensionare così le aspettative del pubblico; questo sapendo in cuor suo che Written In Blood, primo disco della su nuova band, alla fine non era uscito granché bene. L’illusione che vi fossero dei collegamenti con Storm e The Somberlain andò in fumo con una produzione molto in stile death floridiano e dei contenuti di scarso interesse. Gregariato puro, insomma, così come il seguito Life Erazer del 2003.

Pascolando

MLO – Una piccola infarinatura prima dell’infornata!

mlo

“Sono un membro del MLO (Misanthropic Luciferian Order) dal 1995. MLO è un ordine caos-gnostico, che cerca la vera luce di Lucifero attraverso lo studio, lo sviluppo e la pratica di tutti i sistemi magici oscuri, gnostici e satanici. Il nostro obiettivo è quello di creare una sintesi tra le tradizioni oscure di tutti gli eoni, in questo modo creare le chiavi occulte che apriranno le porte all’imminente eone oscuro senza fine. Il mio status all’interno dell’ordine è quello di un membro a pieno titolo e di un sacerdote di Satana. Per diventare un candidato bisogna prima di tutto essere già un satanista anti-cosmico e praticare attivamente la magia nera. Lui / Lei deve simpatizzare con tutto il cuore e condividere i valori misantropici e anti-cosmici dell’ordine, e quindi essere pronto a dedicare tutta la sua esistenza a seguire la sua vera volontà secondo gli dei oscuri. Diventare un iniziato è un processo lungo e difficile e può richiedere diversi anni”. – Jon Nödtveidt

Seguire la propria volontà secondo gli dei oscuri è un concetto un po’ controverso, non trovate? La volontà è mia o di questi dei?

“La mia vera volontà è la mia legge e quindi, senza pietà, punisco tutte le violazioni contro di essa” rispondeva Jon, dicendo più o meno la stessa cosa di ogni satanista che si rispetti, dentro o fuori la sua cricca di sulfidi.

Ma non conta la mia opinione sull’MLO. In questo contesto sono solo uno che vi informa di cosa si tratti: un’associazione di satanisti che aveva i Dissection e la loro musica come esternazione pricipale. Se vi piacciono i dischi della band, probabilmente, senza rendervene conto, vi piace un po’ la voce dell’MLO, con tutto quello che possa conseguirne in voi una simile consapevolezza.

Jon Nödtveidt, non è il fondatore di questo gruppo satanico. Vi fu introdotto quando era piuttosto giovane. La base della dottrina su cui si fonda l’MLO è la misantropia. Loro si sentono eletti e il resto del mondo è fatto solo di pecore d’argilla, malleabili e dominabili. Il disprezzo però si limita a tutti coloro che non sono fan della band. In quel caso, le cose sono diverse. Solo l’ammirazione che la musica dei Dissection produce in te, è la dimostrazione che non sei una pecora d’argilla e magari sei fatto di qualche altro materiale. E forse appartieni a una specie animale diversa. Di sicuro però non sei un eletto perché non fai parte dell’MLO.

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Il mercatino del metallo italiano – Alcune ovvie riflessioni!

il buco

Il mercato si regola sulla legge di domanda e offerta. Ovvio, come direbbe il vecchio Trimagasi, l’irresistibile personaggio de Il buco, film allegorico che vi consiglio di vedere, se non l’avete già fatto. Lo trovate su Netflix. No, non vi si parla di metal e tantomeno di webzines. Mi fermerei alla battuta. “E’ ovvio!” Se non vendi, non hai i soldi per produrre ancora ciò che vuoi vendere e tutto finisce. Perché le webzines e i blog, ma anche le band, soprattutto italiane, continuano a esistere nonostante nessuno tiri fuori i soldi per sentire, leggere e fruire di ciò che producono? Ancora: è ovvio, perché non hanno bisogno del denaro dei consumatori. Si cibano della loro attenzione. Di click. E del proprio egocentrismo e sensi di colpa. Soprattutto di queste ultime cose, perché con i click c’è solo da ridere. Le webzines, nello specifico che ci interessa quelle metal, e anche i blog e i gruppi che bazzicano lo stesso genere creativo, non ne possono accumulare mai abbastanza per poi esigere da google o da altri sponsor, soldi in cambio di spazi di visibilità. E le band non avranno mai un pubblico pagante in misura sufficiente per poter crescere fino a un livello di professionalità decente. Continua a Leggere

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Caro Biffi, ma voi chi? Sullo scrivere gratis per amore del metal e vantarsene pure!

Voi che? Voi chi? Mi viene da ridere a leggere quello che scrive l'”esimio collega” Alberto Biffi a proposito di qualcuno che chiede dei soldi per computare recensioni mentre lui e molti altri ne fanno a dozzine per purissima passione. E devono sopportare la jattura di prendere accrediti per andare a concerti di cui non gli frega nulla (e chi ve lo prescrive?) e accolgono con grande disdetta l’ennesimo promo del gruppo black-stoner-doom (magari dove canta proprio uno dei collaboratori della sua stessa webzine) invece di potersi sentire l’ennesima volta The Number Of The Beast, e magari devono imbastire un salamelecco sul gruppo del cugino del caporedattore (esempio a caso) invece di scrivere un bello e corroborante speciale da leccarsi i biffi sull’album degli Airon Maiden del 1982, perché la gente vuol sapere cosa ne pensano gli amici di Loud And Proud o gli amicissimi di TrueHeavyDoometal.it, magari con una bella live, degli anni in cui Steve Harris andava sugli scudi in sella alla batteria terremotante mentre le chitarre al fulmicotone cozzavano ferrigne sull’uditorio bangante, mentre l’ugola impeccabile di Bruce Dickinson, cantava oltre le orbite plausibili, “anche per via delle sue due lauree”. Continua a Leggere

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