Stai leggendo la Categoria

Giapponesate

Articoli Giapponesate

GIAPPONESATE #18 Sparate all’Uomo Tigre!

Se il live action (anni addietro) di Carletto principe dei Mostri mi lasciò perplesso per settimane, il film degli Yattaman riuscì nell’impresa di farmi cantare sotto la doccia l’intera discografia canora del meglio della napoletana.
Settimane sotto quell’acqua ghiacciata cantando storie di carcerati appena rilasciati che scoprono i genitori uccisi da proiettili vaganti e fidanzate che non li hanno cornificati, ma gli hanno fatto crescere le querce secolari sulla fronte e sul culo.
Ora ditemi voi, d’avanti al film dell’uomo tigre cosa devo rispondere?
Io ci sono cresciuto con questo personaggio quindi sorge la domanda:
1. Perché indossa un armatura?
2.Ci sarà l’uomo testa di cazzo?
3. Davvero, perché cazzo ha un armatura?
4. Perché una musica Jpop a metà video?
5. Hanno chiamato Antonio Inoki per interpretare se stesso?
6. No davvero, perché cazzo indossa un armatura?
7. Quello è Naoto?
8. Forse capisco il perché dell’armatura.
9. Nasconde il coglione.

Continua a Leggere
Articoli Giapponesate

GIAPPONESATE #16: IL NEOREALISMO GIAPPONESE, LADRI DI SELLINI DI BICICLETTE!

  È in preparazione in Giappone il seguito del film Ladri di biciclette di Vittorio De Sica: Ladri di sellini di biciclette. Detta così la notizia sembra più allettante ma è vera solo a metà. Nella data del 24 Agosto, la polizia della prefettura di Kanagawa ha arrestato Joji Kondo per aver rubato tre sellini da bici elettriche femminili nel parcheggio di un condominio, attorno alle quattro del mattino. Dopo aver controllato l’appartamento di Kondo, sono stati ritrovati più di 200 sellini.

Continua a Leggere
Articoli Giapponesate

Giapponesate #11 – Aida Makoto

Io d’arte moderna non ci capisco molto, a volte neanche riesco a considerarla arte forse perché troppo legato ai miei miti d’infanzia, che poi sembra quasi abbia 500 anni per avere miti d’infanzia simili, ma io sono nato vecchio e morirò bambino come fossi vissuto al contrario nell’attesa di nascere.  

Il Giappone è il paese degli eccessi, di certo non è una novità e ringrazio Mara per avermi passato forse un nuovo tassello ai limiti che la mia mente possono raggiungere nel paese del Sol Levante. Scherzo, quelli li ho già superati da tempo quando ho iniziato a vedere la pornografia snuff e i film della Troma.  

  Beata infanzia perduta…     Aida Makoto – Monument For Nothing.

    Io fino a cinque minuti fa manco sapevo chi fosse, ora voglio un suo autografo. Il ‘Monument For Nothing’ è la sua personale galleria artistica d’un monumento al nulla, qual è la società giapponese con i suoi eccessi. Amato, criticato, io non vedo altro che un crudo ritratto della perversione, dei falsi miti sfatati nella loro natura.  

  Non mancano momenti anche di pop art quali graffiti futuristici deviati, dalle crome accese capaci di rubarmi più d’un sogno immaginando Aida di fronte quel muro come un writer in pensione che si chiede se questa sua arte sarà criticata dai più, odiata dai pochi e amata solo da lui….  

    O che quasi potrebbero rubare un goliardico sorriso al Tarantino di turno…  

    Il Giappone è un paese d’anziani che odia gli anziani, come ci ha ricordato il suo primo ministro Taso. Che poi non ci si stupisca se l’anzianità ha la ribalta sulla giovinezza, perché l’esperienza uccide l’inettitudine.  

    Nato nel 1965, fa il suo debutto nel 1980 con un idea ben precisa: mostrare due volti ambivalenti del suo Giappone, il disprezzo e la condivisione.  

    I suoi temi girano attorno al sesso e alla politica, icone senza mai, come un novello Da Vinci, fissarsi su un unica arte, o stile quale sia disegno, scultura, video o rappresentazione.  

    Che sia criticato o apprezzato non importa cosa ottiene, ma il fatto stesso è che ogni sua opera nel suo eccesso riesce sempre e comunque a rubare l’attenzione mediatica da lui richiesta.  

Articoli Giapponesate

Giapponesate #8 Yume Nikki – Hai paura di dormire?

Incubi, spesso ne ho tanti.
La notte mi sveglio sudato come un maiale cotto al forno.

A volte sono così reali che non riesco più a distinguerli dalla realtà per qualche minuto, a volte anche un’ora.

Se però è nell’incubo che dovessimo trovare la libertà?

Yume Nikki, gioco di ruolo free sviluppato attraverso l’ausilio di RPG Maker, di certo molti già lo conoscono, ma chi invece ne ignora l’esistenza?
Facciamo qualche domanda alla protagonista:


Nome?
Madotsuki.

Dov’è che vivi?
Rinchiusa nel mio appartamento.

Perché?
Ho paura. Sono un Hikikomori. Faccio schifo, sono un reietto della società. Io…

Cosa ti è successo?
Non lo so, non mi ricordo.

Ti hanno violentata?
Non lo so.

Hai degli amici o almeno dei famigliari?
Non lo so.

Cosa fai allora?
Dormo.

Perché?
Perché lì vivo meglio.

Lì dove?
Nel mondo dell’incubo.

Cosa è?

Non lo so. Quando dormo mi ritrovo in questa stanza oscura con delle porte. Le attraverso e mi ci perdo.

E poi?
Cerco… qualcosa… oggetti… persone… mostri.

Fin dove sei arrivata?
Giù, un luogo pieno di fiamme. Mostri ovunque. Urla. Attraverso una porta e sono andata da Masada- sensei. Sai lui è un pianista, mi ha portato su Marte con la sua navicella.

È un tuo amico?
Non lo so.

Poi?
Ho incontrato Mars-san. Piangeva. Mi dispiaceva. L’ho pugnalato. Non è morto. Mi sono svegliata di nuovo.


Sei tornata a dormire?
Avevo paura, ma sono tornata nel sogno. Ho cambiato porta. Era tutto buio e sono diventata… una lampada.

Una… cosa?
Anche tu non mi credi.

No, no. Ti credo.
Il pavimento è strano, sembra quasi… ci vedo un disegno. La zampa m’indica la strada. Io mi perdo spesso.

Sei mai uscita?
Nel sogno esco sempre, ma poi trovo sempre l’uomo investito. Una volta sono stata al parco, ma ero sola con i fantasmi. Una volta sono andata in bici, ma sono finita nella fognatura. Una volta ho aperto la porta, ma ho visto il grosso mostro che mi ha… mi ha…

Basta così, non importa. Solo te lo chiedo ancora una volta, sei mai uscita dal sogno?

Quando ne uscirai cosa pensi otterrai?

Hai paura di morire?

Hai paura?

(Ruggiero Musciagna)

Articoli Giapponesate

GIAPPONESATE! – Ti Presento un gioco: Higurashi no Naku Koro Ni

Io non voglio morire. Voglio solo spendere la mia vita con i miei amici come una persona normale. Come vi comportereste se sapeste che il vostro destino fosse già segnato e che qualunque azione facciate si è già ripetuta nel tempo centinaia di volte e anche se tentate di cambiarla, sarà sempre fottutamente uguale? Quel discorso con vostra madre, la pioggia in quel giorno di sole, la lezione di scuola, la gita con gli amici… TUTTO.

Continua a Leggere
Iscriviti alla Mailing List di Sdangher
Inserendo la tua email, acconsenti al trattamento dei tuoi dati personali.