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Doomsday

Doomsday Furia Cavallo del Nord Recensioni

LaColpa – Post Tenebras Lux

LaColpa – Post Tenebras Lux 21/12/2021 Brucia Records

L’umanità è solo un errore di Dio.

Questa è la frase con il quale si conclude Post Tenebras Lux, album dei LaColpa.

Un altro errore sarebbe per l’ascoltatore medio approcciarsi a questo album pensando di trovarsi alle prese con un normale disco  scegliere sotto genere a caso-metal.

Già con il precedente Mea Maxima Culpa io stesso commisi lo sbaglio di credere che stessi ascoltando un disco metal. Ci provai pure a dargli un tag. black, death, sludge. A una certa pensai che forse era un po’ di tutto… e forse un bel niente.

Qualcuno, prima di cliccare play (o dopo non ricordo) mi disse: “forse è meglio pensarlo come un disco drone/noise. Il martirio della carne come richiesta del perdono dell’uomo a Dio per le colpe da noi commesse e roba del genere”.

Non un album satanista in cui l’uomo insulta Dio per i suoi peccati nei confronti dell’umanità, ma una richiesta di scusa verso l’altissimo per come noi uomini ci siamo comportati con lui.

Una processione dei Flagellanti che oltre a fustigarsi e sputarsi addosso, suonano (non)metal.

Un disco “metal”  lo sarà fino a quando noi definiremo tale una traccia con chitarre  pesantemente distorte.

Col Padre Cavallo mi confrontai tempo fa su come il pubblico ha certezze solo quando ha un album costruito con un minutaggio preciso, di 30/40 minuti al massimo, 8/10 tracce, costruite tutte con lo stampino in una scaletta ben posizionata per calibrare il movimento del collo.

Infographics for everything! Metal styles explained. | Power metal, Music jokes, Death metal

In Post Tenebras Lux ne abbiamo quattro di lunghezza variabile (45 minuti totali circa) completamente destrutturate, con una scrittura più vicina come detto al drone noise. Niente assoli, riff (questi maledetti riff chiesti a gran voce da una vita).

Ma cosa sono i riff poi? Ci servono veramente? Il metal si misura in base a essi? E gli assoli? Ma lasciamoli agli sciovinisti del power metal, che qui di corse sulla chitarra non ne trovo proprio.

A me le tracce del nuovo LaColpa sembrano più come una suddivisine arbitraria in segmenti di una sola grande jam in studio, nata con l’idea di registrare su disco la follia che può nascere dopo mesi di isolamento totale. Se l’isolamento avesse un suono sarebbe quello di Post Tenebras Lux, ok?

Per chi ha già sentito il loro primo lavoro, se ne dimentichi. Se siete troppo abituati al metal, disintossicatevi prima da quel concetto. Se invece la parola metal non ha più senso, allora siete pronti per il nuovo album dei LaColpa.

Il 21 Dicembre è il solstizio d’inverno. Se sarò di nuovo rinchiuso in casa, le mie mura saranno una foresta, e questo disco il rito che vi officerò.

Doomsday Recensioni

Avatarium – Avete ballate doom metal?

Avatarium

Leif Edling! E potrei anche fermarmi qui… Quando si nomina il bassista e uno dei membri  fondatori dei Candlemass, band seminale per tutti quelli che si vantano di ascoltare Doom Metal, si è già praticamente detto tutto. Il vate però non è più della partita. Ha lasciato il gruppo nel 2017, quindi il nuovo album non era certo fondato su una personalità così grande. Continua a Leggere

Doomsday Recensioni

Tenebra, cosa sei?

Band heavy doom di Avellino, La Janara debuttano con Tenebra, album uscito per Black Widow Records a due anni dall’omonimo EP.

La Janara è una bella realtà. Prendete i riffoni dei Black Sabbath anni 80 e infilateli in un disco di De André. Avete fatto? Bene. Ecco qui. Continua a Leggere

Doomsday La Truebrica del fantino Recensioni

Sunn O))) – Life Metal

Sunn O)))

Life Metal è un disco dei Sunn O))) pubblicato l’Aprile 2019 dalla Southern Lord

Ricordo gli anni passati, quando se dicevi a un metallaro che ti piacevano i Sunn O))), innanzitutto te li pronunciava male e poi aggiungeva qualcosa tipo “ma quello è solo rumore”. Poi i tempi sono cambiati, e oggi a quei metallari i Sunn O))) continuano a non piacere, però sono arrivati gli hipster e i post metaller che hanno rivalutato la band come rivoluzionaria nel genere (qualcuno forse si è ricordato anche degli Earth, ma non mi fiderei molto di quella gentaglia). Continua a Leggere

Doomsday La Truebrica del fantino Recensioni

Ataraxie – Résignés

Ataraxie - Résignés

Résignés è un disco degli Ataraxie prodotto in vinile e cassetta dalla XenoKorp, mentre in doppio cd dalla Deadlight Entertainment.

Sembra l’inverno abbia deciso non lasciarci ancora, colpendo dove fa più male il mio già fiacco sistema immunitario. E mentre fuori la pioggia cade a intermittenze disturbanti, perché non arricchire la propria giornata ascoltando del buon funeral doom metal? Continua a Leggere

Doomsday Recensioni Ruggiti e Nitriti

Corrupted – Paso Inferior

In realtà non dovrei neanche scriverla questa recensione, poiché in ritardo di ben ventidue anni. Però non è normale scrivere su Google: Corrupted – Paso Inferior recensione, e trovare come unico risultato Metallized. Mi tira il morale più a terra di come quando vado su Pornhub, scrivo Evil Angel, e mi ritrovo come risultati giusto due clip nuove da cinque minuti senza Joanna. Continua a Leggere

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Gli Old Man Lizard e la natura dei sottogeneri

old man lizard

Ogni genere (o sottogenere, che per me sono solo altri generi) ha la licenza di uccidere qualche aspetto del buon gusto. Ci sono i blackster che possono pisciare sul nostro bisogno di armonia e buone produzioni musicali, i doomster invece ci scartavetrano impuniti i coglioni con ritmiche lente e ossessive e prendono a pedate il nostro sogno di freschezza suonando i soliti vecchissimi accordi dei Black Sabbath e magari facendoli più lenti o più lenti ancora. Ci sono i powerster che strangolano il nostro richiamo all’ austerità con dei cori e ritornelli gioiosi oltre ogni spiegabile sfera della psiche e i thrasher che martellano sulla nostra brama di varietà con riff a ripetizione abbastanza simili tra loro ma dalle varianti ritmiche attaccate volutamente a cazzo.  Continua a Leggere

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Loimann – zuppa di vetriolo!

loimann

A Voluntary Lack Of Wisdom è un disco del 2018, realizzato dai Loimann. (non fateci caso, è roba per il SEO)

I Loimann sono italiani e fanno stoner/post-doom. Ehm… post-doom? Ovvero? Mi sono perso qualcosa? Da quando il doom è stato bypassato? Capisco il post-black quando si fa sempre black metal ma senza il facepaint e cinturoni finti in vita. Ma i Doomster che fanno doom dopo il doom a cosa rinunciano? Alle canne? O all’intransigenza? O al pessimo umore?

Non so. Ho come l’impressione che da quando le band si sono messe a fare il lavoro dei giornalisti-etichettatori abbiano incasinato ancora di più tutto quanto. Post-doom? Chi lo dice, cari Loimann che voi fate post-doom? E se invece io vi dicessi che forse davvero c’è un po’ di stoner ma siete più sulla slitta per la palude che per la terra di babbo Natale? (gioco di parole intraducibile tra sledge-slitta e sludge-genere musicale caratterizzato dai riff lenti del doom e le linee vocali urlate come nell’hardcore).

Non vorrei fuorviare i lettori. Sto qui a incasinarmi la vita con la faccende di quello che dicono di fare o non dicono di fare i Loimann quando l’unica cosa che conti è ciò che fanno per davvero i Loimann. O quello che IO ho percepito essere vero di ciò che fanno.

I Loimann suonano una roba vicina ai primi Mastodon e i Baroness di Blue Album e Red Album. Poi ci sono anche delle fiarate black metal a tradimento che mescolano un po’ le carte. I brani hanno spesso una struttura un po’ randagia che fa tanto prog-qualcosa. Il disco ha una produzione che convince per l’impatto ma non è così perfetta sulle vocals. Ci sono melodie stupende qui e là, ma non escono mai prepotenti su tutta la bolgia. Sembra che provengano dalla stanza a fianco. 

Tolte queste lagnanze bisogna dire che A voluntary Lack Of Wisdom (titolo bellissimo, qualsiasi cosa voglia dire) è una specie di perenne crepuscolo uggioso in cui non c’è proprio scampo per un briciolo di ottimismo. Vi consiglio di ascoltarlo in poltrona, di fianco al caminetto acceso, con in mano una bella tazza di cioccolata calda e una coperta a scacchi di lana a coprirvi le ginocchia intirizzite. Sentitevi l’incipit masticamacigni di V.E.T.R.I.O.L. o magari l’enfasi melodica di Mass Redemeer per rendervi conto di quanto questi tre fringuelloni di Turìn sappiano il fatto loro in termini di reali atmosfere natalizie. 

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