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Michele Marando

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Power Up – Come potrebbero suonare oggi gli AC/DC, chiederete voi? Stanchi, mosci, l’ombra di loro stessi? La risposta è un sonoro “NO”!

power up

Siamo all’inizio di ottobre del 2020, un anno che definire maledetto è fargli un complimento. Un periodo in cui si inizia ad avere bisogno di qualcosa di leggero e positivo, fosse anche una piccola cosa apparentemente insignificante ma che rieasca a regalarci almeno un momento spensierato. Quando meno te lo aspetti, salta fuori quasi dal nulla il nuovo singolo di una band leggendaria che in molti, forse in troppi, avevano ormai dato per spacciata… Parlo degli AC/DC ed è evidente che non hanno nessuna intenzione di fermarsi. Continua a Leggere

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Morte di un CD – Elegia in un cimitero discografico

“Ma chi è che compra ancora i CD?”.
“A che ti serve un lettore DVD?”.
“Come, non hai Netflix? E come fai se vuoi vedere un film?”.
“I videogiochi ormai si scaricano e basta”.

Queste sono alcune frasi che mi sono sentito dire da colleghi e conoscenti in tempi recenti. Mi sono guardato intorno ed effettivamente il mondo di musica, film e videogiochi sembra del tutto diverso rispetto solo a pochi anni fa. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Volbeat – Nascere incendiari e morire pompieri!

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Rewind, Replay, Rebound è un album dei Volbeat uscito per Vertigo nel 2019 – I Volbeat, una delle rare cose interessanti uscite dalla Danimarca (a parte i Mercyful Fate, i D-A-D, i Pretty Maids e i biscotti) pubblicano oggi il loro settimo album. Dagli esordi nel 2001 Michael Poulsen e soci si sono distinti per uno stile particolarissimo che mischia efficacemente metal, rockabilly e punk. Continua a Leggere

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Nocturnus – Le tastiere del death metal

nocturnus

The Key è un disco dei Nocturnus, uscito nel 1990 per Earache Records.

Chi si ricorda dei Nocturnus? Parliamo di un gruppo death metal proveniente da Tampa e fondato nel 1987 da Mike Browning, ex batterista dei Morbid Angel. Fin qui niente di nuovo. In fondo, la seconda metà degli anni 80 è stata quella dell’esplosione del death metal, particolarmente in Florida dove c’era una scena molto attiva. Continua a Leggere

Articoli La Truebrica del fantino

Carved In Stone degli Shadow Gallery è da recuperare!

carved in stone

Carved In Stone è un disco degli Shadow Gallery, uscito per Magna Carta nel 1995.

Progressive metal è una definizione che, per chi si avvicinava al genere nei primi anni 90, identificava uno e un solo nome: Dream Theater. È indubbio che questi ultimi avessero spalancato le porte della popolarità a un genere che era rimasto un po’ dormiente fino a quel momento. Vuoi perché il prog rock degli anni ’70 era considerato morto e sepolto o perché eravamo nel periodo del grunge, dell’alternative e di lì a poco del nu metal.

In altre parole, poco spazio per melodie e tecnicismi e tanto invece per schiettezza, semplicità e pesantezza di suoni e testi. Il “Teatro del sogno” ha quindi avuto il grande merito di dimostrare che dischi complicati ma molto melodici potevano riscuotere ottimi consensi di pubblico. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Children Of Bodom – Hexed è metà buono e metà compitino

hexed

Hexed è il nuovo album dei Children Of Bodom, uscito nel 2019.

Ah, i Children Of Bodom… Forse l’ultima band ad avermi realmente stupito in positivo grazie a quel Something Wild (1997) e quell’Hatebreeder (1999) con cui esordirono.
I cinque terribili finlandesi, guidati dal funambolico chitarrista / vocalist Alexi Laiho, non hanno mai inventato nulla ma riuscivano a far convivere generi apparentemente incompatibili come musica sinfonica, black metal, power  e thrash: erano la quadratura del cerchio, come mi piaceva definirli. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

WARREL DANE – L’addio incompiuto di Shadow Work!

Shadow Work è l’album postumo di Warrel Dane, uscito nel 2018 e recensito per noi da Michele Marando.

La bellezza di 29 anni fa scoprivo i Sanctuary, una band di Seattle che nei suoi due album (Refuge Denied e Into The Mirror Black) mischiava Queensryche, Judas Priest e una spruzzata di thrash. Non il “solito” metal dell’epoca, c’era qualcosa di unico nel loro sound e ne rimasi folgorato. Su tutti svettava lui, Warrel Dane, un cantante capace di acuti spaventosi ma anche di notevoli registri bassi e un carisma fuori dal comune. Per dirne una, lo consideravo uno dei pochissimi eletti che avrebbero potuto sostituire degnamente Rob Halford nei Priest. Continua a Leggere

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