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La Truebrica del fantino

La Truebrica del fantino Recensioni

I Korpiklaani e quella volta della groupie nana

korpiklaani

Kulkija è il nuovo album dei Korpiklaani, uscito per la Nuclear Blast Records nel 2018.

Risorge dalla cenere (e dalla polvere) il vostro scribacchino per parlarvi del nuovo album del “Clan della foresta” meglio conosciuti come Korpiklaani.
Il sestetto finlandese torna dopo 3 anni di pausa, probabilmente utili per rimettere a posto le idee visto le ultime prove abbastanza deludenti, e riesce a sfornare un disco che ne risolleva almeno in parte le quotazioni. Continua a Leggere

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Buckcherry – Il rispetto non fa vendere dischi

buckcherry

Warpaint è il nuovo album dei Buckcherry pubblicato da Century Media nel 2019.

Sono passati già vent’anni da quando l’esordio dei Buckcherry fu accolto come un piccolo evento: il riaffacciarsi del rock’n’roll stradaiolo all’apice della stagione nu metal. Certo, contestualmente c’era lo scan rock con Hellacopters, Turbonegro, Backyard Babies, Gluecifer; ma questi erano americani, erano su major, li chiamavano a Woodstock ’99… insomma, si parlava di altri ordini di grandezza. Continua a Leggere

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I Malevolent Creation e la differenza tra Fasciana e la Lindemulder

malevolent creation

The 13th Beast è il nuovo disco dei Malevolent Creation, recensito per noi quando proprio avevamo perso ogni speranza, da Roberto Pantano.

Lui è Phil Fasciana e lei è Janine Lindemulder. Fidatevi, non sono pochi i punti che accomunano il padre padrone dei Malevolent Creation alla golosa crocerossina immortalata sulla copertina di Enema of the State dei Blink 182. Continua a Leggere

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Shocking Tesla – Invecchiare bene…

tesla

Shock è il titolo del nuovo album dei Tesla, uscito nel 2018 per UMC.

Shock è senza dubbio un titolo forte e in gran parte fuorviante per l’ultimo lavoro dei Tesla. Non si tratta di una mazzata heavy come sono stati capaci di farne in passato ma un lavoro tranquillo, persino soft, con diverse ballate e salvo due o tre episodi, pezzi dal respiro piuttosto rilassato. Quindi non si capisce cosa dovrebbe shockarci. Continua a Leggere

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The End Machine or The End Complete?

the end machine

The End Machine è il disco degli ex Dokken George Lynch, Jeff Pilson e Mick Brown uscito per Frontiers Music nel 2019.

Il ritorno dei Dokken… O meglio, il ritorno di Mick Brown, Jeff Pilson e George Lynch + cantante, suscitava la mia curiosità. Sono un vero ossessionato dalla band di Under Lock And Key, quindi, anche se dopo le ultime uscite della band con la Frontiers e i videoclip non ufficiali sulle recenti prestazioni vocali di Don, abbia perso ogni speranza di vederli risorgere up from the ashes, resto sempre uno che sarebbe capace di trascorrere due ore sul sito dei Dokken a rimirare l’intero reparto fotografico della band, magari ascoltandomi in loop Dysfunctional (1995) o persino Long Way Home (2002). Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord La Truebrica del fantino Recensioni

Necrodeath – Perseverare è diabolico!

Necrodeath

Defragments Of Insanity è l’ultimo album dei Necrodeath che uscirà il 5 aprile 2019 via Scarlet Records.

Se il titolo vi risulta un po’ troppo familiare è perché si tratta di una ri-registrazione del secondo storico album della band (ormai irreperibile) rielaborato dall’ultima formazione del gruppo.

Dato che siamo nel 2019 poi, con la tecnologia ormai nostra consigliera, compagna, amica e scopamica ci si adatta ai tempi e notiamo quindi come la frammentazione, in titolo, viene genialmente sostituita dalla deframmentazione del disc… un attimo, no, della follia. Una gran bella pensata eh? Continua a Leggere

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Ron Keel Band – A Modern Day Babalù

ron keel band

Fight Like A Band è il disco della Ron Keel Band, uscito nel 2019 per EMP Outlaw.

Se mi domandassero chi stia invecchiando meglio tra i big dell’heavy rock americano anni 80 vi risponderei i Winger, Tesla e Ron Keel. Risposta assurda, non tanto per i primi due ma sul terzo sfido qualcuno a dire, negli anni in cui esisteva ancora in formato band, che potesse cavarsela così bene in altro millennio. Continua a Leggere

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Gli L.A. Guns che non ti aspetti – The Devil You Know

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The Devil You Know è il nuovo disco degli L.A. Guns, uscito per Frontiers Music in questo anno senza dio 2019.

Gli L.A. Guns, la band che più mi ha fatto soffrire dopo la diaspora grunge: prima si sono convertiti all’alternative con Vicious Circle (a parer mio una elegante rovesciata fuori dallo specchio della porta) e poi hanno iniziato a darsi la zappa sui piedi fino a lasciarsi dei moncherini.

Quando Tracii Guns è uscito, il resto della band sembrava destinata all’oblio definitivo e in gran parte così è stato, per quanto i due lavori realizzati con il solo Phil Lewis al comando, mi dicono dalla regia che non siano poi così malaccio.
Dicono, perché io sicuro non li ho sentiti. Me ne sono tenuto alla larga.

Sorvolando sullo sdoppiamento degli ultimi anni, con gli L.A. Guns di Lewis da una parte e quelli di Tracii dall’altra (la guerra dei poverissimi che tanta malinconia mi fece, pensando a che gran band erano tra il 1988 e il 1991) arriviamo alla reunion del 2017. Ma chi se n’era accorto?

Ero talmente demoralizzato e stufo di come la band continuava a defecare sulla propria stessa carriera che nemmeno mi ero accorto del ritorno di Tracii in formazione.

E ho ignorato The Missing Peace, come un lavoro qualsiasi degli L.A. Lewis o degli L.A. Guns. Punto. Stamani ho letto recensioni abbastanza allegrotte e magari, se proprio non trovo un’arma per farmi a pezzi, domani lo sento.

E potete immaginare la sorpresa quando, attaccando questo The Devil You Know ho notato che non è affatto la solita band rabberciata e alla deriva quella che si sente nell’opener Rage e Stay Away. Ok, non sono capolavori ma io mi aspettavo una sequela di goffe punk-glam song senza un pizzico d’ispirazione e invece mi sono ritrovato in ginocchio dopo un destro-sinistro da spaccarmi il naso e farmi volar via un incisivo.

Ho pensato: ehi, quel fottuto bastardo di Lewis deve aver beccato un giovane chitarrista che sa scrivere pezzi decenti, senti un po’ qui come girano bene ‘sti riff.

E poi ho sbirciato internet e ho scoperto che c’era Tracii Guns nella line-up. E quindi al songwriting. E anche la produzione. Che non è granché, ma pazienza.

The Devil You Know non è il grande ritorno degli L.A. Guns ma un modo dignitoso di invecchiare senza sciuparsi di polemiche e dispetti, fare torsioni stilistiche disperate o ripiegare su inutili dischi di cover.

Il tempo pesa e il gruppo sa un po’ di stantio, è vero. Le scintille di Hollywood Vampires sono impossibili. Persino Vicious Circle è superiore a questo ultimo parto, ma ci accontentiamo.

Tra omaggi a Stones, Sabs e Led Zep, qualche sghembo rigurgito anni 80 e una ballad buttata un po’ via, gli L.A. Guns camminano quasi signorilmente verso la conclusione.

Le cose potevano andare molto meglio di così, ma lasciamo perdere. Tracii e Lewis di nuovo insieme, due buoni lavori in un paio d’anni. Per una volta cazzo, voglio godermela.

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Misery Index – Ritual De Lo Abitual

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Rituals Of Power è il nuovo album dei Misery Index, uscito per Season Of Mist nel 2019.

I Misery Index mi sono simpatici e anche Lord Erik Rutan, che gli ha prodotto questo Rituals Of Power. L’album non è nemmeno niente male, tenendo presente quello che passa il convento. Ciò vuol dire che non è una cosa esaltante ma dignitosa. Il tiro è innegabile, una certa passione genuina per il genere death-grind pure, ma non riesco proprio a immaginare, come dice un tipo su Metalitalia, che la tikketetrackete, nella seconda parte così insolitamente melodica (anche se è giusto una rimasticazione di Orion dei Metallica) faccia esplodere il cuore ai metalheads!!!! BUUUUM! Metalheads in terra con pezzi di cuore appiccicati alla lingua penzolandia. Continua a Leggere