Articoli

Canzoni non metal che sono metal (the italian Files, part II)

Tremate, tremate! Le streghe son tornate! Torna la rubrica che ha compromesso la reputazione di un blog che già di suo si propone di parlare di “fica, clisteri, metallo, metallo, metallo e metallo e poi metallo e clisteri, baffi, cuoio, donne muscolose”. La rubrica che i lettori più avveduti hanno definito un compendio di stronzate mega-galattiche.

Are you ready for some darkness? Torna…

Canzoni non metal che sono metal (the italian Files, part II) Continua a Leggere

Articoli

L’indiscutibile senso morale dei metallari e le sue contraddizioni in dodici punti salienti!

Avere un senso morale e fare moralismi sono due cose ben diverse. Il primo, se lo si ha, rispecchia un comportamento, un modo di essere in mezzo agli altri. Il secondo, il più delle volte si pratica sulla tastiera, con le dita o al più in qualche sala d’attesa, tra una chiacchiera e l’altra.

Ormai siamo tutti frammentati in tanti micromondi e spesso proprio le passioni ci relegano in nicchie e contronicchie in cui stare tappati, al sicuro, a respirare le proprie scorregge a vicenda. Continua a Leggere

Articoli

As I Lay Dying Dong Dang! Tutto ma proprio tutto ma invece niente sul nuovo disco!

as i lay dying

Gli As I Lay Dying sono una band metalcore tra le più discusse degli ultimi anni. Ovviamente non per motivi musicali. Sapete cosa, fatico a credere che questo gruppo abbia dei fan italiani. Noi siamo fessi, ma con le tendenze metalcool ci siamo fermati agli Slipknot… e stiamo parlando di un concilio infinito sulla loro presunta metallitudine che dura anche adesso. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord Recensioni Supernatural Horse Machine

Darkult al quadrato (Darkult – Darkult)

Questi Darkult sono una giovane band californiana. Hanno registrato due demo, uno nel 2014 e l’altro nel 2015. Quello del 2015 l’hanno intitolato “Demo II 2014” il che lascia intendere che hanno dimenticato di rinominare il titolo prima di pubblicarlo, però funziona bene come memo. Genialata.

Darkult (questa volta è il nome dell’album) è un album “checcacchioè”. Comincia thrash, si sviluppa death, elementi heavy qua e là e voce da dimenticare. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Gli Hellyeah augurano un buon ritorno a casa!

Sulle grezze pareti del mio antro, tra ruote a raggi, improbabili parti di ricambio per motori e latte di vernici dalle tinte decisamente opinabili, trovano posto diverse fotografie che mi ricordano i grandi che non sono più tra noi, quei musicisti che nel tempo ci hanno lasciati ma che, a mio parere, hanno cambiato la faccia del metal e del rock in generale. Un posto in questo muro dei ricordi lo ha Vinnie Paul, ex Pantera morto a soli cinquantaquattro anni per una malattia cardiaca, lasciando un vuoto enorme nell’ambiente. Continua a Leggere

Pascolando

El Gran Botellòn – Inutile urlare salviamo il pianeta e poi ubriacarsi a merda e stuprare alberi innocenti!

Botellòn

Avere trent’anni, ma provarci ancora. Sono sopravvissuto al terzo Botellòn ed è inutile che faccio l’elenco di ciò che ho bevuto. L’unica serata dove arrivo con un’unica birra… ok due birre, però carico di buoni propositi, ed esco ogni volta distrutto appoggiato a un angolo ficcandomi le dita in gola, perché ho gli acidi dello stomaco che ballano la macarena. Continua a Leggere

Articoli

Pay to Play – Ultima spiaggia del Music Biz?

pay to play

Pay To Play: una storia vecchia

Il “pay to play” è un fenomeno presente in diversi ambiti e che ha dato vita a ramificazioni piuttosto complesse da analizzare. Oggi ci vogliamo occupare di quello musicale, che tanto sta facendo parlare di sé e che esisteva già in una sua forma nella scena rock losangelina degli anni ’80. Funzionava così: consapevoli dell’esplosione della musica rock e della presenza di molte giovani band vogliose di sfondare, parecchi locali lasciavano utilizzare la propria venue per concerti rock. Questo avveniva a patto che i rocker in erba, di solito alla ricerca di un contratto discografico, fossero in grado di trasformarsi in una sorta di piccoli promoter del proprio gruppo. Se il complesso vendeva o faceva piazzare un numero minimo di biglietti, la data nel locale, più o meno prestigioso, andava in scena e per il reciproco interesse.
pay to playI gestori dei locali, gli agenti intermediari e i gruppi emergenti, avevano tutti la loro fetta della torta ma la ricompensa della band era la visibilità, una “exposure” che, negli anni ’80, a Los Angeles, aveva un senso e prospettive ben diverse da quelle attuali. Allora c’erano davvero gli scout delle major a sondare sul campo i nuovi talenti su cui investire. Era un po’ come nel calcio, quando i nostri dirigenti dei club di Serie A (che lo fanno ancora ndA) andavano in Sudamerica a seguire le partite minori del campionato brasiliano per scovare i nuovi Zico e Falcao. Peccato che gli scout delle label (e i dirigenti sportivi) non fossero sotto il palco (o sugli spalti nei piccoli stadi) per ogni concerto (o partitella di calcio), frantumando così i sogni di molti giovani artisti (o calciatori) di belle speranze. I gestori dei locali ovviamente facevano il loro interesse e ce li immaginiamo come dei volponi a raccontare la fiaba del film Rock Of Ages (il sogno americano dei rocker) a ogni aspirante stella del firmamento musicale.

Dalle stelle alle stalle

Nell’attuale mercato discografico, e non stiamo di certo scoprendo l’acqua calda, i dischi vendono pochissimo, il music biz è dominato dalle vendite digitali e, di norma, gli album si ascoltano grazie ai servizi di streaming come Spotify, attraverso il download illegale o su YouTube, canali che tolgono altri soldi a quello che una volta era un mercato piuttosto florido. Sono rimasti un po’ di “old schooler”, che comprano ancora gli album su supporto fisico, dei più elitari “audiophiles” e quelli del cosiddetto “ritorno del vinile”, ma non sono che una piccola fetta della torta stando alle ultime statistiche sulle vendite in ambito musicale suddivise per supporto o piattaforma. Anche nel “music biz” contemporaneo resiste ancora la citata forma di “pay to play”, particolarmente diffusa negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma la più discussa e per molti versi discutibile versione di questo fenomeno la cominciamo ad analizzare insieme dal prossimo segmento.

Continua a Leggere

Articoli

Greta Thunberg e la tendenza vegana dei metallari

greta thunberg

Non sorprende che Greta Thunberg, personaggio celebrato e lapidato dal neo(social)ismo proletario, sia diventata un fenomeno metal. Il suo famigerato discorso alle Nazioni Unite (“mi avete rubato la gioventù”) è stato ripreso dal batterista John Meredith e trasposto in chiave metallara. Lui ha doppiato la voce della ragazzina in chiave growl, e sotto ha messo un arrangiamento metallaro in stile swedish death old school. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Opeth – Un ottimo disco se si guasta il cd delle ninne nanne per i pargoli

opeth

Cari centauri, cavalli ed equini tutti, oggi mi farò molti nemici lo so, ma voglio dire due parole a proposito dell’ultimo degli Opeth (e temo che saranno parecchi coloro che non gradiranno). Ovviamente me ne frego perché sono una possente creatura mitologico-meccanica e ho scorte per barricarmi degli anni nella mia officina, bevendo come una spugna e lanciando ricambi contundenti ai potenziali assedianti. Continua a Leggere

Iscriviti alla Mailing List di Sdangher
Inserendo la tua email, acconsenti al trattamento dei tuoi dati personali.