Tutti gli articoli di

Roger Kemper

Pascolando

Arrivederci e grazie mille per l’alcol e il tabacco che hai assimilato per noi!

 

Mentre lavoro da computer, nei momenti di pausa, girovago tra consigli youtube, e a volte scopro delle rare perle. Sentite cosa in particolare: mi è capitato un filmato dei tanti che parla di “canali oscuri di youtube”, avete presente? Non parlo di canali dalla dubbia natura, o roba creata a tavolino, ma proprio di storie oscure che alla fine ti lasciano un amaro sapore in bocca. Un sapore che mi ha ricordato appunto quello della morte, un tema che ha legato quasi tutte le storie narrate.

leathersmokemi è… come descriverlo, il lento declino di un essere umano. Un suicidio in diretta online. Continua a Leggere

Pascolando

Un anno insieme al Covid e non volergli neanche un po’ di bene?

concerti

Facciamo un sunto della situazione. All’incirca un anno fa, mentre ero in macchina con la mia compagna leggo sul telefonino “regazzi, da domani tutti a casa e se vi becco per strada vi faccio il culo a stelle e strisce”.

Il giorno seguente fu il primo di una serie dove non mi toglievo il pigiama. Qualcuno può asserire che questa libertà forzata ci abbia aiutato a recuperare quel tempo che non usavamo per i nostri hobby.

In effetti io ho registrato alcuni album niente male, ma in confronto ai fasti del passato ho ridotto di molto la mia sovrapproduzione.

Ho scambiato molti cd e cassette aumentando la mia collezione vertiginosamente.

Ho letto molti libri e fumetti. Alcuni li devo finire, ma sono li che mi aspettano.

Ho visto alcuni film, e ultimamente il sabato sera è il mio Sabato del cinema con gli amici.

Ho passato un ottimo Natale e un ottimo Capodanno con alcune tra le persone migliori che posso dire di avere mai conosciuto.

E tante altre persone meravigliose mi fanno compagnia a distanza nel web, aiutandomi a capire che amicizia non è solo quella che puoi toccare fisicamente.

Ho scoperto canali youtube che mi hanno accompagnato nelle nottate insonni, nei temi più disparati.

Ho finito ben 5 Dragon Quest di fila (Dall’1 al 5).

Ho fatto saggi in cui ho scoperto che i diritti umani sono letteralmente un optional.

Ho avuto letteralmente paura di avere un tumore, per poi scoprire fortunatamente che era solo una infiammazione del colon dovuta allo stress. Ho ridotto sensibilmente lo stress dopo aver scoperto di non avere niente di grave.

Ho fatto delle microvacanze con la mia compagna, e sono andato persino al mare dopo anni che lo vedevo solo in cartolina. E io vivo a pochi passi dal mare.

Però i concerti mi mancano veramente tanto.

Quanti ne ho visti quest’anno? Cinque? E ho pogato al massimo in due, e pure male. Come vuoi pogare al tempo del Covid, mantenendo la fottuta distanza di sicurezza? Va bene il supporto, ma a sto punto me ne rimango a casa con la birra della lidl e le casse dello stereo a vomitare sul pavimento.

È stata una ecatombe, se non qualcosa di peggio. Cosa c’è di peggio di un’ecatombe? Va beh, non sottilizzate. Era per dire.

La cosa che mi suscita più rabbia è che i locali questa estate (e cazzo ci sono stato pure io lì in quella utopia) erano un dito medio alle restrizioni. Quante sere, anche il Venerdì o persino il Giovedì vedevo masse di millenians e più giovani ancora, appiccicati l’uno all’altro mentre i luogi dei concerti erano chiusi o quasi. E se pogavi veniva la security a tirarti fuori di peso. Nei locali metal mica nei fottuti lidi!

Persino al tempo del Covid, il pregiudizio verso il metal vince.

A quanto pare il twerking aggressivo e il fare pompini a sconosciuti nel bagno, non trasmette il covid. Buona a sapersi.

E mentre Sanremo rompe i coglioni che l’Italia non può esistere senza il festival (per me invece può e come) l’Italia può esistere senza le biblioteche, i musei, le palestre e i concerti.

Mi manca andare ai concerti, ubriacarmi e non ricordarmi neanche una band che ha suonato.

Ci è voluto un anno di astinenza per capire come davamo per scontato quel Sabato sera, a volte Venerdì, sotto un palco, anche con il gruppetto del posto. Facce sempre uguali, con cui prendersi a spallate. Amicizie che durano solo un giorno la settimana, gente con cui ridere, scambiarsi fluidi corporei attraverso bottiglie passate di mano in mano, a volte rubate. Il vetro rotto per terra, il simbolo della peroni nel cuore e il vomito del color del borghetti appena ingurgitato.

Qualcuno già annuncia i poster concertistici di questa estate, ma io piango pensando… perché cazzo in Giappone i concerti li fanno comunque? Ah già, anche quelli però con le sedie distanziate… credo.

Pascolando

Cambio di stalla per il cavallo goloso!

E come diceva Dylan Dog, a me non piace andare in ospedale. Entri che sei sano, fai un esame medico, poi ti scoprono un male incurabile e muori di lì a poco. Questo per dire. Lunedì ho un esame medico, perché ho un dolore addominale. Il mio medico dice “forse sono calcoli al colon, niente di grave” e io certo, in fondo la sanità non ha mai funzionato meglio come oggi, posso stare tranquillo. Avrò un equipe medica sfaccendata e pronta a occuparsi di me. Sarcasmo on. Continua a Leggere

Pascolando

I Nanowar hanno dei nuovi nemici: dopo i metallari ora anche i Formiani!

Quando ho letto della svolta pop dei Nanowar sono rimasto un po’ perplesso, lo ammetto. E se lo dice uno che non si caga più il metallo, figuriamoci che reazione possa aver avuto chi il metallo lo vive come una fede.

Prima le foto, poi i vari annunci. Ci avevano avvisato “vedete che non sarà un pezzo metal, ma pop”, ma qualcuno asseriva che sarebbe stata la solita trollata. E trollata infatti è stata, perché hanno fatto esattamente quello che hanno detto: un pezzo pop. Continua a Leggere

Pascolando

La musica ideale di una pandemia è il silenzio

Salve gente, come va il vostro lockdown? Io a quanto pare devo ancora sopportare la zona arancione, che poi tanto arancio non è, perché a parte i bar chiusi alle 18 e l’asporto forzato, noto che comunque la gente fa un po’ il cazzo che gli pare. Aggiungo poi, sentendo racconti in zone diverse d’Italia, che è divertente come io “non” possa uscire dal mio comune, ma ho amici che vanno spesso e volentieri all’estero. E sì, perché il virus prolifera a 30 km da casa mia, dove abita la mia fidanzata, non di certo in una nazione straniera. Ma non stiamo qui a romperci le balle su questi futili argomenti. Continua a Leggere

Noisy Horse Recensioni

Atrax Morgue Presents Mörder Machine ‎- Mors In Massafra – May 18, 2002

È stata una recensione combattuta questa. All’inizio quando ho ricevuto la cassetta (ringrazio Ambiente H per avermi contattato), ammetto che il mio tasso alcolemico era alto. La prima volta che l’ho sentita sono scivolato nel sonno e quando mi sono svegliato, il nastro era finito e io avevo un forte mal di testa. Va bene, riproviamoci. Continua a Leggere

Articoli Giapponesate

Antirazzismo – La balla del siamo tutti uguali

Penso che da un po’ stiamo vivendo una nuova forma di medioevo social-mediatico, che a differenza di quello precedente, in cui la paura principale era venir meno alle regole imposte dal cattolicesimo, oggi istituisce un nuovo timore instituzionale: quello di dover onorare una carnevalata di finto perbenismo e liberalismo, dove la paura di offendere il prossimo è proporzionale alla negazione di se stessi o del proprio retaggio culturale. Insomma, la neo-fede è che siamo tutti uguali, e come ogni fede si basa sul nulla. Ovviamente questa regola riguarda soprattutto, se non solo, giovani bianchi con la bocca che puzza ancora di sborra dell’ultimo cazzo succhiato in un bagno al motto di “questa è la vita che ho sempre desiderato”.

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Pascolando

Podcast – Una riflessione equina!

podcast

Quando ero piccolo mi piaceva molto usare due cose: il walkman e la radiolina portatile. Avevo una serie di musicassette TDK, i così detti “mix tape”: sigle di cartoni animati (dai, andavo alle elementari) e qualche pezzo di musica classica. Non è che fossi un piccolo melomane o cazzate simili, ma ho sempre amato il suono del pianoforte. Continua a Leggere

Pascolando

Game Story – Breve storia della fine del formato fisico dei videogiochi, scritta male e per gente che non vuole leggere bene

Finisco di guardare l’ultimo episodio del telefilm che mi ha tanto appassionato su Netflix, selezionando dalla libreria dei consigli la prossima visione. Apro Spotify per scegliere un bel disco musicale mentre scrivo, ma non trovando niente di mio gusto, ispeziono altre librerie di musica “pagata” come Itunes o Amazon Music. Mi dicono che pure google ne abbia una, ma non conosco i livelli qualitativi. Ma perché non scoprire invece un nuovo progetto da recensire? Apriamo Bandcamp allora, la mia base per le new entry, usiamo un tag tra i miei generi preferiti per la ricerca e se mi piace acquistiamo l’album digitalmente, tanto lo danno gratis; con una spesa a mia scelta, se voglio supportare.

Questa routine è divenuta involontariamente uno standard per tutti noi, che da poco ha iniziato ad ampliarsi anche nel mondo del gaming… su consolle. Mi spiego, non siamo divenuti un sito di videogiochi, ma è sempre bello parlare dell’evoluzione di mercato. Continua a Leggere