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Mashagrind

Pascolando

Primavera 2020 – Tre passi nella desolazione e tre nuove uscite da abbinare alle immagini!

desolazione

Inverno caldo, tutti fuori in maniche corte; e primavera fredda, chiusi in casa per la quarantena. Ah, sono tempi davvero strani, questi. Ho pure ripreso a cucinare come si deve. Mi sto rendendo conto che l’isolamento non è una cosa che capisci subito, ma uno strumento di logoramento il cui flusso è simile a un contatore della luce; una melma lenta, totalmente anti-climatica. L’unica cosa che mi resta, per venirne fuori, è ancora una volta la musica. E oggi, da chef rinato e obbligato a fare la spesa dove vendono solo due marche di birra, vi voglio parlare di due-tre di dischi che hanno molto più in comune di quello che sembra a un primo sguardo, oltre che essere terribilmente attuali. Potremmo chiamarla estetica della desolazione, o come diavolo vi pare, ma è una cosa non poco attinente con l’odierna condizione umana, primavera 2020. Continua a Leggere

Articoli Furia Cavallo del Nord Recensioni

Burzum – Thulean Mysteries è il disco giusto al momento giusto?

Thulean Mysteries

In un certo senso, Thulean Mysteries è il disco giusto al momento giusto. Mi capita di concedergli diversi ascolti proprio in questi giorni di isolazionismo globale e di continui rimbalzi di parole al limite del survivalismo che leggo dappertutto; cose che, piuttosto ironicamente, il signor Vikernes pratica con un certa perseveranza già da molti anni, ormai. E l’album suona, altrettanto ironicamente, molto simile ai suoi migliori momenti composti in carcere. Ma da uomo libero, solo con un tempismo perfetto. Continua a Leggere

Articoli Film Sdangheri Recensioni

The Color Out Of Space è il miglior adattamento da Lovecraft degli ultimi vent’anni!

richard stanley

Fare film su Lovecraft dev’essere molto, molto difficile. Ci hanno provato tutti quelli che amano un certo tipo di horror, spesso con risultati imbarazzanti, in special modo quelli che hanno azzardato nel volerne fare una fedele trasposizione cinematografica. Avete presente robacce tipo Dagon? Ecco, quelle. Anzi, il grande paradosso è che probabilmente i più riusciti film lovecraftiani mai fatti non volevano esserlo, e che quindi non è raro scovare Providence anche dove non te lo aspetti; per me, ad esempio, La Casa Dalle Finestre Che Ridono rimane a oggi la più riuscita trasposizione cinematografica dell’Ombra Su Innsmouth, e senza mai scomodare gli Antichi. Continua a Leggere

Articoli

Percezione e realtà – ovvero, l’obsolescenza programmata dell’esistenza

realtà

Ecco, ci siamo: la linea immaginaria che ci catapulta nel vostro nuovo film di Romero è tracciata, possiamo finalmente dare libero sfogo alla speranza di vivere il nostro tempo, la performance. Siamo tutti zona rossa. Siamo un tutt’uno con il grande specchio dei tempi e finalmente possiamo illuderci una volta tanto di vivere la grande tragedia che renderà le nostre misere vite degne di essere vissute. Continua a Leggere

Articoli

Belo Figo, il NSBM e il degrado dei nostri tempi

bello figo

Recentemente mi sono reso conto di come certe cose del genere trap sottolineino il degrado dei nostri tempi, almeno tanto quanto lo fa il NSBM. Mi spiego meglio. Entrambi sono generi che parlano di cose molto serie in modo molto ignorante, diretto, senza mezze misure, ed entrambi lo fanno con una musica che, a seconda di dove vi collocate nello spettro politico, sociale o morale, finisce per starvi sul cazzo, senza alcuna necessità di sembrare intellettuale o colta. Continua a Leggere

Pascolando

Entropia da social – Amuchina is the new nutella biscuits

E siamo alle solite. Ci siamo accorti di quello che è successo su internet negli ultimi vent’anni anche solo aprendo un qualunque social questa mattina: da arroganti opinionisti musicali per la cacca sanremese siamo passati in meno di una settimana a menarla coi tassi di mortalità a suon di infografiche che manco il miglior virologo dello Spallanzani. E come sempre abbiamo dimenticato chi siamo. Continua a Leggere

Articoli

Agli anti-moderni non piace il porno in 48k

48k

Negli ultimi anni leggo in giro un sacco di gente che rifiuta la modernità e la società tecnologica. Nel metal, giusto per fare un esempio, ormai pullulano le band e i dischi che vorrebbero cristallizzarsi in una sorta di arcadia idealizzata, lontano dal traffico e dalle ZTL, dai contratti a tempo e da PayPal, dove si promuove un nazionalismo da Looney Tunes in lingua originale e si sbatte la panna di burro ancora nella zangola. Cosa già abbastanza ridicola detta così, visto che questo genere di dissenso, solitamente è veicolato proprio con i mezzi più potenti di un certo tipo di evoluzione tecnologica. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord Recensioni

I Serpent Noir, le candele vaginali e il marketing!

serpent noir

Sento spesso dire in giro che il black metal suona più o meno tutto uguale. O che alla fine è la permutazione delle solite due o tre progressioni melodiche e che quindi, per via di una pochezza di ingredienti, è ormai molto difficile suonare veramente interessanti nel 2020. Di solito non ci sono grandi possibilità di variazioni sulle strutture come nel death metal o nel thrash, né la possibilità di giocare sulla gamma dinamica dei momenti più “morbidini” dell’hard rock o del metal classico. Fai ascoltare un minuto del disco più scrauso su YouTube e poi mettigli su gli Horna: se non è abituata a sentire black metal, la tua cavia probabilmente ti dirà che sono la stessa cosa. In un certo senso è vero, il black metal è sempre stato uno stile piuttosto problematico. Quando ha prodotto cose innovative di solito lo ha fatto uscendo dal tracciato e diventando qualcos’altro, pane anche per i denti di altri stili. Se è rimasto fedele a se stesso e ha giocato le carte giuste, invece, ha finito per impressionare solamente chi il black metal lo ascoltava già. Poi ci sono dischi come l’ultimo dei greci Serpent Noir, che stanno un po’ nel mezzo. Continua a Leggere

Articoli Giapponesate

Yoko Taro e le lacrime lunari!

yoko taro

White clorination syndrome: è tutta una questione di sale.
Mi immagino un’entità aliena che nell’anno 7492 piomba sul nostro pianeta e fa il download completo di tutto il nostro scibile, di tutta la nostra opera letteraria, cinematografica, musicale e videoludica; spulciando tra le cose dei primi decenni del terzo millennio, in mezzo a scorie di file temporanei come Myss Keta e Fortnite, scopre l’esistenza di una roba come le saghe di Drakengard e NieR. Continua a Leggere

Articoli

Fabiana Dadone e il metallaro col chiodo nell’armadio

fabiana dadone

Qualche giorno fa il nostro ministro della pubblica amministrazione Fabiana Dadone ha dichiarato che avrebbe seguito Sanremo solo se fosse stato un festival metal e che le piacciono gli In Flames. Su Rai Tre e di prima mattina. Di per sé la notizia non sarebbe stato nulla di rilevante, ma il fatto che si parli del metal in Rai è davvero un evento epocale, specie in questi anni. Continua a Leggere

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