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Tempo di chiudere per un po’…

Sdangher vi saluta per un po’. Ho deciso che è arrivato il momento di dare una ristrutturata e purtroppo richiederà del tempo tecnico in cui il blog rimarrà offline. Non è la prima volta che succede e di sicuro ce la farete benissimo a tirare avanti senza i nostri articoli. Nel caso vi stia venendo l’ansia a rimanere un mese senza leggere le nostre scemenze, vi garantisco che ne avrete con gli interessi alla riapertura, visto che almeno io continuerò a scriverne durante la ferma. Intanto, se avrete pazienza o una certa curiosità morbosa per tutto quello che faccio qui, posso spiegarvi cosa ho in mente per il futuro di Sdangher. Continua a Leggere

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Holy Legions – A proposito di certe fanzine e di certe riviste

Holy Legions

Questo è un articolo promozionale. Non vi dico stronzate, voglio che compriate Holy Legions perché ci  scrivo anche io, perché gli altri sono prima di tutto miei amici e perché ci ho messo dei fottuti soldi. Ma non solo. Se spenderete la paghetta per il numero zero, non ve ne pentirete. Voglio dire, a parte questo cavallo, gli altri sono ronzini che sanno il fatto loro (Marco Grosso, Manuel Fiorelli) e poi ci sono sgaloppatori che promettono bene (Simon Broglio, Pietro La Barbera). Non è tutto qui ma il numero zero si è riempito subito, quindi dovrete attendere l’Uno per sapere chi altri faccia parte della legione: vi assicuro che non sarete delusi. Continua a Leggere

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W.A.S.P. In the RAW! – Riflessioni sull’Apocalisse Gore e i soli di Blackie Lawless

Ah, i bei tempi del PMRC, quando le mamme antirock, guidate da Tipper Gore eccetera eccetera… insomma, sapete alla nausea questa storia, no? Beh, inevitabile provare una certa malinconia perché allora il metal aveva questi problemi ridicoli, ma stava bene, era all’apice. Tutte le polemiche censorie favorirono i gruppi più o meno oltraggiosi, dandogli pubblicità gratuita. Però, come avviene sempre in America, qualcuno iniziò a minacciare di morte quegli attentatori della morale comune con gli spandex e così la faccenda precipitò in un delirio abbastanza serioso. Continua a Leggere

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Storia dei Life Sex & Death – The Gimmick Disaster

Barry Hardy, Duane Gill, Louie Spicolli; l’appassionato di fine ottanta dell’allora World Wrestling Federation avrà spesso visto questi sparring partner “mazziati” dai vari Million Dollar Man, El Matador o Barbarian. Le gimmick costruite a tavolino, erano state prima gioia e poi dolori per la compagnia di Stamford, soprattutto perché i novanta non avrebbero preso a schiaffi il solo glam e così, anche certi personaggi finirono frettolosamente in archivio. Sarebbe stato un valido precedente se solo i Life Sex & Death lo avessero considerato prima di far passare il proprio cantante per un senzatetto raccattato per strada… Continua a Leggere

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Onslaught – In Search Of Success?

In Search Of Sanity, come quasi tutti i lavori controversi nella discografia di una band storica, è un buon album. Cambiare sound, line-up, stile, conduce sovente a idee nuove e una maggior freschezza compositiva. Inoltre il “disco della svolta” (che è quasi sempre anche quello controverso) prevede un maggior investimento di denaro, quindi un produttore in gamba e degli studi migliori. Solo che nel metal non basta realizzare buona musica se è diversa da quella che hai sempre fatto e se è in qualche modo è meno spigolosa rispetto a certe pretese di mercato. Continua a Leggere

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SERBELLONI MAZZANTI VIEN DAL METAL!

serbelloni

Una categoria di ascoltatori che reputo ridicola è quella col mignolo perennemente sollevato. Quelli che seguono il metal più o meno assiduamente ma non vogliono essere confusi con la massa.

Agli occhi di questi signori i metallari hanno un sacco di difetti ed è loro preciso dovere sottolinearli tutti, ovviamente nei luoghi virtuali frequentati dai metallari: blog, forum, webzine, pagine social…

Il fatto che nel 2021 qualcuno continui ad assimilare i “metallari” a una razza uniforme, piatta, poco o nulla differenziata al suo interno, la dice lunga sulla scarsissima conoscenza che i Serbelloni del metal hanno dell’universo metallico e delle sue evoluzioni. Ma la cosa davvero pazzesca, per me, è che qualcuno gli dia corda. Invece di ribattere “se non ti piacciono i metallari vai a scrivere su qualche forum hip hop, o datti al reggae”, gli mettono i like.

Snob metal. Continua a Leggere

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Metallari della gleba – Il Bestiario dei Redattori Metallari 2.0

redattori

Sono anni che scriviamo di metal e che ci confondiamo con il piccolo formicaio operoso delle redazioni metallare. Qui a Sdangher di collaboratori ne sono passati tanti, di tutti i tipi davvero, molti ancora affollano (si fa per dire) le webzines e le riviste cartacee (o quel che ne resta). Ecco a voi tutto il bestiario che potete incontrare, se vi venisse in mente di fare una cavalcata nel piccolo mondo antico del giornalismo metallaro 2.0. Continua a Leggere

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RRAZORR – Un progetto che rimarrà tale?

Sono stato entusiasta per la nascita di RRAZORR. Ho salutato con grande interesse e coinvolgimento emotivo il ritorno del Fuzz a un tipo di rivista più militante, volta al presente e al futuro, dopo anni di archivismo di lusso praticato con Classix e Classix Metal.

Lui stesso nell’editoriale di questo inarrivabile (non nel senso che credete, poi mi spiego) numero UNO, lo dice: con RRAZORR si è divertito come non gli capitava da tempo, finalmente è tornato a fare il giornalista, scoprendo, sondando, sostenendo le cose che accadono ora e non nel 1989 o 1973. Continua a Leggere