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La meteora di capodanno e le tante meteore del metal

Forse non lo sapete ma qui nella bassa modenese si è svolta da poco la caccia ai frammenti di quella meteora caduta vicino al fiume Secchia a capodanno. La rete Prisma del nord Italia – un sistema di telecamere in grado di avvistare i corpuscoli celesti e che consente agli scienziati di calcolarne la probabile zona di caduta – ha indirizzato gli studiosi, gli appassionati o i semplici curiosi (tra i quali me medesimo) verso l’argine del suddetto fiume. In realtà a dare “la stura” è stato ritrovamento di due frammenti da parte di un fortunello della zona che si trovava a passeggio con il cane. Dopo questo avvenimento un discreto numero di persone delle più disparate categorie si sono avvicendate nella zona, perlustrandola palmo a palmo. Continua a Leggere

Interviste Sdanghere

Fabio Giovannini – La faticosa strada dello scrittore indipendente

giovannini

 

Sono cresciuto con i libri di Fabio Giovannini. Da ragazzino, ai primi anni delle superiori, fotocopiai il suo saggio sui Serial Killer e lo appiccicai nelle pagine del mio diario, così da poterlo leggere e compulsare ogni volta che mi fosse venuta a noia la lezione (e accadeva spesso). Praticamente lo imparai a memoria. Devo a Giovannini la scoperta di Pete Walker e il suo geniale sceneggiatore David McGillivrey. Nella biblioteca della mia scuola trovai anche il suo testo su Cyberpunk e Splatterpunk. Lo prendevo in prestito spesso e me lo leggevo e rileggevo. E alla fine non avevo subito collegato il suo nome a questi due libri. Mi interessavano gli argomenti e meno chi li avesse scritti. Poi mi accorsi che quelli e altri testi che avevo in casa erano scritti da lui. Ecco, tanto per farvi capire quanto è stato importante per me strappargli un’intervista, cosa che non concede a chiunque.  Continua a Leggere

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Metal tecnico vs metal elegante – Cafoni contro gentleman!

cafoni

Da sempre, e per alcuni per sempre, la musica metal è uno sfogo quasi fisico, una valvola dove convogliare frustrazioni di una vita mediocre, rabbia accumulata per un lavoro miserabile e poco gratificante, rapporti sociali al limite della paranoia, un quotidiano non appagante, condizione comune per tante persone. Ecco che, schiacciato il tasto “play”, tutto quel mondo resta fuori dalle orecchie, dal cervello e dal cuore, e immergendosi nelle note musicali, si penetra dentro un altro universo, che regala sollievo e consolazione temporanea. Continua a Leggere

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Metal e Politica – Non solo una questione di riff!

politica

Recentemente mi è passata sotto il naso una vecchia copertina di Metal Shock! (anni 90, o giù di lì), in cui campeggiava un titolone riguardante un concerto di Slayer e Sepultura insieme, due band che, con tutti i distinguo del caso, hanno sempre avuto ispirazioni politiche diametralmente opposte. In qualche modo, quella copertina mi ha ricordato come il metal, nei suoi momenti migliori (e con le persone giuste) possa andare oltre le sterili barriere ideologiche, e come puntellarsi sulle divergenze porti inevitabilmente a perdere di vista la finalità di tutta una cultura. Continua a Leggere

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Lunga vita ai Mortem e alle anime nere risorte!

mortem

Come ogni anno, immancabile come la Signora con la Falce, arriva quel vento di nostalgia a far rabbrividire la mia schiena. È un conforto che non tutti si possono permettere, ma tanto basta a farmi sentire vivo, che è già una (s)fortuna. Fine decennio, fine di un ciclo, fine: che bel suono che ha questa parola. E invece no! Ho iniziato da poco un nuovo progetto musicale, ho una creatura in gestazione e ho un sacco di energia e determinazione che mancavano da tempo, quindi è arrivato il momento di riprendere la tastiera sotto l’ascella, profumarla per bene e poi scrivere qualcosa per smentire le voci sulla mia mummificazione, come punzecchiava il buon Padre Cavallo Feldmaresciallo Franz Sieg Heil Ceccamea. Continua a Leggere

Interviste Sdanghere

aTeofania – “Quando penso al mio pubblico penso alla vergogna”

ateofania

La depressione in ambito estremo sta raggiungendo picchi preoccupanti. Siccome a Sdangher ci piacciono i tipi allegri, abbiamo scambiato due nitriti e qualche chiacchiera con Abamon, leader del progetto aTeofania. Parleremo di cose vivaci e rinfrancanti, tipo la morte, la disperazione e le conseguenze del bere acqua dove ha defecato un serpente. Ah, no, questa cosa mi sa che l’ho trattata con i Putrefaction Vaginaz. Ok, divertitevi, che come dice sempre Hannibal Lecter, “La vita è un mozzico!” Continua a Leggere

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I Camel e i metallari coraggiosi o del fatto che non si vive di solo heavy metal!

camel

L’heavy metal è una presenza quotidiana, costante e irrinunciabile nella mia vita, ma è soprattutto musica generata da altra musica, spesso ignorata da molti di voi per discutibili ragioni. In me si è insinuato nel tempo uno spirito avventuroso, che mi ha permesso di scoprire tanta grande musica, abbattendo inutili barriere culturali e stupidi luoghi comuni. Mi sono quasi immedesimato negli stessi musicisti che negli anni d’oro hanno fatto grande l’heavy metal, andando a ritroso nel tempo e rispolverando i loro ascolti giovanili. Un viaggio temporale che mi ha dato l’opportunità di scoprire correnti, stili, musicisti e dischi tanto straordinari quanto tristemente ignorati dalla massa o da un certo tipo di pubblico, oggi appannaggio di pochi intimi. Continua a Leggere

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BILANCIO DEL METAL DECENNIO – I GRANDI ANTICHI

grandi antichi

(seconda parte, la prima era qui)

ROCK OF AGES

Il criterio per ordinare questa ricognizione decennale di uscite sarà anagrafico, nella convinzione che le condizioni materiali che sottendono alla produzione di un’opera artistica differiscano in caso si sia vecchie glorie alle ultime cartucce, artisti di mezz’età più o meno ancora in forma o giovani leoni affamati di gloria e ricchezza, per quanta si possa ottenerne in epoca di streaming, coda lunga, consumi di nicchia e mercati divergenti. Continua a Leggere

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Xenos – Un buon disco che poteva essere ottimo

xenos

Cari equinidi di varia foggia, oggi ho tra le mani il lavoro di un gruppo che mi lascia un po’ l’amaro in bocca, di quelli che è difficile elogiare nonostante trasudino metal a ogni solco. A dispetto di una copertina “odontoiatrica” che non mi ha impressionato più di tanto (ma devo dire che le due immagini speculari di una radiografia dentaria si faranno ricordare per un po’ come idea decisamente originale) questo progetto del bassista degli Eversin risulta essere un disco di thrash simpatico, interessante ma penalizzato da una produzione grossolana e mancante di quel tocco in più che lo avrebbe reso un piccolo capolavoro. Continua a Leggere

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