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I Comandamenti del Blogger

Editoriali I Comandamenti del Blogger

4 – Recensire musica non è scrivere di musica

Parliamo di critica musicale al tempo del blogging, vi va? Paradossale, no? Insomma, nessuno scrive sul serio di musica quando recensisce un disco, significa descrivere il vento o raccontare a un sordo dalla nascita il suono del treno. Curioso che per molti anni il mestiere di recensore sia stato questo: descrivere canzoni a un esercito di sordi. Chiunque non avesse già ascoltato l’album lo era, in linea di principio. Oggi se scrivessi un articolo sul nuovo degli Iron Maiden il mondo saprebbe già di cosa parlo e leggerebbe le mie considerazioni per vedere se è d’accordo o no con me e i miei gusti, ma fino a vent’anni fa si trattava di cercare con le parole di spingere i lettori a immaginare suoni, melodie. La gente fantasticava sulle canzoni dei Manowar dalle parole di Beppe Riva e molto tempo dopo, finalmente sentiva quei dischi, magari trovandoli diversissimi da qualsiasi cosa avesse prodotto la loro mente stimolata dalla prosa ispirata dal critico di Rockerilla. Continua a Leggere

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3 – Non informate il lettore. Esprimete la vostra opinione!

Chi ti legge conosce già il disco/libro/film. Lui cerca un confronto, certezze o smentite.

Il caso ha voluto che la figura del blogger sia nata in tempi di download a sbafo. Nonostante questo, chi gestisce un blog tende a ricalcare figure letterarie/giornalistiche già esistite: oltre a pubblicare racconti (orrore!) e scrivere editoriali (tipo Guido Ceronetti sul Corriere della Sera) la stragrande maggioranza dei bloggerz RECENSISCE!

Ora dobbiamo io e voi partire da un concetto essenziale, indiscutibile: oggi la rece, intesa nell’accezione più tradizionale possibile, ha perso completamente la propria utilità sociale per le seguenti categorie: dischi e film. Continua a Leggere

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2 – Voi siete blogger e tanto vi basta

Tu sei orgoglioso di essere un blogger. Non aspiri alla carta. Il tuo futuro è qui. Fico no? Immagino che la maggior parte di chi abbia aperto o stia per aprire un blog non la pensi così e invece volenti o no, è così che deve essere. So cosa credono in molti e lo so perché anche io lo credevo: scrivo su internet, mi metto in mostra e guadagno lettori e contatti con cui un giorno raggiungerò il traguardo delle pubblicazioni vere, con editori di prestigio, premi strega e tutto il resto della fiaba. Sbagliato. È praticamente finita l’era in cui La Repubblica commissionava articoli sul mondo dei blog o intervistava la tipa de Le Malvestite. È finito il tempo in cui un editore prendeva il meglio dei pezzi di un blog e con l’autore ne ricavava un romanzo o un saggio su qualche argomento di scottante attualità tipo essere zoccole oggi o come pensare vaginalmente in questo mondo di nerboruti impotenti senza peli e senza palle. Questo però non vuol dire che i blog siano morti (lo sono per la logica cannibale dei quotidiani, dove tutto può essere notizia e poco dopo macero) ma gli editori tradizionali hanno capito che il blogger in gamba non sempre si trasforma in uno scrittore vero, anzi, sovente è proprio quello sfondo mediatico peculiare a diminuire i limiti ed esaltarne i pregi, cosa che una volta passato al libro “normale” non si ripete, anzi, si smentisce: mancanza di approfondimento, umorismo stantio e soprattutto un respiro che sulla pagina si riduce a qualche breve e flatulento sbuffo da provocatore qualunquista. Se vi è successo non sentitevi scrittori falliti ma ancora di più dei veri bloggerz! Continua a Leggere

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1 – Non avrete altro blog all’infuori del vostro

Questa rubrica vi dirà la verità (la verità vera) su come si deve fare per tirar su un blog di successo; anche le cose orribili che si è costretti a fare, se si vuol raggiungere un numero di visite rimarchevole. Parleremo soprattutto di quelle: le visite e le schifezze da fare per ottenerle.

Prima che iniziate a bofonchiare sciocchezzuole moralistiche vi fermo con una domanda: volete combinare qualcosa con il vostro piccolo e miserabile blog? Ci tenete a trasformarlo in un posto fico e rinomato dove la gente passi ogni giorno a insultarvi e venerarvi? Allora seguite ogni regola che vi darò, altrimenti potete anche togliervi di torno, andare a cercarvi in qualche sito di cucina i consigli di nonna Abelarda su come fare dei biscotti deliziosi e magari strozzarvici. Questa è una roba per gente determinata e senza scrupoli. Perché è così: se si vogliono raggiungere traguardi decisivi sull’internetto bisogna darci dentro, a testa bassa, sprezzando le conseguenze. Continua a Leggere

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