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Alla ricerca dei Caught In The Act e ricordando i consigli dello zio Fuzz

Io riuscirò a vedere gli angeli quando voleranno sul mio mondo – Angels dei Guild Of Ages

Dedico questo pezzo a Francesco “Fuzz” Pascoletti

Parliamo un po’ dei Caught In The Act. Prima però bisogna specificare che per una volta, per questo mio articolo non posso contare sulla “rete” di sicurezza di wikipedia o di Encyclopedia Metallum. Non ci sono schede più o meno dettagliate su di loro e se digitate il nome Caught In The Act, con molta probabilità troverete un sacco di notizie su questi tizi. Continua a Leggere

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Quando gli Aerosmith finirono nel mondo degli specchi – Speciale su Done With Mirrors

done with mirrors

“Pensavamo, adesso facciamo uscire Done With Mirrors e torniamo grandi come una volta. Poi il disco uscì e capimmo che non sarebbe successo” Steven Tyler (o Joe Perry, uno dei due l’ha detto, lo giuro)

Ehi cazzo, è la prima volta che parliamo di Aerosmith su Sdangher, mi sa. Sì, dovrebbe esserci un pezzo su Steven Tyler caduto dalla vasca ma non so più nemmeno se è rimasto in archivio. Di sicuro non abbiamo mai scritto sulla musica degli Aerosmith e cominciamo con uno dei momenti più controversi della loro storia, come è tradizione della nostra stalla rumorosa. Continua a Leggere

Pascolando

Sanitize My Humor – Come sanificare il divertimento

Apro facebook e mi capita in home un post di uno dei miei “registi” amatoriali preferiti. Dico regista, perché non saprei quale termine meglio usare per definirlo. Dicevo, mi è capitato un suo post, che normalmente passerei perché ho uno scarso livello d’attenzione, in cui rimandava al suo patreon. Cercava soldi? No, era solo mega post. Una lettera di scusa verso i suoi supporter che diventa uno sfogo sull’attuale situazione mondiale vista dagli occhi di una nazione che vive a modo proprio la pandemia attuale (lui è canadese), per poi tornare al suo argomento cardine: la comicità. Continua a Leggere

Pascolando

Dopo il loffio Hard Rock Magazine, in edicola arriva RRAZORR!

rrazorr

Quante gliene abbiamo dette a quelli di Hard Rock? Tante e tutte meritatissime. Mentre ce ne stavamo lì a tirare pietre al signor Coniglio, come qualsiasi peccatore che si rispetti, Fuzz Pascoletti escogitava RRAZORR!

Che tipo di rivista sarebbe? Per ora un allegato di 30 pagine a Classix Metal. Un numero zero come Paskow ne fece quando partì con Psycho! da cui tentò di lanciare anche Diablo, ahimé abortendo subito, e di Classix. Continua a Leggere

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Conta la sopravvivenza della musica, non il cazzo di formato!

formato

Cari amici del metallo, eccovi un incubo cybernetico che neanche i Voivod dopo un’indigestione da faciolata: immaginate un giorno in cui il disco, il CD e la musicassetta, sono improvvisamente colpiti da un cattivissimo raggio laser. Bam! Il fiotto di luce corrosiva li priva di consistenza fisica, trasformando tonnellate di plastica, vinile e ancora plastica in un blob di sostanze gassose e olezzanti, che si alzano nell’atmosfera già intasata di venifici intrugli scorreggiati delle cattivissime nemiche del thrash-core anni 80: le multinazionali. Continua a Leggere

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La svolta slasher metal di Alice Cooper (1985-1988)

Alice Cooper

Voglio fare la colonna sonora di Nightmare on Elm Street – Alice Cooper nel 1986 o giù di lì

Uno dei miei articoli più accorati pubblicato su questo blog, parla di un disco di Alice Cooper che si intitola DaDa. Lui nemmeno si ricorda di averlo realizzato, è il batuffolo di ovatta che assorbì l’intera merda in cui si era ficcato Mr. Cooper, tra droghe, depressione e carriera a picco tra il 1981 e il 1984.

DaDa uscì nel 1983 e non vendette un cappero. Non ci fu nemmeno un tour a supporto. Tre anni dopo, Alice Cooper tornò sulle scene ripulito, con un nuovo contratto discografico (MCA) e un partner portentoso, Kane Roberts. Continua a Leggere

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La nuova attitudine del metallo parrocchiale

Di recente mi è stato consigliato di leggere Il paradosso della tolleranza. Lo conoscevo già e trovo che confermi ciò che penso: la libertà non esiste e mai esisterà, almeno non come ci viene  spiegata.

Una volta, parlando di metal con i miei amici, mi hanno spiegato che è una guerra NOI contro LORO: la violenza nei confronti di chi non ascolta metal è giustificata. Giuro che mi hanno detto così! Contro i poliziotti che al Gods ti guardano storto. Contro i truzzi nelle discoteche. Contro il finto-metallaro che indossa la maglietta del gruppo senza palle. Continua a Leggere

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Moralismi metallari – Siccome sei davvero cattivo, io non ti ci parlo più!

Non sorprende poi tanto la scelta di Aristocrazia Webzine di escludere qualsiasi artista metal che cozzi (ferrigni) con i principi della redazione, ma trovo sia profondamente sbagliata. Puoi esprimere la tua opinione riguardo Burzum, ma non censurarlo. Escludere dal nostro mondo chi non ci piace, quello che non condividiamo, fa parte di una tendenza pericolosa, coadiuvata dai social, dove entra solo chi la pensa come noi e dice cose che NOI troviamo intelligenti e carine. Continua a Leggere

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In ricordo di Klaus Byron…

klaus byron

Se state leggendo questa pagina probabilmente avrete già saputo la notizia che ha scosso la comunità metal italiana nel tardo pomeriggio del sabato: Claudio Alberti, in arte Klaus Byron, si è spento improvvisamente all’età di 58 anni. Il primo che viene a mancare tra i grandi pionieri del giornalismo metal nostrano. Quello che segue è il ricordo di Sdangher. Continua a Leggere

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