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La Truebrica del fantino Recensioni

AFI – Burials (Republic Records, 2013)

Magari oggi questo nome vi dirà poco ma una decina di anni fa, gli A Fire Inside stavano per diventare la next big thing, almeno secondo la stampa inglese che li pompò fin quasi a fargli esplodere il cervello. Partirono come una specie di versione aggiornata dei vecchi Misfits e poi furono chiusi, anche a causa di una schietta passione per la new wave, nel sacco del calderone emocore dei primi anni duemila. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Gama Bomb – The Terror Tapes (AFM, 2013) Recensione

“Sono venuto a uccidere Ronny Cox, Ronny Cox è il mio capo. 

“Io non ho moglie, mia moglie è andata, io sono qui per uccidere Steve Berkoff” – Beverly Hills Robocop

Questi Gama Bomb, ascelle pezzate di San Patrizio, continuano il loro allegro e sornione cammino discografico tributando al vecchio thrash tutto un grande amore birraiolo. Il quarto disco, The Terror Tape, è infatti un simpatico ed entusiastico inno a un genere ormai sotto vuoto. Li potremmo collocare tra il 1987 e il 1989, quando gli Overkill, gli Anthrax procedevano avanti e indietro su una strada chiusa e lo facevano in modo assai ginnico e spensierato, inconsapevoli del granchio commerciale che stavano prendendo. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

IL ROCK AND ROLL ANCORA VIVO? SENTITEVI IL NUOVO MICHAEL MONROE! – LA RECENSIONE DI HORNS AND HALOS!

 
La cosa che mi rammarica, ogni volta che faccio il nome di Michael Monroe, è che la gente sembra sapere di chi stia parlando ma poi proprio no. Forse è solo per l’assonanza del nome con la celebre attrice suicida di Hollywood, perché quando passo a dire degli Hanoi Rocks, i più alzano le sopracciglia e ammettono di non aver capito chi sia. E magari è gente fissata con il glam, lo street o quello che i più chiamano hair metal. Il bello è che poi se gli fai sentire un disco come “Oriental Beat” o “Self Destruction Blues” ti chiedono cosa cavolo centri quella roba con i Guns o i Motley Crue. Continua a Leggere
Furia Cavallo del Nord Recensioni

VETTER – DOPO IL RADIKULT ECCO IL VETTERKULT

 
C’è qualcosa di masochistico nella passione per l’heavy metal. Amiamo farci male con un tipo di musica aggressiva, cupa, suonata a volume altissimo e che la maggior parte della gente trova inascoltabile oltre che pericolosa per l’udito e la mente. Anche tra noi folli metallari però ognuno ha una certa soglia di tolleranza. Ci sono quelli che non riescono ad andare oltre i Mastodon e quelli che arrivano fino alle colonnine d’Ercole dei Testament oppure c’è chi tollera gli Obituary ma non i Mortician e chi chiede di più, sempre di più. I Vetter sono quel di più.  Continua a Leggere
La Truebrica del fantino Recensioni

Testament – The Dark Roots of Fake


E dopo anni di lotte i verdi sono riusciti a bloccare la caccia. Doveva aprire il primo di settembre, ma è stato tutto fermo almeno fino al 26. Ne parlo perché mio padre è cacciatore. Io da piccolo ero socio del WWF e gli procurai una gran ferita nel cuore, capirai. Nel corso degli anni ho abbandonato le mie posizioni estreme e adesso mi sento neutro: se la chiudono o la tengono aperta, mi importa poco. Anche se però gli ambientalisti sono riusciti a piazzare questo bel colpo ai danni delle migliaia di cacciatori scalpitanti (che hanno dovuto riporre i loro fucili ingrassati nel fodero) i merli, i fringuelli e i passeri non possono certo godersi questo rinvio alle esecuzioni sportive dei cacciatori, perché sono già passati i Testament con il loro nuovo disco.   Continua a Leggere
Metallo non Metallo Recensioni

Uriah Heep – Un passato di Demoni e Stregoni

 

Sono stati i Thin Lizzy, gli U.F.O., i Trapeze, MC5 e tanti altri a ispirare gente come Steve Harris e Biff Byford per la loro musica. E i Saxon, i Maiden a loro volta hanno insegnato la lezione a James Hetfield e Dave Mustaine; così via fino ai Faith No More e i Sepultura che una notte in cui si sbronzarono insieme finirono per compiere un danno di cui oggi non vanno tanto orgogliosi: i Korn. Devo continuare? Non sono uno di quelli che piangono dietro alle vecchie glorie del passato; non sempre, almeno. Sono fiducioso e credo che non sia il metal a invecchiare e morire, ma noi, quelli prima di noi e anche coloro che verranno dopo. Chi ci criticava perché sentivamo i Testament, sventolandoci in faccia i dischi dei Led Zeppelin e King Crimson e informandoci che il rock era bello e finito orma; adesso sono ancora lì che biascicano (ormai sdentati) di quanto fosse bello Woodstock e di quanto fosse ganzo Zappa. Succede la stessa cosa anche oggi. Uomini prossimi alla quarantina prendono a schiaffi giovani fans di Bring Me the Horizon o Trivium con i vinili degli Exodus o un cd dei Pantera dritto tra i denti, di taglio. Sdangh! Anzi, Sdangher! Continua a Leggere