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Interviste Sdanghere

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Intervista ai The Angelis – Niente più tastierino!

I The Angelis.

Se un gruppo fosse un cavallo, loro sarebbero quello della morte totale. Scusate se scrivo ‘ste fregnacce ma quando mi immergo nella musica di una band, finisce che testi e riff mi influenzino la prosa. Se avessi ascoltato i My Dying Bride fino a un’ora fa, adesso vi parlerei di salnitro emotivo e vino cremisi al largo dei bastioni di Oriana. The Angelis invece sono di una demenza tale che i titoli delle loro canzoni sarebbero risultati eccessivi persino alla buon’anima di Bruno Mattei. Eppure, non fanno che mettere in italiano (e talvolta in dialetto beneventino) le stesse minchiate degli Entombed o gli Slayer, solo che non si nascondono dietro il dito dell’idioma estero. Il metal senza l’Inglese è così: ridete su sto cazzo! Continua a Leggere

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Intervista ad Animae dei Darkend: “Dove tu vedi prigioni inespugnabili io vedo sconfinati spazi aperti!”

Nelle tante peregrinazioni selvagge di Sdangher, Padrecavallo ha deciso di fare infine una visitina ad Animae, frontman dei Darkend. Si tratta di uno dei performer e delle personalità artistiche più intriganti della scena italiana. Abbiamo parlato di tante cose: Buono Legnani, Charles Manson, l’arte e il fonema, il cazzo di mia cugina, i vecchi film della Hammer e diverse altre robette molto sfiziose. Alla fine è venuto fuori un bel confronto senza peli sulla lingua che non fossero giustificati dall’amore per qualcuno o per il sesso orale in generale. E qui torna mia cugina. Buona lettura, neh?
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Intervista a Dolore – Partiture per una casa stregata

Parliamo oggi con il tizio inquietante che si nasconde dietro al progetto Dolore. Immaginate un thriller soprannaturale all’Italiana, come se ne facevano ai bei tempi però (1971-1976), non le cose spompe di Argento/Avati che escono in questi ultimi anni. Pensate a una roba che riesca a mescolare sudori freddi e passi nel buio, incontri con spettri fatti grondanti ragnatele e ululati rabbiosi, strani figuri che si muovono dentro vecchie case abbandonate dove neanche i gatti e gli uccelli hanno la smania di entrare. Immaginate roba così, ok? Ecco, diciamo che la soundtrack per un film del genere ce l’avremmo ma il film vero e proprio, no. Potrà esistere nella vostra testa, se chiuderete gli occhi e approfitterete delle suggestioni di un disco come Fantasmi. Continua a Leggere

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Fabio Giovannini – La faticosa strada dello scrittore indipendente

giovannini

 

Sono cresciuto con i libri di Fabio Giovannini. Da ragazzino, ai primi anni delle superiori, fotocopiai il suo saggio sui Serial Killer e lo appiccicai nelle pagine del mio diario, così da poterlo leggere e compulsare ogni volta che mi fosse venuta a noia la lezione (e accadeva spesso). Praticamente lo imparai a memoria. Devo a Giovannini la scoperta di Pete Walker e il suo geniale sceneggiatore David McGillivrey. Nella biblioteca della mia scuola trovai anche il suo testo su Cyberpunk e Splatterpunk. Lo prendevo in prestito spesso e me lo leggevo e rileggevo. E alla fine non avevo subito collegato il suo nome a questi due libri. Mi interessavano gli argomenti e meno chi li avesse scritti. Poi mi accorsi che quelli e altri testi che avevo in casa erano scritti da lui. Ecco, tanto per farvi capire quanto è stato importante per me strappargli un’intervista, cosa che non concede a chiunque.  Continua a Leggere

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aTeofania – “Quando penso al mio pubblico penso alla vergogna”

ateofania

La depressione in ambito estremo sta raggiungendo picchi preoccupanti. Siccome a Sdangher ci piacciono i tipi allegri, abbiamo scambiato due nitriti e qualche chiacchiera con Abamon, leader del progetto aTeofania. Parleremo di cose vivaci e rinfrancanti, tipo la morte, la disperazione e le conseguenze del bere acqua dove ha defecato un serpente. Ah, no, questa cosa mi sa che l’ho trattata con i Putrefaction Vaginaz. Ok, divertitevi, che come dice sempre Hannibal Lecter, “La vita è un mozzico!” Continua a Leggere

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Intervista a Maurizio De Paola – I Koza Noztra, la Fanta(co)scienza e il Metal!

maurizio de paola

Sono un estimatore di Maurizio De Paola e se ancora compro Rock Hard, qualche volta, è perché credo nel suo buon gusto (è un fan sfegatato delle Baby Metal e degli Avenged Sevenfold) e per le interviste del Biani. Sono interessato più alla sua attività giornalistica e di scrittore ma queste chiacchiere che abbiamo fatto hanno toccato anche la sua carriera parallela di musico. Do You Know i Koza Noztra? Vi auguro un’abbuffata di curiosità. Continua a Leggere

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Intervista a Titti Angeramo – “In carcere cambiano le priorità”

Titti Angeramo

Titti Angeramo, che molti ricorderanno soprattutto per essere stata una delle firme principali della storica rivista H/M, ha di recente consumato un’esperienza piuttosto difficile. Ricordo che personalmente, quando seppi del suo arresto, provai varie sensazioni che mi spinsero a scrivere un controverso articolo qui su Sdangher, in cui esprimevo incredulità e soprattutto una rabbia che non riuscivo a decidere verso chi indirizzare. Lei per il comportamento che l’aveva condotta in quel casino? I suoi detrattori che festeggiavano la sua fine dietro le sbarre neanche avesse ucciso dei gattini? Gli amici che invece di difenderla tacevano? Di sicuro era uno sfogo pieno di affetto per Titti. Le volevo bene e gliene voglio ancora. In fondo alla mia tirata le rinnovavo linvitavo a tornare nella nostra calda e puzzolente stalla, non appena lo Stato Italiano le avesse permesso di farlo. E infatti ora eccola qui. Scriverà ancora per noi ma ho ritenuto doveroso farle un’intervista prima di pubblicare i suoi nuovi pezzi, così da affrontare con lei tutta la faccenda e chiarirla il più possibile a chi avrà tempo e soprattutto voglia di capire un po’ di più. Continua a Leggere

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Intervista a Paolo Pieri degli Hour Of Penance – “A 50 anni chi cazzo assume un alcolizzato capellone che non sa fare niente a parte suonare e vomitarsi addosso?”

Gli Hour Of Penance sono una gran bella band. Paolo Pieri poi è un tipo in gamba. Pensavate che li odiassi? Ma perché? Di certo non gli lecco il culo, però li rispetto e li stimo pure. Ecco come Paolo se l’è cavata con i calcioni di Sdangher! L’intervista è lunga ma piena di spunti e roba davvero interessante. In ordine sparso: la terrificante Pizza polacca Giuseppe, il pay to play, il ristagno creativo, la smitizzazione dei miti smitizzanti intorno al Music Business e tanto ancora. E sapete una cosa? Nel metal in realtà girano un sacco di soldi, altro che storie!

Ah, non ricordo più quali, ma alcune domande sono di Maximus Doomicus e altre della mamma di Padrecavallo.

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Gianni Della Cioppa – Cose nuove escono ancora ma la gente è impigrita dagli Smartphone e ha perso curiosità!

gianni

E ora facciamo due chiacchiere con Gianni Della Cioppa, che è inutile vi presenti… va beh, ve lo presento, non si sa mai. Gianni è una delle penne più celebri del giornalismo metal e rock italiano. Ha collaborato con tantissime riviste, tra cui Metal Shock, Mucchio, Psycho! e così via (probabilmente tutte non se le ricorda neanche lui). Oggi scrive per Classix e Classix Metal, Classic Rock e pubblica libri con Tsunami, oltre a produrre band underground per la sua Andromeda Relix. 

Ok, adesso mi rivolgo a lui e nel mentre spiego anche a voi perché ho deciso di interpellarlo su un argomento che in questi giorni domina le dispute social: la fine di un decennio, quello che è successo di buono e quello che invece non è successo affatto. Parliamo in ambito musicale, ovviamente, nello specifico la riflessione è sul metal e il rock. Buona lettura e buona fine a tutti.

Domande a cura di Maxiums Doomicus (Massimiliano Incerti Giudotti) e Francesco Padrecavallo.

Ciao Gianni, ho voluto coinvolgere te per due ragioni. La prima è che praticamente sei l’unico che ancora mi da retta insieme a Giovanni Loria, tra le penne che si fanno valere sul cartaceo (inutile che mi suggerisci di farmi una domanda e darmi una risposta, già fatto). La seconda è che, a parte gli scherzi, tu sei uno che si tiene aggiornato (e Giovanni no). So che apprezzi tante band nuove, anche fuori dall’ambito metal. Secondo me esiste un equivoco intorno alla tua figura. Pensano tutti che siccome sei della vecchia guardia, tu passi il tempo a riascoltare vecchi bootleg della Strana Officina e magari i primissimi demo degli Iron Maiden, quando invece sei uno sempre disposto a misurarti con il nuovo, anche perché se no, non avresti potuto realizzare Gli anni di bronzo per Tsunami. Ma andiamo con le domande, che sei sempre tanto indaffarato e non voglio farti perdere tempo. Continua a Leggere

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Alfredo Accatino – La vera Cultura è non avere paura della cultura!

accatino

Sono orgoglioso di poter ospitare Alfredo Accatino, un folle critico, uno scrittore difficile da inquadrare e soprattutto uno studioso e appassionato d’arte. Quest’uomo sta dando un contributo culturale davvero importante. I suoi due volumi, Outisiders e il recentissimo Outsiders 2 (entrambi pubblicati da Giunti) trattano di quegli artisti che pur manifestando grande genio non sono mai diventati celebri e rischiano di finire in un buco nero. Per fortuna Accatino ha scritto pagine meravigliose su di loro, oserei dire accattinanti (ehm, volevo dire accattivanti), insomma, scritti con uno stile che intriga e suggestiona il lettore curioso e pronto ad appassionarsi all’opera e alla vita di questi “losers” dell’espressione creativa. Ma non perdiamo tempo, leggete, equinidi, leggete! Continua a Leggere

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