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Fenomenologia dei fan club metallari applicata su Facebook

Strana creatura “l’internette”, che lascia libero sfogo alle cose più assurde, quasi mai serie, spesso demenziali, raramente utili ma sempre troppo invadenti. Ed è proprio l’inutilità che si trasforma in macchietta la parte divertente della cosa, per chi se ne accorge e partecipa da spettatore, ma mai di chi la crea da protagonista; costui, credendosi al sicuro, pensa che le persone ridano CON lui, quando invece ridono DI lui.

Badiamo però al succo del discorso, catapultando questi concetti all’interno di Facebook e del mondo del metallo rovente, un binomio che, con la giusta amalgama, diventa più grottesco di qualsiasi spettacolo di freak ambulanti. Continua a Leggere

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La micro-editoria e il futuro della musica da leggere

mercyful coven

Leggendo Mercyful Coven, il volumetto fanzinaro scritto da Marco Grosso e interamente dedicato agli “evil years” dei Mercyful Fate, non ho potuto fare a meno di riflettere su alcune questioni. Non voglio soffermarmi sul librino in oggetto, sarebbe un gesto poco rispettoso nei confronti dei lettori e dell’autore stesso, visto che io e lui ci conosciamo bene (ha pure scritto su Sdangher). Finirei per compitare una delle solite marchette inutili tra “colleghi”, che si vedono spesso in rete e anche su certe riviste. Continua a Leggere

Pascolando

Puzzum e fin’occhi – Una riflessione sulle ultime novità censorie di facebook!

Se questa non è censura…. Posso capire magari se si cancellasse una pagina che va urlando “il 5G brucia le onde cerebrali e vi rende sterili” o anche “il Covid è la più grande bufala della storia dopo il collo di Maurizio Costanzo”. Eppure io quelle pagine fino a quando non iniziano a seminare odio le lascerei attive, con un sistema selettivo tipo “chi ha il like a esse perde il diritto al voto e alla procreazione”. Finalmente abbiamo inventato un sistema per selezionare gli ignoranti che vogliamo estirpare, ma preferiamo regalargli una scusa per piangersi addosso. Tanti piagnistei e poi le vittime sono loro perché gli hanno cancellato la pagina. Continua a Leggere

heavymmerda!

Heavymerdal Armagedon – Musica così brutta da far paura

Ci risiamo, dopo lunga attesa ecco che mi scappa di dire la mia su dischi che non vedono, a mio avviso, ragione di esistere. Nulla di personale, chiariamolo pure, ma credo sia giunto il tempo di fare qualche velata critica anche su nomi blasonati del mondo metallico in cui abbiamo la fortuna di galleggiare. Così la smettete di dire che critico solo nomi sconosciuti perché non voglio attirarmi il vostro odio profondo. Io dico la mia sempre e comunque e non temo giudizi, anzi,  penso che  dal confronto di idee nasca l’evoluzione del pensiero, quindi, previo qualche birra, sono sempre pronto a discutere le mie opinioni con tutti. Fine della premessa, ora sotto col metallo che non mi quadra! Continua a Leggere

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Alla ricerca dei Caught In The Act e ricordando i consigli dello zio Fuzz

Io riuscirò a vedere gli angeli quando voleranno sul mio mondo – Angels dei Guild Of Ages

Dedico questo pezzo a Francesco “Fuzz” Pascoletti

Parliamo un po’ dei Caught In The Act. Prima però bisogna specificare che per una volta, per questo mio articolo non posso contare sulla “rete” di sicurezza di wikipedia o di Encyclopedia Metallum. Non ci sono schede più o meno dettagliate su di loro e se digitate il nome Caught In The Act, con molta probabilità troverete un sacco di notizie su questi tizi. Continua a Leggere

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Quando gli Aerosmith finirono nel mondo degli specchi – Speciale su Done With Mirrors

done with mirrors

“Pensavamo, adesso facciamo uscire Done With Mirrors e torniamo grandi come una volta. Poi il disco uscì e capimmo che non sarebbe successo” Steven Tyler (o Joe Perry, uno dei due l’ha detto, lo giuro)

Ehi cazzo, è la prima volta che parliamo di Aerosmith su Sdangher, mi sa. Sì, dovrebbe esserci un pezzo su Steven Tyler caduto dalla vasca ma non so più nemmeno se è rimasto in archivio. Di sicuro non abbiamo mai scritto sulla musica degli Aerosmith e cominciamo con uno dei momenti più controversi della loro storia, come è tradizione della nostra stalla rumorosa. Continua a Leggere

Pascolando

Sanitize My Humor – Come sanificare il divertimento

Apro facebook e mi capita in home un post di uno dei miei “registi” amatoriali preferiti. Dico regista, perché non saprei quale termine meglio usare per definirlo. Dicevo, mi è capitato un suo post, che normalmente passerei perché ho uno scarso livello d’attenzione, in cui rimandava al suo patreon. Cercava soldi? No, era solo mega post. Una lettera di scusa verso i suoi supporter che diventa uno sfogo sull’attuale situazione mondiale vista dagli occhi di una nazione che vive a modo proprio la pandemia attuale (lui è canadese), per poi tornare al suo argomento cardine: la comicità. Continua a Leggere

Pascolando

Dopo il loffio Hard Rock Magazine, in edicola arriva RRAZORR!

rrazorr

Quante gliene abbiamo dette a quelli di Hard Rock? Tante e tutte meritatissime. Mentre ce ne stavamo lì a tirare pietre al signor Coniglio, come qualsiasi peccatore che si rispetti, Fuzz Pascoletti escogitava RRAZORR!

Che tipo di rivista sarebbe? Per ora un allegato di 30 pagine a Classix Metal. Un numero zero come Paskow ne fece quando partì con Psycho! da cui tentò di lanciare anche Diablo, ahimé abortendo subito, e di Classix. Continua a Leggere

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Conta la sopravvivenza della musica, non il cazzo di formato!

formato

Cari amici del metallo, eccovi un incubo cybernetico che neanche i Voivod dopo un’indigestione da faciolata: immaginate un giorno in cui il disco, il CD e la musicassetta, sono improvvisamente colpiti da un cattivissimo raggio laser. Bam! Il fiotto di luce corrosiva li priva di consistenza fisica, trasformando tonnellate di plastica, vinile e ancora plastica in un blob di sostanze gassose e olezzanti, che si alzano nell’atmosfera già intasata di venifici intrugli scorreggiati delle cattivissime nemiche del thrash-core anni 80: le multinazionali. Continua a Leggere

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La svolta slasher metal di Alice Cooper (1985-1988)

Alice Cooper

Voglio fare la colonna sonora di Nightmare on Elm Street – Alice Cooper nel 1986 o giù di lì

Uno dei miei articoli più accorati pubblicato su questo blog, parla di un disco di Alice Cooper che si intitola DaDa. Lui nemmeno si ricorda di averlo realizzato, è il batuffolo di ovatta che assorbì l’intera merda in cui si era ficcato Mr. Cooper, tra droghe, depressione e carriera a picco tra il 1981 e il 1984.

DaDa uscì nel 1983 e non vendette un cappero. Non ci fu nemmeno un tour a supporto. Tre anni dopo, Alice Cooper tornò sulle scene ripulito, con un nuovo contratto discografico (MCA) e un partner portentoso, Kane Roberts. Continua a Leggere

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