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From The Pampers To The Diapers – La fine non è poi così umiliante

Salve gente, come va la domenica? Io sto a casa con le bimbe. Questo è il fine settimana in cui toccano a me. Oggi dedicheremo l’intera giornata all’Olocausto. Siccome Matilde mi ha detto che a scuola, per spiegarle di cosa si trattava, le hanno fatto vedere Il bambino col pigiama a righe, ho deciso di correre ai ripari mostrandole Schindler’s List, Il pianista e Ilsa, la belva delle SS. Lunedì avrà parecchie cose nuove da raccontare ai suoi compagni di classe. Lunedì invece io tornerò a fare le mie chiacchiere con Raul, il Rottweiler della lavanderia. Quando mi chiudo nel magazzino a pesare i panni sporchi e spartirli, lui si mette seduto da una parte e mi osserva. E io gli racconto le mie cose. Vi assicuro che è quasi meglio di un analista. Forse è la reincarnazione di Lacan. Continua a Leggere

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I Revoltons e la cronaca di una storia rivoltante

Vorrei prendere con leggerezza questo mio ennesimo sproloquio riguardo un’altra metal band italiana (non avete e non ho idea di quante ne esistano!) Vorrei tentare anche solo un accenno di ironia “alla Sdangher” ma non sono mai stato una persona particolarmente solare e frizzante e penso ve ne siate accorti. Insomma, l’argomento trattato dai nostri prodi nell’album non è dei più allegri. Continua a Leggere

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Laundry Horse o come sopravvivere in una lavanderia con uno stomaco di ferro e un ferro da cavallo!

Salve sdangheri, qui è Padrecavallo. Volevo informarvi che ho trovato un lavoro. Sì, l’ultima volta che vi ho parlato di un mio nuovo impiego non è che poi mi abbia portato benissimo, ma non mi importa. Quest’anno ne ho cambiati diversi, dopotutto. Sono al quarto e sapete cosa, per quanto sia difficile crederlo quando se ne perde uno, c’è sempre un nuovo lavoro (di merda) all’orizzonte. La società ci fa credere che sia dura trovarne uno. Ci lascia a stecchetto per un po’ e intanto ci fa sentire dimenticati, poveretti, spacciati, così quando “arriva” un altro impiego non crediamo alla nostra fortuna. E non vediamo l’ora di farci rimettere il cappio e sborrare via le nostre migliori energie dietro un iter pan-meccanico per un misero pugno di dollari, come direbbe Sergio Leone. Continua a Leggere

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The Shiver, il brivido italiano! – Intervista a Federica “Faith”!

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Eccomi, in ritardo come sempre, a presentarvi un gruppo molto particolare che, pur non essendo la solita band definibile semplicemente “Metal”, ha saputo stupirmi e affascinarmi come raramente mi capita. Sto parlando dei viterbesi The Shiver, che si destreggiano in sonorità goth/dark/metal e che hanno all’attivo parecchi anni di carriera, tournee internazionali, collaborazioni importanti e alcuni interessanti lavori discografici. Continua a Leggere

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Come comprare la vita eterna su ebay!

comprare

Nell’intervista ad Alfredo Accatino  lui mi ha ricordato le storiche riviste Frigidaire, Il Male e Il Cannibale. Purtroppo non ci sono cresciuto e il solo motivo per cui poco fa me ne stavo su ebay scrollando l’elenco delle inserzioni che le riguardavano, era solo curiosità, noia e latente compulsività da shopping – che di domenica raggiunge effetti letali. Però non avrei comprato nulla. Specie guardando i prezzi. Per esempio, Frigidaire stava cinque euro a numero, più spese di spedizione di altre cinque euro e 90. Impossibile. C’erano anche stock di 20, 40 numeri e il prezzo saliva a 80 o 90 euro. Non potrei concedermi un regalo di Natale così costoso. Sono senza lavoro e a stento arrivo a 30 sacchi, mettendo insieme gli spicci vinti a Tombola e le mancette delle bimbe. Continua a Leggere

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Caro Babbo Natale – Lettera aperta di Padrecavallo al vecchio comunista della Coca-cola

portami

Caro Babbo Natale, ho smesso di credere alla tua esistenza circa… dieci anni fa. Ora ne ho quaranta e mi manca illudermi che tu esista davvero, da qualche parte del Polo Nord, con i tuoi elfi e i tuoi giocattolini fatti col legno e a misura di bambino. Non mi dire che hai anche quelli di plastica che ti chiedevo sempre, perché non me li portavi mai. Io ti domandavo i Trasformers e tu mi facevi trovare la casa di Pinocchio di legno. Io ti chiedevo una fidanzata e tu mi facevi trovare una dama. In ogni caso ora ti scrivo, anche se so che non mi leggerai, perché sei troppo occupato a consegnare i tuoi regali ai bimbi buoni, oppure perché non esisti. E in ogni caso io buono non lo sono neanche stato troppo, quest’anno. Continua a Leggere

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Gli Xenos e l’arte del filthgrinding!

Xenos

Gli Xenos, il cui nome sembraun medicinale contro il mal di testa, in realtà lo possono far venire. Questi 3hrasher siculi, nati da un’idea di Ignazio Nicastro degli Eversin sbidonano fino a far venire l’ulcera alle meningi di tutto il vicinato. E almeno ascoltando questo primo assaggio, intitolato Filthgrinder, pistano piuttosto bene. Continua a Leggere

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I morti stanno vincendo – Sulla sempre più remota speranza di un ricambio generazionale!

ricambio

Questo articolo non vuole avere nessuna pretesa se non quella di sottolineare ancora un particolare già discusso più volte. Ormai i grandi vecchi della nostra amata musica hanno raggiunto un altro piano di frequenza, penso a Lemmy e tutta la sua band storica, quindi: Philty e Eddy Fast, il nostro amato Dio (andato via ormai quasi 10 anni fa), i grandi Randy Rhoads, Criss Oliva, Jeff Hanneman, Bon Scott, Kevin DuBrow, l’indimenticato Phil Lynott, Gar Samuelson, Cliff Burton, Peter Steele, Layne Staley, Chuck Schuldiner, Warrel Dane, Scott Weiland, Piggy, Paul Baloff, Cozy Powell, Kurt Cobain, Eric Carr ma anche Keith Emerson, Greg Lake, Chris Squire, John Wetton, Jerry Garcia, Mike Porcaro, Syd Barrett, Richard Wright, John Bonham e potrei continuare. Certo gli anni passano per tutti, alcuni ci hanno lasciato davvero
troppo presto e avrebbero potuto dare ancora molto; il loro breve contributo musicale ha comunque cambiato il corso dell’evoluzione della “nostra” musica e spesso mi ritrovo ad ascoltare chi non c’è più. Continua a Leggere

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Dipendenze – Chi piange quando il male te lo infliggono gli altri?

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E alla fine pure Abbath ha deciso di disintossicarsi. Si dice che una persona deve prima cadere per potersi rialzare. È inutile andargli incontro urlando “devi guarire”, se egli stesso non si capacita del suo stesso male. Io pure ho le mie dipendenze, ma sono sotto controllo (si fa per dire), perché nei momenti in cui capisco di esagerare tiro le redini di me stesso e mi riporto su quella che ritengo la corretta strada. Che poi questa strada è una ancora più contorta è un’altra storia. Come quando mi dico “ho un serio problema con l’alcol, oggi non bevo”, per poi ritrovarmi al bancone del bar alla sesta pinta. L’importante è saperlo. Continua a Leggere

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Se Gaia si ribella – Una riflessione tra colpe e soluzioni

Il 29 di novembre su Loud And Proud esce un articolo “anomalo” scritto dal buon Maximus Doomicus. Personalmente ho apprezzato lo sforzo tanto che l’ho condiviso sul mio Cessbook. E tendo a portare stima nei confronti di chi, nonostante si diverta e cazzeggi con la musica o altro, riesce anche ad avere il coraggio per tentare di far pensare le persone, parlando di cose di vitale importanza. Continua a Leggere

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