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Conversazioni in Sicilia – L’ascesa e la discesa del Black Metal negli anni 90 (Prima parte)

L’imperdibile chiacchierata tra Padrecavallo, Agghiastru e Rosario Badalamenti degli Inchiuvatu su quanto la Toscana sia stata importante per l’avvento del black metal in Italia, sulla Nosferatu Records e la Osmose, i Sadist, gli Immortal e tutte cose!

Padrecavallo: Io nel 1993 facevo la terza media e sprofondavo nella pinguedine e la timidezza. Ero biologicamente destinato al metallo. Mi è stato detto che la Sicilia ha sempre sfanculato il resto del mondo, che ci sono state band di qualità ma non ci hanno creduto abbastanza o non gliene è importato nulla di mettere il culo fuori dall’isola. E tu invece eri a Firenze nel 1993. Perché? Continua a Leggere

Interviste Sdanghere

Intervista a Jennifer Crepuscolo – Il satanismo etico

Jennifer Crepuscolo

Non ho mai tollerato i pregiudizi, in nessun ambito, perchè intorno a noi si muovono tanti piccoli mondi che noi giudichiamo con inarrivabile superficialità, rischiando spesso di tramutarci in carnefici delle minoranze e del pensiero altrui. Con Jennifer Crepuscolo, fondatrice dell‘Unione Satanisti Italiani, mi sono addentrato in uno di questi mondi: quello del satanismo, nel tentativo di darne un’immagine più coerente e scevra dalle solite banalità. Sono consapevole della mia scarsa conoscenza della materia e questo mi ha obbligato a formulare delle domande banali, che però sono state occasioni fruttuose per smontare alcuni luoghi comuni, scoprendo un culto sotterraneo che si fonda sull’etica.

Ringrazio Jennifer Crepuscolo per aver accettato di rispondere, anche alle domande più scomode e per certi versi insensibili, ma soprattutto per aver sopportato i miei numerosi tentativi di convertirla al culto dell’heavy metal.

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Mondi impossibili; l’ucronia ha eliminato il rock and roll

ucronia

Anno domini 2020: i Pink Floyd e i Queen sono ai vertici assoluti di vendite per i loro dischi, il rock ha dominato il mondo per quasi ottanta anni, e nonostante i frignoni si straccino le vesti per il crollo del mercato discografico, la musica anglofona domina incontrastata il nostro pianeta Terra. Uno scenario normale per tutti, a parte chi ascolta solo musica italiana melodico – popolare e Radio Maria, ma… se fosse in un altro modo ? Ci avete mai pensato ? Continua a Leggere

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La TV nazionale con l’amianto nei cessi e le ascese repentine alla faccia del #metoo

L’articolo di Ruggiero sul mondo del lavoro mi ha risollevato una serie di riflessioni maturate al tempo del #metoo, ve lo ricordate? L’estate di due anni fa si dibatteva sulle tresche di Asia Argento con il minorenne. Ripensarlo oggi in tempi di mascherine e Covid19 fa strano, vero? Eppure la mia mente torna al caso Weinstain e a tutto ciò che ne conseguì. Le affermazioni che sto per fare mi inimicheranno tutta la popolazione femminile ma non me ne frega molto. Chi giudica probabilmente non sa e non ha vissuto abbastanza. Continua a Leggere

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Uomini e topi, il rock ai tempi della chirurgia – Alla faccia di chi dice che il rock è morto: in America il rock viene usato per salvare vite umane!

chirurgia

Non so voi, ma io sapevo da tanti anni, che durante le operazioni chirurgiche, che sia una banale appendicite o una a cuore aperto, i chirurghi (ed anche anestesisti, infermieri e sanitari assortiti), chiacchierano, scherzano, cazzeggiano e ascoltano musica. Si, Grey’s Anatomy e The Good Doctor hanno mostrato questa realtà, ma complice il filtro sulle telecamere e una certa retorica condita da piani sequenza, amorazzi vari e la patina yankee da “medical drama”, tutto sembra mitizzato e distante, restando in tema, “anestetizzato”. Continua a Leggere

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Il mercatino del metallo italiano – Alcune ovvie riflessioni!

il buco

Il mercato si regola sulla legge di domanda e offerta. Ovvio, come direbbe il vecchio Trimagasi, l’irresistibile personaggio de Il buco, film allegorico che vi consiglio di vedere, se non l’avete già fatto. Lo trovate su Netflix. No, non vi si parla di metal e tantomeno di webzines. Mi fermerei alla battuta. “E’ ovvio!” Se non vendi, non hai i soldi per produrre ancora ciò che vuoi vendere e tutto finisce. Perché le webzines e i blog, ma anche le band, soprattutto italiane, continuano a esistere nonostante nessuno tiri fuori i soldi per sentire, leggere e fruire di ciò che producono? Ancora: è ovvio, perché non hanno bisogno del denaro dei consumatori. Si cibano della loro attenzione. Di click. E del proprio egocentrismo e sensi di colpa. Soprattutto di queste ultime cose, perché con i click c’è solo da ridere. Le webzines, nello specifico che ci interessa quelle metal, e anche i blog e i gruppi che bazzicano lo stesso genere creativo, non ne possono accumulare mai abbastanza per poi esigere da google o da altri sponsor, soldi in cambio di spazi di visibilità. E le band non avranno mai un pubblico pagante in misura sufficiente per poter crescere fino a un livello di professionalità decente. Continua a Leggere

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Metal auf Metal – Ricordando Florian…

florian

Nel 1968 fu la prima volta che un manufatto d’avanguardia venne distribuito capillarmente a milioni di individui nel mondo. Aveva la forma di una spirale incisa nel vinile; una micro punta elettrificata avrebbe impiegato otto minuti per percorrerla tutta, se avesse compiuto attorno al punto di rotazione trentatré giri in un minuto. Da essa venivano emesse risonanze ma, ancora di più, significati simbolici che andavano ben oltre la volontà del suo stesso autore e dei vari John Cage e Karlheinz Stockhausen a cui l’autore stesso si era ispirato. Continua a Leggere

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NWOBHM: La storia dalle parole di chi supportò il metal alle origini!

8 Maggio 1979: al Music Machine di Londra Angel Witch e Samson aprono per gli Iron Maiden, in quello che è considerato l’evento che segna l’inizio ufficiale della NWOBHM. In realtà il sottobosco hard’n’heavy inglese è già da tempo in ebollizione, ma il termine “New Wave of British Heavy Metal” viene coniato e utilizzato per la prima volta il 19 maggio 1979, sulle colonne di Sounds, in un report scritto da Geoff Barton e relativo proprio al celebre concerto londinese. Continua a Leggere

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Caro Biffi, ma voi chi? Sullo scrivere gratis per amore del metal e vantarsene pure!

Voi che? Voi chi? Mi viene da ridere a leggere quello che scrive l'”esimio collega” Alberto Biffi a proposito di qualcuno che chiede dei soldi per computare recensioni mentre lui e molti altri ne fanno a dozzine per purissima passione. E devono sopportare la jattura di prendere accrediti per andare a concerti di cui non gli frega nulla (e chi ve lo prescrive?) e accolgono con grande disdetta l’ennesimo promo del gruppo black-stoner-doom (magari dove canta proprio uno dei collaboratori della sua stessa webzine) invece di potersi sentire l’ennesima volta The Number Of The Beast, e magari devono imbastire un salamelecco sul gruppo del cugino del caporedattore (esempio a caso) invece di scrivere un bello e corroborante speciale da leccarsi i biffi sull’album degli Airon Maiden del 1982, perché la gente vuol sapere cosa ne pensano gli amici di Loud And Proud o gli amicissimi di TrueHeavyDoometal.it, magari con una bella live, degli anni in cui Steve Harris andava sugli scudi in sella alla batteria terremotante mentre le chitarre al fulmicotone cozzavano ferrigne sull’uditorio bangante, mentre l’ugola impeccabile di Bruce Dickinson, cantava oltre le orbite plausibili, “anche per via delle sue due lauree”. Continua a Leggere

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Mariposa in pace – Chiude lo storico negozio di dischi milanese e il metallaro piange e accusa!

mariposa

La notizia forte nel mondo del ‘metallaro medio’  di questi giorni è la chiusura dello storico Mariposa, dopo 25 anni di attività. Lo storico negozio si trovava nel sottopassaggio della metro Duomo M1, all’interno della Galleria Radegonda e per tanti anni è stato punto di riferimento per gli appassionati, dove compravano dischi e biglietti per i concerti. Ecco che la levata di scudi, lo “j’accuse” sdegnato (e molto di circostanza per tanti) si manifesta in tutto il web, su siti specializzati e non, specialmente quelli storici sull’heavy metal. Continua a Leggere

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