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DecaMerdone – I dieci modi di fare più insopportabili da quando siamo in quarantena!

decaMerdone

Si discuteva nella chat segreta di Sdangher su quali comportamenti social ci stiano dando più fastidio durante questa quarantena. Dai, diciamocelo, lo stare chiusi in casa ci ha portati alla noia più assoluta e la felicità di avere PornHub gratis ha scatenato una dipendenza da pornografia che progressivamente si è trasformata in una forma acuta di depressione post-eiaculatoria. Non sappiamo più a cosa appigliarci pur di concludere la giornata senza cadere nell’ipocondria, placando il nostro dissenso con frasi fatte come: “Lo faccio per il prossimo!”, quando del resto prima rubavamo spesso e volentieri il parcheggio agli handicappati e l’euro nel carrello all’Eurospin.
Certi comportamenti social(isti), all’inizio di questo casino, ci hanno strappato un sorriso pietoso, ma dopo non so più quanti giorni che ci troviamo a fare la vita dei topi, abbiamo finito per torvarli insopportabili, al pari di una Barbara D’Urso durante la Novena di Maggio; le prime volte faceva ridere pure lei, ora però basta e avanza.

Ecco quindi noi Sdangheri, come dei novelli Boccaccio, abbiamo creato Il “DecaMerdone” dei dieci comportamenti, metallari e non metallari, che più ci hanno rotto il cazzo in questi giorni di vera e propria prigionia. Buona lettura.

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Primavera 2020 – Tre passi nella desolazione e tre nuove uscite da abbinare alle immagini!

desolazione

Inverno caldo, tutti fuori in maniche corte; e primavera fredda, chiusi in casa per la quarantena. Ah, sono tempi davvero strani, questi. Ho pure ripreso a cucinare come si deve. Mi sto rendendo conto che l’isolamento non è una cosa che capisci subito, ma uno strumento di logoramento il cui flusso è simile a un contatore della luce; una melma lenta, totalmente anti-climatica. L’unica cosa che mi resta, per venirne fuori, è ancora una volta la musica. E oggi, da chef rinato e obbligato a fare la spesa dove vendono solo due marche di birra, vi voglio parlare di due-tre di dischi che hanno molto più in comune di quello che sembra a un primo sguardo, oltre che essere terribilmente attuali. Potremmo chiamarla estetica della desolazione, o come diavolo vi pare, ma è una cosa non poco attinente con l’odierna condizione umana, primavera 2020. Continua a Leggere

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La copertina sdanghera di Marzo va a… Vincenzo De Luca!

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Stiamo passando momenti difficili, ma che ve lo racconto a fare? Pensate che mentre scrivo (24 Marzo) il giorno dopo sarà, o è stato, il mio compleanno. Lo stesso giorno di Mina mi dicono, ma io mi chiedo sempre “chi cazzo è Mina?!”. Diamine, è lo stesso giorno in cui sono nati Elton John, Aretha Franklin, Sarah Jessica Parker. E la madonna è rimasta pure incinta! Continua a Leggere

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Intanto un cavallo qui se la sta quasi spassando!

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Salve, sdangheri. Qui è Padrecavallo che vi scrive. Come sta andando la quarantena? A me piuttosto bene. In pratica nel mio box faccio la stessa vita che facevo prima. Sono misantropo, sedentario. Pensate che ho talmente poca voglia di uscire che anche prima di dovermi chiudere in casa facevo le passeggiate in casa, sul posto, con il telefonino in mano che mi teneva i passi. E lo faccio anche ora, ovvio. Tiro su i pesi, faccio le mie flessioni… Ma soprattutto leggo, scrivo, approfondisco, cago, mangio la mia biada, metto a posto la libreria, pulisco persino le superfici, ascolto death metal, suono la mia chitarra e guardo tutti i film che non ho mai avuto il tempo di vedere in passato. Per dire, ora mi sto sparando La montagna sacra di Jodorowsky e ho tutto Jean-Luc Godard che mi aspetta. Una vera pacchia, non c’è che dire. Continua a Leggere

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Il metro mentale – Riflessioni equine da una stalla in quarantena

Salve sdangheri, come state? Io mi aggiro per casa come un fantasma sovrappeso. Tutto si ricopre di polvere, tutto si ammucchia, come se non ci fossi nemmeno. Mi sforzo di andare avanti, di fare le solite cose, ma è difficile riuscirci quando là fuori non è più la solita realtà. La sensazione mi riporta al post – 11 settembre, quando era impossibile pensare a qualsiasi cosa che non fossero quei cazzo di aerei, i terroristi, Bin Laden… Ve lo ricordate Bin Laden? Potevate immaginare nel 2001 che un giorno non avreste quasi più pensato a lui? Continua a Leggere

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Io lo penso quindi ci credo – Siamo sempre pronti a mandar giù le peggiori bufale se corrispondono ai nostri pregiudizi!

Due giorni fa mi è capitata una cosa. Sono andato a prendere al bar vicino casa mia, che a detta del titolare è piuttosto frequentato in questi ultimi giorni, alla faccia del Coronavirus. E mentre sorseggiavo il mio caffè e sbirciavo l’Oroscopo del Messaggero (l’unico posto dove non c’è la parola CORONAVIRUS) ho sentito una donna dire che il “cinese” dall’altra parte della strada ha chiuso. Sono andato all’ingresso e ho guardato in direzione del negozio e in effetti così era. Mi sono avvicinato alla signora. “Wang…! ha continuato a dire lei “già da qualche tempo non entrava più nessuno. E ora ha deciso di arrendersi, poveretto”. Continua a Leggere

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Ripartire dal proprio culo – Che ne direste di una villa di lusso… a Chernobyl?

chernobyl

Ci ho provato, ho resistito quanto ho potuto in un ambiente dove altri prima di me se ne sono andati dopo tre giorni, una settimana. Il mio è stato quasi un record. Due mesi. Ma alla fine mi sono ritrovato l’altra mattina a piangere senza ragione, con le mani che mi tremavano e nascosto nel gabbiotto dove si pesano le lenzuola sporche di piscio e di merda. Nascosto dai colleghi e dalle telecamere che il titolare ha disseminato ovunque e da cui si narra che il titolare controlla i dipendenti, ogni sera mentre cena. Mentre piangevo mi ha afferrato un pensiero che è stato come la mano di una mamma, all’improvviso. Sono uscito dal gabbiotto e mi sono detto che era ora di mollare. Non mi fa stare meglio ora averlo fatto: torno nelle grinfie della disoccupazione e della depressione ma quello non era un lavoro, era una prova di resistenza in stile Ciao Darwin. Continua a Leggere

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Entropia da social – Amuchina is the new nutella biscuits

E siamo alle solite. Ci siamo accorti di quello che è successo su internet negli ultimi vent’anni anche solo aprendo un qualunque social questa mattina: da arroganti opinionisti musicali per la cacca sanremese siamo passati in meno di una settimana a menarla coi tassi di mortalità a suon di infografiche che manco il miglior virologo dello Spallanzani. E come sempre abbiamo dimenticato chi siamo. Continua a Leggere

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Dawn Of Solace – Lacrimevole abbandono ai sensi

dawn of solace

Il progetto Dawn Of Solace parte nel 2005, frutto della iper-attiva mente del polistrumentista Tuomas Saukkonen (Black Sun Aeon, Wolfheart e Before The Dawn) e dopo un disco all’attivo e 14 anni di silenzio, il factotum finlandese si ripresenta tramite la neonata Noble Demon Records con un nuovo lavoro: Waves, che segna l’ingresso nella band della fredda ma bella voce di Mikko Heikkilä. Ed è proprio questa la novità principale: infatti l’ugola lancinante di Tuomas, che nel precedente The Darkness si occupava di tutti gli strumenti, è ora rimpiazzata dal timbro pulito di Heikkilä, il quale porta anche un piccolo cambio di coordinate nello stile musicale: meno introspettivo e più diretto. Continua a Leggere

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