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Sdangher

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Conversazioni in Sicilia – L’ascesa e la discesa del Black Metal negli anni 90 (Prima parte)

L’imperdibile chiacchierata tra Padrecavallo, Agghiastru e Rosario Badalamenti degli Inchiuvatu su quanto la Toscana sia stata importante per l’avvento del black metal in Italia, sulla Nosferatu Records e la Osmose, i Sadist, gli Immortal e tutte cose!

Padrecavallo: Io nel 1993 facevo la terza media e sprofondavo nella pinguedine e la timidezza. Ero biologicamente destinato al metallo. Mi è stato detto che la Sicilia ha sempre sfanculato il resto del mondo, che ci sono state band di qualità ma non ci hanno creduto abbastanza o non gliene è importato nulla di mettere il culo fuori dall’isola. E tu invece eri a Firenze nel 1993. Perché? Continua a Leggere

Pascolando

Si dice che il lavoro nobiliti l’uomo, ma le peggiori schifezze umane le ho conosciute sul posto di lavoro!

Pare sia stato Darwin a dire una scemenza simile. Nobilitarsi con la fatica, subendo gli ordini e i dispotismi dei superiori, accettando le peggiori prepotenze, vedendosi negati il rispetto e la dignità e soprattutto il tempo, la vita. Nobilitare, rendere migliore, accrescere la dignità, ma dove? Povero Darwin, probabilmente i suoi nemici hanno manovrato per attribuirgli una tale scemenza. Sarà stata la Chiesa? Non ci sono prove che l’abbia detto e il vero autore si guarda bene dal rivendicare una bugia simile. Sarebbe più sensato dire, “il mobbing nobilita l’uomo”?
Il mobbing è una cosa seria? Se ne parla tanto ma qui da noi è davvero troppo sottovalutato. Vi è mai capitato di subirlo? Cosa fate? C’è un cazzo di sportello a portata di mano per poterlo denunciare? Esiste un ufficio apposito nel vostro paese? Da me no. Da voi? E comunque, si passa da un giorno in cui sei un ragazzino e ti insegnano che al bullismo devi rispondere con risolutezza, a uno in cui sei un adulto e al mobbing, possibilmente devi rispondere chinandoti a 90°, se vuoi mantenere lo stipendio. Mobbing è il bullismo da grandi. Le dinamiche sono identiche. Qualcuno più grande di te, nel senso che è più anziano di te come dipendente, ti infligge tutte le umiliazioni e i sadismi che ha subito lui al suo ingresso lì. Costui ha sopportato tanto per arrivare in cima al mucchio di merda e non può tollerare il tuo sorriso, il tuo ottimismo e la tua stupida voglia di fare. Continua a Leggere

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No Fan – Contro i talebani della musica!

talebani

Sdangher scrive cose brutte sugli Iron Maiden, prende per il culo i metallari, dice che l’ultimo album dei Manowar è una figata ma leggendo tra le righe si capisce che è solo una provocazione… Sdangher è cattivo e falso perché usa la provocazione per guadagnarsi dei click. Beh, questo è vero, cari lettori residuali, ma è anche vero che noi siamo contro ogni forma di fanatismo e la combattiamo dicendo quello che un fanatico non vorrebbe mai sentirsi dire e che le webzine catecumenali si guardano bene dal dirgli: che vive in un mondo inesistente, aggrappato a delle gigantesche nuvole a forma di minchia. E paghiamo caro una scelta simile perché la maggior parte del pubblico che è attratto dagli argomenti che trattiamo è anche affetto da una qualche forma di talebanismo. Prima o poi gli tocchiamo ciò che non vuole sia toccato e questi smette di leggerci. Il fanatismo religioso e quello per una band non sono tanto diversi. Capita che un fan deluso bruci i dischi che ha impiegato una vita a collezionare e capitava, qualche secolo fa (o ancora nel Molise) che un religioso deluso bruciasse vivo il prete che aveva finito per votarsi a Satana. Metallica docet. La furia di un fanatico non ha freni e sovente mostra un malessere che si consuma proprio nella pratica costante della propria teo-vanigloria.

Il fanatico regge tutta la propria impalcatura di cartone su un pensiero unico, costante, che gli arde nell’anima, che annulla ogni altra cosa, che cancella ogni altro aspetto dell’esistenza. E questo secondo noi è l’inferno interiore in terra, perchè egli si preclude ogni altra cosa che dovrebbe popolare la sua vita, che dovrebbe includere millemila altre cose. Continua a Leggere

Pascolando

DecaMerdone – I dieci modi di fare più insopportabili da quando siamo in quarantena!

decaMerdone

Si discuteva nella chat segreta di Sdangher su quali comportamenti social ci stiano dando più fastidio durante questa quarantena. Dai, diciamocelo, lo stare chiusi in casa ci ha portati alla noia più assoluta e la felicità di avere PornHub gratis ha scatenato una dipendenza da pornografia che progressivamente si è trasformata in una forma acuta di depressione post-eiaculatoria. Non sappiamo più a cosa appigliarci pur di concludere la giornata senza cadere nell’ipocondria, placando il nostro dissenso con frasi fatte come: “Lo faccio per il prossimo!”, quando del resto prima rubavamo spesso e volentieri il parcheggio agli handicappati e l’euro nel carrello all’Eurospin.
Certi comportamenti social(isti), all’inizio di questo casino, ci hanno strappato un sorriso pietoso, ma dopo non so più quanti giorni che ci troviamo a fare la vita dei topi, abbiamo finito per torvarli insopportabili, al pari di una Barbara D’Urso durante la Novena di Maggio; le prime volte faceva ridere pure lei, ora però basta e avanza.

Ecco quindi noi Sdangheri, come dei novelli Boccaccio, abbiamo creato Il “DecaMerdone” dei dieci comportamenti, metallari e non metallari, che più ci hanno rotto il cazzo in questi giorni di vera e propria prigionia. Buona lettura.

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Articoli Pascolando

Il metro mentale – Riflessioni equine da una stalla in quarantena

Salve sdangheri, come state? Io mi aggiro per casa come un fantasma sovrappeso. Tutto si ricopre di polvere, tutto si ammucchia, come se non ci fossi nemmeno. Mi sforzo di andare avanti, di fare le solite cose, ma è difficile riuscirci quando là fuori non è più la solita realtà. La sensazione mi riporta al post – 11 settembre, quando era impossibile pensare a qualsiasi cosa che non fossero quei cazzo di aerei, i terroristi, Bin Laden… Ve lo ricordate Bin Laden? Potevate immaginare nel 2001 che un giorno non avreste quasi più pensato a lui? Continua a Leggere

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Qual è la differenza che passa tra l’Up The Hammers ateniese e l’Agglutination Festival?

up the hammers

E’ appena stato reso pubblico il bill dell’Up The Hammers 2021. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un festival ateniese dedicato all’heavy metal Underground. Si sviluppa in due giorni con un bill di una quindicina di band circa. Il menù è un bel minestrone: dalle realtà contemporanee che si ispirano ai classici dettami del metallone anni 80, al trio che nel 1987 incise un demo, e che quei matti di greci hanno convinto a riformarsi ed esibirsi sul palco dell’UTH. Poi ovviamente ci sono nomi un po’ più grandi come gli Armored Saint, i Liege Lord e gli Hittman con due T, che vidi personalmente l’anno scorso in compagnia di Babini e Fiorelli di Classix Metal.

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The Best Metal Albums 2019 – La classifica di Sdangher!

Pare che questo 2019 sia stato indimenticabile per chi è nato nel 2000 e del tutto trascurabile per chi invece ha messo piede fuori dall’utero di mamma nel 1977. Chiaro che la percezione delle annate e dello stato attuale del metal abbia sempre delle implicazioni generazionali. A Sdangher ci scrivono persone di 25 anni e altre di 50. Il solo elemento in comune è l’equinità e la passione per la musica pesa, oltre al porno e al foraggio di qualità. Impossibile farsi un’idea generale, scrollando i titoli scelti dalla stalla. C’è di tutto. La sola cosa su cui potete davvero fare affidamento è la sincerità. Se ve ne parliamo in questo articolo, vuol dire che questi dischi ci sono davvero piaciuti. E per quello che varranno, i nostri sono consigli da cavalli di cuore. Continua a Leggere

Interviste Sdanghere

Intervista a Paolo Pieri degli Hour Of Penance – “A 50 anni chi cazzo assume un alcolizzato capellone che non sa fare niente a parte suonare e vomitarsi addosso?”

Gli Hour Of Penance sono una gran bella band. Paolo Pieri poi è un tipo in gamba. Pensavate che li odiassi? Ma perché? Di certo non gli lecco il culo, però li rispetto e li stimo pure. Ecco come Paolo se l’è cavata con i calcioni di Sdangher! L’intervista è lunga ma piena di spunti e roba davvero interessante. In ordine sparso: la terrificante Pizza polacca Giuseppe, il pay to play, il ristagno creativo, la smitizzazione dei miti smitizzanti intorno al Music Business e tanto ancora. E sapete una cosa? Nel metal in realtà girano un sacco di soldi, altro che storie!

Ah, non ricordo più quali, ma alcune domande sono di Maximus Doomicus e altre della mamma di Padrecavallo.

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Interviste Sdanghere

Gianni Della Cioppa – Cose nuove escono ancora ma la gente è impigrita dagli Smartphone e ha perso curiosità!

gianni

E ora facciamo due chiacchiere con Gianni Della Cioppa, che è inutile vi presenti… va beh, ve lo presento, non si sa mai. Gianni è una delle penne più celebri del giornalismo metal e rock italiano. Ha collaborato con tantissime riviste, tra cui Metal Shock, Mucchio, Psycho! e così via (probabilmente tutte non se le ricorda neanche lui). Oggi scrive per Classix e Classix Metal, Classic Rock e pubblica libri con Tsunami, oltre a produrre band underground per la sua Andromeda Relix. 

Ok, adesso mi rivolgo a lui e nel mentre spiego anche a voi perché ho deciso di interpellarlo su un argomento che in questi giorni domina le dispute social: la fine di un decennio, quello che è successo di buono e quello che invece non è successo affatto. Parliamo in ambito musicale, ovviamente, nello specifico la riflessione è sul metal e il rock. Buona lettura e buona fine a tutti.

Domande a cura di Maxiums Doomicus (Massimiliano Incerti Giudotti) e Francesco Padrecavallo.

Ciao Gianni, ho voluto coinvolgere te per due ragioni. La prima è che praticamente sei l’unico che ancora mi da retta insieme a Giovanni Loria, tra le penne che si fanno valere sul cartaceo (inutile che mi suggerisci di farmi una domanda e darmi una risposta, già fatto). La seconda è che, a parte gli scherzi, tu sei uno che si tiene aggiornato (e Giovanni no). So che apprezzi tante band nuove, anche fuori dall’ambito metal. Secondo me esiste un equivoco intorno alla tua figura. Pensano tutti che siccome sei della vecchia guardia, tu passi il tempo a riascoltare vecchi bootleg della Strana Officina e magari i primissimi demo degli Iron Maiden, quando invece sei uno sempre disposto a misurarti con il nuovo, anche perché se no, non avresti potuto realizzare Gli anni di bronzo per Tsunami. Ma andiamo con le domande, che sei sempre tanto indaffarato e non voglio farti perdere tempo. Continua a Leggere

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