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Sdangher

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Metallari della gleba – Il Bestiario dei Redattori Metallari 2.0

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Sono anni che scriviamo di metal e che ci confondiamo con il piccolo formicaio operoso delle redazioni metallare. Qui a Sdangher di collaboratori ne sono passati tanti, di tutti i tipi davvero, molti ancora affollano (si fa per dire) le webzines e le riviste cartacee (o quel che ne resta). Ecco a voi tutto il bestiario che potete incontrare, se vi venisse in mente di fare una cavalcata nel piccolo mondo antico del giornalismo metallaro 2.0. Continua a Leggere

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Lo sciamano, il patriota e il metallaro!

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Prima di proseguire la lettura di questo articolo è doveroso fare delle precisazioni, indispensabili e nette, per evitare qualsivoglia fraintendimento. Nessuno darà giudizi di parte, né si unirà a determinate fazioni o a partigianerie, nessuno sarà tollerante o indulgente con l’infrangere delle leggi di un paese, o sarà favorevole su certe aberrazioni di fatti e comportamenti. Si cercherà di narrare con la maggiore obbiettività possibile, sulle cause e non sugli effetti. Continua a Leggere

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Lode all’Algoritmo, il nuovo Dio che ci distrugge

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Signori, da questi concetti, abitudini e comportamenti non si scappa. Siamo tutti polarizzati in tribù, volenti o nolenti, fatte di microcosmi legati a passioni, hobby, interessi, idee politiche, religiose e culturali ben radicate e definite in ognuno di noi. In quanto tali, all’interno di queste “caverne di Platone” vigono regole, consuetudini, codici scritti e non scritti ben precisi e diversi da mondo a mondo.

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La nuova attitudine del metallo parrocchiale

Di recente mi è stato consigliato di leggere Il paradosso della tolleranza. Lo conoscevo già e trovo che confermi ciò che penso: la libertà non esiste e mai esisterà, almeno non come ci viene  spiegata.

Una volta, parlando di metal con i miei amici, mi hanno spiegato che è una guerra NOI contro LORO: la violenza nei confronti di chi non ascolta metal è giustificata. Giuro che mi hanno detto così! Contro i poliziotti che al Gods ti guardano storto. Contro i truzzi nelle discoteche. Contro il finto-metallaro che indossa la maglietta del gruppo senza palle. Continua a Leggere

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Conversazioni in Sicilia: Cosa hanno in comune Saddam Hussein e la scena black norvegese di inizio anni 90?

E che come un demonietto che infesta le ascelle perpuerali, zompa in bozza Rosario Badalamenti, sentendosi evocato in causa da Agghiastru.

Rosario: A mia discolpa, penso che il primo esempio di musica mal registrata, oltre ai Sex Pistols, furuno i Venom, per cui ero abituato a sentire del metal sporco e violento, ma da questi Darkthrone non m’aspettavo un’attitudine tanto credibile, anche se il loro primo disco era tutt’altro che “mal registrato”, e minimamente avrebbe lasciato presagire una svolta del genere. Per questo fraintendimento, posso dirti che, pur riconoscendo ai Darkthrone quel che meritano, qualcosa mi ha sempre puzzato. Attitudine, inettitudine, casualità o farsa totale? Siamo sicuri che anche loro, una volta terminato il missaggio, non si siano detti: “cazzo che schifo di suono…” ? Siamo sicuri che ai Grieghallen Studios sapevano con certezza quel che volevano ottenere? Chi era di turno quel giorno del missaggio? Per quel che ne so e sento, anche la cassiera del supermercato lì vicino. Le avranno detto: “vieni, schiacci dei tasti, non è poi tanto diverso rispetto ad un registratore di cassa…” e via, fatta. Dovresti sapere che la storia la si fà anche nei modi più assurdi e impensabili. Continua a Leggere

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Conversazioni in Sicilia – L’ascesa e la discesa del Black Metal negli anni 90 (Prima parte)

L’imperdibile chiacchierata tra Padrecavallo, Agghiastru e Rosario Badalamenti degli Inchiuvatu su quanto la Toscana sia stata importante per l’avvento del black metal in Italia, sulla Nosferatu Records e la Osmose, i Sadist, gli Immortal e tutte cose!

Padrecavallo: Io nel 1993 facevo la terza media e sprofondavo nella pinguedine e la timidezza. Ero biologicamente destinato al metallo. Mi è stato detto che la Sicilia ha sempre sfanculato il resto del mondo, che ci sono state band di qualità ma non ci hanno creduto abbastanza o non gliene è importato nulla di mettere il culo fuori dall’isola. E tu invece eri a Firenze nel 1993. Perché? Continua a Leggere

Pascolando

Si dice che il lavoro nobiliti l’uomo, ma le peggiori schifezze umane le ho conosciute sul posto di lavoro!

Pare sia stato Darwin a dire una scemenza simile. Nobilitarsi con la fatica, subendo gli ordini e i dispotismi dei superiori, accettando le peggiori prepotenze, vedendosi negati il rispetto e la dignità e soprattutto il tempo, la vita. Nobilitare, rendere migliore, accrescere la dignità, ma dove? Povero Darwin, probabilmente i suoi nemici hanno manovrato per attribuirgli una tale scemenza. Sarà stata la Chiesa? Non ci sono prove che l’abbia detto e il vero autore si guarda bene dal rivendicare una bugia simile. Sarebbe più sensato dire, “il mobbing nobilita l’uomo”?
Il mobbing è una cosa seria? Se ne parla tanto ma qui da noi è davvero troppo sottovalutato. Vi è mai capitato di subirlo? Cosa fate? C’è un cazzo di sportello a portata di mano per poterlo denunciare? Esiste un ufficio apposito nel vostro paese? Da me no. Da voi? E comunque, si passa da un giorno in cui sei un ragazzino e ti insegnano che al bullismo devi rispondere con risolutezza, a uno in cui sei un adulto e al mobbing, possibilmente devi rispondere chinandoti a 90°, se vuoi mantenere lo stipendio. Mobbing è il bullismo da grandi. Le dinamiche sono identiche. Qualcuno più grande di te, nel senso che è più anziano di te come dipendente, ti infligge tutte le umiliazioni e i sadismi che ha subito lui al suo ingresso lì. Costui ha sopportato tanto per arrivare in cima al mucchio di merda e non può tollerare il tuo sorriso, il tuo ottimismo e la tua stupida voglia di fare. Continua a Leggere

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No Fan – Contro i talebani della musica!

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Sdangher scrive cose brutte sugli Iron Maiden, prende per il culo i metallari, dice che l’ultimo album dei Manowar è una figata ma leggendo tra le righe si capisce che è solo una provocazione… Sdangher è cattivo e falso perché usa la provocazione per guadagnarsi dei click. Beh, questo è vero, cari lettori residuali, ma è anche vero che noi siamo contro ogni forma di fanatismo e la combattiamo dicendo quello che un fanatico non vorrebbe mai sentirsi dire e che le webzine catecumenali si guardano bene dal dirgli: che vive in un mondo inesistente, aggrappato a delle gigantesche nuvole a forma di minchia. E paghiamo caro una scelta simile perché la maggior parte del pubblico che è attratto dagli argomenti che trattiamo è anche affetto da una qualche forma di talebanismo. Prima o poi gli tocchiamo ciò che non vuole sia toccato e questi smette di leggerci. Il fanatismo religioso e quello per una band non sono tanto diversi. Capita che un fan deluso bruci i dischi che ha impiegato una vita a collezionare e capitava, qualche secolo fa (o ancora nel Molise) che un religioso deluso bruciasse vivo il prete che aveva finito per votarsi a Satana. Metallica docet. La furia di un fanatico non ha freni e sovente mostra un malessere che si consuma proprio nella pratica costante della propria teo-vanigloria.

Il fanatico regge tutta la propria impalcatura di cartone su un pensiero unico, costante, che gli arde nell’anima, che annulla ogni altra cosa, che cancella ogni altro aspetto dell’esistenza. E questo secondo noi è l’inferno interiore in terra, perchè egli si preclude ogni altra cosa che dovrebbe popolare la sua vita, che dovrebbe includere millemila altre cose. Continua a Leggere

Pascolando

DecaMerdone – I dieci modi di fare più insopportabili da quando siamo in quarantena!

decaMerdone

Si discuteva nella chat segreta di Sdangher su quali comportamenti social ci stiano dando più fastidio durante questa quarantena. Dai, diciamocelo, lo stare chiusi in casa ci ha portati alla noia più assoluta e la felicità di avere PornHub gratis ha scatenato una dipendenza da pornografia che progressivamente si è trasformata in una forma acuta di depressione post-eiaculatoria. Non sappiamo più a cosa appigliarci pur di concludere la giornata senza cadere nell’ipocondria, placando il nostro dissenso con frasi fatte come: “Lo faccio per il prossimo!”, quando del resto prima rubavamo spesso e volentieri il parcheggio agli handicappati e l’euro nel carrello all’Eurospin.
Certi comportamenti social(isti), all’inizio di questo casino, ci hanno strappato un sorriso pietoso, ma dopo non so più quanti giorni che ci troviamo a fare la vita dei topi, abbiamo finito per torvarli insopportabili, al pari di una Barbara D’Urso durante la Novena di Maggio; le prime volte faceva ridere pure lei, ora però basta e avanza.

Ecco quindi noi Sdangheri, come dei novelli Boccaccio, abbiamo creato Il “DecaMerdone” dei dieci comportamenti, metallari e non metallari, che più ci hanno rotto il cazzo in questi giorni di vera e propria prigionia. Buona lettura.

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Il metro mentale – Riflessioni equine da una stalla in quarantena

Salve sdangheri, come state? Io mi aggiro per casa come un fantasma sovrappeso. Tutto si ricopre di polvere, tutto si ammucchia, come se non ci fossi nemmeno. Mi sforzo di andare avanti, di fare le solite cose, ma è difficile riuscirci quando là fuori non è più la solita realtà. La sensazione mi riporta al post – 11 settembre, quando era impossibile pensare a qualsiasi cosa che non fossero quei cazzo di aerei, i terroristi, Bin Laden… Ve lo ricordate Bin Laden? Potevate immaginare nel 2001 che un giorno non avreste quasi più pensato a lui? Continua a Leggere