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Articoli La Truebrica del fantino Recensioni

L’attrazione fatale per certi felini – I Lion e Dangerous Attraction!

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No, non è un articolo su Tiger King, l’incredibile documentario che potete e dovreste vedere su Netflix. Qui parliamo dei Lion e di Dangerous Attraction. Un disco che mi ha accompagnato dal 1996 a oggi, finendo per essere la colonna sonora di alcuni momenti salienti della mia vita ed emblema della costante dissociazione col mio proprio tempo (my own time).

Il mio tempo, già. Quando diciamo una cosa del genere di che cavolo parliamo? Tradizione vuole che nel 1996, se hai diciotto anni e non sei ancora riuscito a scopare, ti ascolti Jeff Buckley, gli Smashing Pumpkins o magari qualcosa di più heavy-romantico-necrotico, come i Type O’ Negative o i Paradise Lost.

Se decidi di sublimare l’autoerotismo vai su un live dei Manowar e se concludi che la tua castità è colpa delle donne, ecco Domination dei Morbid Angel. Se invece sei uno davvero tagliato fuori da tutto e non cerchi giustificazioni ma vie di fuga, allora ascolti Dangerous Attraction dei Lion e ne trai energia che nutra il tuo bisogno disperato di riscossa e di un futuro cristianamente migliore. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord

Furia cavallo del nord – Tra Furia e turia… ma ci sono anche i Griftheskymfning!

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L’isteria per il virus non totalizza più il naturale flusso delle conversazioni. La gente si assembra sulle spiagge alla faccia della Protezione Civile e la ripresa del campionato con l’accelerata a una giornata ogni tre giorni, ha riconquistato le vie cerebrali del maschio italiano in poco tempo. Ovviamente in questi mesi caldi, escono pochi album e a volte hai la strana (iniziata al tempo del lock-down) percezione che ascoltare le novità non sia nient’altro che una pratica morta.

Però qualcosa si muove lo stesso, e rovistando in quel bidone di immondizia che è internet e YouTube scopri, per esempio, che c’è Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord

Strategie evolutive – Tre validi motivi per ascoltare ancora musica metal

evolutive

I dischi che mi sono pappato di recente mi hano fatto pensare a tutti i validi motivi per cui una persona di quarant’anni dovrebbe ancora ascoltare musica metal nel 2020. E ne ho trovati pochissimi, ma validi. Tutto quello che ci galvanizzava anni addietro è stato in qualche modo spazzato via dall’inesorabile appropriazione indebita che l’egemonia culturale ha fatto di ciò che rendeva la musica metal degna di essere vissuta, e non solo ascoltata. Qualunque spinta di rottura è stata fagocitata senza chiederlo, digerita male, e risputata in forma di pensiero comune; insomma, la folle idea che oggi il metal possa ancora mandare in corto il sistema è veramente una roba da illusi. Tra l’altro, a patto che non viviate sulla Plutone, non è difficile rendersi conto che pure il politicamente scorretto (con cui il metal ci andava a nozze, nei sui momenti migliori) è, a oggi, una forma mentis totalmente codificata e istituzionalizzata, con buona pace di chi ancora si ostina a fare della militanza politica con le chitarre elettriche. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord

Furia cavallo del nord – La prima rubrica equina dedicata al black metal e all’estinzione!

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Quarantena senza fine.

Passano gli anni e le cose cambiano, senza accorgersene. Maturano, e poi magari non puoi nemmeno immaginare come invecchieranno, ma nel frattempo si manifestano per ciò che sono. Succede anche con quello che meno te lo aspetti, tipo la musica dei Serpent Column, che mi ha colto non poco alla sprovvista. Li ho lasciati perdere per tre anni, dai tempi di Ornuthi Talassa e oggi me li ritrovo con questo Endless Detainment, a suonare come potrebbe farlo un’architettura post-moderna sommersa da bidoni e bidoni di pece. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Myrkur, Branduardi e le seduzioni che ci fanno naufragare

myrkur

In questo periodo sono come un vaso troppo pieno. Troppe notizie, troppa musica, troppi input in generale da una parte o dall’altra. Che poi la sensazione è più complessa facendomi sentire saturo di tutto ma allo stesso tempo incompleto e desideroso di scoprire altro. Con la lettura; con la mia scrittura acerba e zoppicante di concetti e intenzioni e certo, perché no, anche con l’ascolto. Come forse mi è già capitato di scrivere nella stalla equina di Sdangher, sono probabilmente il ronzino dei ronzini; non sono molto frizzante neppure quando si tratta di interagire nel gruppo segreto degli Sdangheri. Continua a Leggere

Articoli Furia Cavallo del Nord Recensioni

Burzum – Thulean Mysteries è il disco giusto al momento giusto?

Thulean Mysteries

In un certo senso, Thulean Mysteries è il disco giusto al momento giusto. Mi capita di concedergli diversi ascolti proprio in questi giorni di isolazionismo globale e di continui rimbalzi di parole al limite del survivalismo che leggo dappertutto; cose che, piuttosto ironicamente, il signor Vikernes pratica con un certa perseveranza già da molti anni, ormai. E l’album suona, altrettanto ironicamente, molto simile ai suoi migliori momenti composti in carcere. Ma da uomo libero, solo con un tempismo perfetto. Continua a Leggere

Articoli La Truebrica del fantino Recensioni

Harem Scarem – Perché diavolo così pochi li ascoltano?

harem scarem

Credo che poche cose siano noiose come le recensioni dei dischi degli Harem Scarem. Beninteso, non i dischi. Le recensioni, proprio. Cercatene in italiano e in inglese, sul web o sui cartacei, da vent’anni a questa parte. Accanto a un più o meno estensivo track-by-track troverete sempre i seguenti quattro o cinque concetti: 1) i refrain vincenti e gli hook sparsi per ogni dove; 2) la voce pulita di Harry Hess e le curatissime armonie vocali; 3) gli scattanti riff e i brucianti assoli di Pete Lesperance; 4) Mood Swings-miglior disco hard melodico-degli anni ’90-e anche oltre; 5) l’indignazione per la loro mancata ascesa a superstar; 6) nei più storicamente avvertiti, la lamentazione per cui “ah, se solo fossero arrivati qualche anno prima! Negli ’80 avrebbero fatto i multiplatinum ecc. ecc…” Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

HyperioN – Dentro al Maelstrom!

hyperion

Una copertina con un artwork “spaziale” che sembra uscita dagli anni ottanta racchiude una piccola chicca che ho amato da subito (ho poi saputo che è opera dello stesso artista che cura le illustrazioni degli ultimi dischi degli Iron Maiden, tra le altre cose). Con un nome molto simile a quello di una band svedese dedita a un black metal lontanissimo dalle cose proposte qui e un titolo che mi ha incuriosito, ho avuto la mia piccola, travolgente epifania di sano metallo tricolore. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Il Kvelertak sapranno essere rilevanti nel nuovo decennio come lo sono stati in quello precedente?

kvelertak

l Kvelertak sapranno essere rilevanti nel nuovo decennio come lo sono stati in quello precedente? Già, rilevanti lo sono stati, ché un tour di supporto ai Metallica non si regala al primo che passa; eppure sembra essergli mancato qualcosa per affermarsi fino in fondo. L’abbandono del frontman e gli ultimi anni di silenzio discografico hanno fatto seguito a un disco buono nei suoi rimandi classic metal, ma un po’ introverso e poco spumeggiante, come Nattesferd del 2016. Continua a Leggere

Articoli Film Sdangheri Recensioni

The Color Out Of Space è il miglior adattamento da Lovecraft degli ultimi vent’anni!

richard stanley

Fare film su Lovecraft dev’essere molto, molto difficile. Ci hanno provato tutti quelli che amano un certo tipo di horror, spesso con risultati imbarazzanti, in special modo quelli che hanno azzardato nel volerne fare una fedele trasposizione cinematografica. Avete presente robacce tipo Dagon? Ecco, quelle. Anzi, il grande paradosso è che probabilmente i più riusciti film lovecraftiani mai fatti non volevano esserlo, e che quindi non è raro scovare Providence anche dove non te lo aspetti; per me, ad esempio, La Casa Dalle Finestre Che Ridono rimane a oggi la più riuscita trasposizione cinematografica dell’Ombra Su Innsmouth, e senza mai scomodare gli Antichi. Continua a Leggere

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