Tutti gli articoli di

Francesco Ceccamea

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La micro-editoria e il futuro della musica da leggere

mercyful coven

Leggendo Mercyful Coven, il volumetto fanzinaro scritto da Marco Grosso e interamente dedicato agli “evil years” dei Mercyful Fate, non ho potuto fare a meno di riflettere su alcune questioni. Non voglio soffermarmi sul librino in oggetto, sarebbe un gesto poco rispettoso nei confronti dei lettori e dell’autore stesso, visto che io e lui ci conosciamo bene (ha pure scritto su Sdangher). Finirei per compitare una delle solite marchette inutili tra “colleghi”, che si vedono spesso in rete e anche su certe riviste. Continua a Leggere

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Alla ricerca dei Caught In The Act e ricordando i consigli dello zio Fuzz

Io riuscirò a vedere gli angeli quando voleranno sul mio mondo – Angels dei Guild Of Ages

Dedico questo pezzo a Francesco “Fuzz” Pascoletti

Parliamo un po’ dei Caught In The Act. Prima però bisogna specificare che per una volta, per questo mio articolo non posso contare sulla “rete” di sicurezza di wikipedia o di Encyclopedia Metallum. Non ci sono schede più o meno dettagliate su di loro e se digitate il nome Caught In The Act, con molta probabilità troverete un sacco di notizie su questi tizi. Continua a Leggere

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Quando gli Aerosmith finirono nel mondo degli specchi – Speciale su Done With Mirrors

done with mirrors

“Pensavamo, adesso facciamo uscire Done With Mirrors e torniamo grandi come una volta. Poi il disco uscì e capimmo che non sarebbe successo” Steven Tyler (o Joe Perry, uno dei due l’ha detto, lo giuro)

Ehi cazzo, è la prima volta che parliamo di Aerosmith su Sdangher, mi sa. Sì, dovrebbe esserci un pezzo su Steven Tyler caduto dalla vasca ma non so più nemmeno se è rimasto in archivio. Di sicuro non abbiamo mai scritto sulla musica degli Aerosmith e cominciamo con uno dei momenti più controversi della loro storia, come è tradizione della nostra stalla rumorosa. Continua a Leggere

Pascolando

Dopo il loffio Hard Rock Magazine, in edicola arriva RRAZORR!

rrazorr

Quante gliene abbiamo dette a quelli di Hard Rock? Tante e tutte meritatissime. Mentre ce ne stavamo lì a tirare pietre al signor Coniglio, come qualsiasi peccatore che si rispetti, Fuzz Pascoletti escogitava RRAZORR!

Che tipo di rivista sarebbe? Per ora un allegato di 30 pagine a Classix Metal. Un numero zero come Paskow ne fece quando partì con Psycho! da cui tentò di lanciare anche Diablo, ahimé abortendo subito, e di Classix. Continua a Leggere

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Conta la sopravvivenza della musica, non il cazzo di formato!

formato

Cari amici del metallo, eccovi un incubo cybernetico che neanche i Voivod dopo un’indigestione da faciolata: immaginate un giorno in cui il disco, il CD e la musicassetta, sono improvvisamente colpiti da un cattivissimo raggio laser. Bam! Il fiotto di luce corrosiva li priva di consistenza fisica, trasformando tonnellate di plastica, vinile e ancora plastica in un blob di sostanze gassose e olezzanti, che si alzano nell’atmosfera già intasata di venifici intrugli scorreggiati delle cattivissime nemiche del thrash-core anni 80: le multinazionali. Continua a Leggere

Articoli

La svolta slasher metal di Alice Cooper (1985-1988)

Alice Cooper

Voglio fare la colonna sonora di Nightmare on Elm Street – Alice Cooper nel 1986 o giù di lì

Uno dei miei articoli più accorati pubblicato su questo blog, parla di un disco di Alice Cooper che si intitola DaDa. Lui nemmeno si ricorda di averlo realizzato, è il batuffolo di ovatta che assorbì l’intera merda in cui si era ficcato Mr. Cooper, tra droghe, depressione e carriera a picco tra il 1981 e il 1984.

DaDa uscì nel 1983 e non vendette un cappero. Non ci fu nemmeno un tour a supporto. Tre anni dopo, Alice Cooper tornò sulle scene ripulito, con un nuovo contratto discografico (MCA) e un partner portentoso, Kane Roberts. Continua a Leggere

Articoli

Moralismi metallari – Siccome sei davvero cattivo, io non ti ci parlo più!

Non sorprende poi tanto la scelta di Aristocrazia Webzine di escludere qualsiasi artista metal che cozzi (ferrigni) con i principi della redazione, ma trovo sia profondamente sbagliata. Puoi esprimere la tua opinione riguardo Burzum, ma non censurarlo. Escludere dal nostro mondo chi non ci piace, quello che non condividiamo, fa parte di una tendenza pericolosa, coadiuvata dai social, dove entra solo chi la pensa come noi e dice cose che NOI troviamo intelligenti e carine. Continua a Leggere

Articoli La Truebrica del fantino Recensioni

L’attrazione fatale per certi felini – I Lion e Dangerous Attraction!

lion

No, non è un articolo su Tiger King, l’incredibile documentario che potete e dovreste vedere su Netflix. Qui parliamo dei Lion e di Dangerous Attraction. Un disco che mi ha accompagnato dal 1996 a oggi, finendo per essere la colonna sonora di alcuni momenti salienti della mia vita ed emblema della costante dissociazione col mio proprio tempo (my own time).

Il mio tempo, già. Quando diciamo una cosa del genere di che cavolo parliamo? Tradizione vuole che nel 1996, se hai diciotto anni e non sei ancora riuscito a scopare, ti ascolti Jeff Buckley, gli Smashing Pumpkins o magari qualcosa di più heavy-romantico-necrotico, come i Type O’ Negative o i Paradise Lost.

Se decidi di sublimare l’autoerotismo vai su un live dei Manowar e se concludi che la tua castità è colpa delle donne, ecco Domination dei Morbid Angel. Se invece sei uno davvero tagliato fuori da tutto e non cerchi giustificazioni ma vie di fuga, allora ascolti Dangerous Attraction dei Lion e ne trai energia che nutra il tuo bisogno disperato di riscossa e di un futuro cristianamente migliore. Continua a Leggere

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One Man Metal – La sottile linea nera tra arte e patologia!

one man metal

One Man Metal. Un uomo, una band. Partendo da Bathory che lo fu per varie ragioni personali (ma piuttosto pratiche e non ideologiche) e Burzum che invece scelse di fare tutto da solo per via di uno spirito elitario o se volete una pesta tremenda per la fase anale (in senso freudiano), siamo arrivati a una serie di esempi via via più numerosi. Questo documentario ne analizza tre: Leviathan, Striborg e Xashtur. Dietro questi progetti black metal si celano tre individui con storie molto particolari, una vita al limite dell’emarginazione e un bisogno estremo di sprigionare, esorcizzare e canalizzare il disagio mentale autentico in cui sono invischiati. Continua a Leggere

La copertina del mese

Ennio Morricone e Veronica Moser ascendono insieme al cielo, secondo noi!

Caldo cazzo! Anche per dei cavalli come noi, a un certo punto arriva la voglia di rifugiarsi in qualche anfratto boschivo, sfrattando cinghiali spompi e aspettando che le temperature calino e la smettano di mandarci in ebollizione il cerebro. Sdangher, come avrete notato è in vacanza e lo sarà fino a settembre, quando torneremo con pubblicazioni più assidue, un sacco di nuove sorprese e bla bla bla. Nel mentre non vi salutiamo del tutto, ogni tanto potremmo farvi qualche sorpresa e di sicuro non molliamo l’appuntamento mensile, dedicando la copertina sdaghera al personaggio/i/e più significativo/i/u degli ultimi trenta giorni. Per il mese di luglio, ormai sul finire, non potevamo evitare l’ennesimo necrologio. Continua a Leggere

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