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black metal

Furia Cavallo del Nord Recensioni Supernatural Horse Machine

Nordjevel – Necrogenesis è una graziosa conferma!

Nordjevel

Necrogenesis è un album dei Nordjevel prodotto dalla Osmose Productions

Mentre dall’Europa, in particolare dalla penisola iberica e spirituali affini, si sono già svegliati dallo stato purgatoriale di semi-vita, (mi riferisco ai massimi esponenti di associazioni a delinquere finalizzate alla propaganda di musica latina distruggi-timpani in occasione della bella stagione che sta per arrivare) in Norvegia i ghiacciai sembrano essere ancora impassibili all’ondata di caldo, fortunatamente per le nostre orecchie. È proprio dal cuore di codesti ghiacciai che i Nordjevel ci arrivano in soccorso per rinfrescare le nostre giornate primaverili, i nostri cuori e in definitiva le nostre orecchie. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord Recensioni Ruggiti e Nitriti Supernatural Horse Machine

Whiskey Ritual – Mirare alla vena senza paura!

Whiskey Ritual

Black Metal Ultras è un disco dei Whiskey Ritual in uscita ad Aprile per la Folter Records.

C’è un aneddoto divertente sui Whiskey Ritual che mi riguarda. Non li ho mai visti live, ma i Forgotten Tomb li ho visti almeno tre volte. E il batterista è lo stesso. Asher (al secolo Gianmarco Rossi). Ebbene, quando lo incontro, i Whiskey Ritual sono sempre prossimi alla pubblicazione di un nuovo album, e ogni volta gli chiedo “uè, ma perché non scendete mai in Puglia?”. A dire il vero, nel 2012 (o era il 2013, non voglio dire cazzate e certamente non voglio andare a controllare su google la data) i Whiskey scesero a Squinzano con i Forgotten. Ovviamente me li persi. Da allora è un continuo sperare che tornino. Però hanno pubblicato a cadenza regolare dopo ogni nostro incontro tra me e i Forgotten un nuovo album, e questa è cosa buona e giusta.

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Furia Cavallo del Nord Recensioni

Gli Ahriman e l’autismo del metal estremo

ahriman

Őskő è il titolo del nuovo disco degli Ahriman, band ungherese Naturalistic-Ideologycal-Shamanic-Sympho-black-metal, uscito nel 2019 presso… nessuno.

Allora, ascoltando questi signori mi sono venute in mente una serie di cose e ve ne renderò partecipi. Se volete anche sapere com’è il disco faccio presto: così così, molte tastiere e piano, chitarre mediamente mediose, doppia cassa, urla, parole incomprensibili, creatività a livelli discreti ma non è che andrete in giro a dire a tutti che sono nati i nuovi Dimmu Borgir. Continua a Leggere

Film Sdangheri Furia Cavallo del Nord Recensioni

Varg vs Mayhem – Non un brutto film ma il tempo dice come stanno le cose!

Lords Of Chaos nella lettura di Roberto Alessandro Filippozzi.

Com’era prevedibile attendersi da un ambiente contraddittorio, pseudodogmatico e spesso farsesco come quello dei black metallers, dove le pose più o meno ridicole si sprecano e in cui vi è sempre la volontà da parte di molti di atteggiarsi a “giudici supremi” per definire cosa sia “true” o meno, un mare di polemiche ha accompagnato il film Lords Of Chaos ancor prima della sua uscita. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord Recensioni Supernatural Horse Machine

Katechon – Sanger Fra Auschwitz

Katechon - Sanger Fra Auschwitz

Sanger Fra Auschwitz è il disco dei Katechon, uscito il primo Marzo 2019

Potremmo considerare Sanger Fra Auschwitz un altro dei soliti truci album NSBM, aa a dispetto del titolo che, in lingua più romanza, significa “Canzoni da Auschwitz”, ci troviamo di fronte una produzione total black-death nonché terzo disco dei blackster di Trondheim Katechon, che sarà in uscita il prossimo 1 Marzo. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord La Truebrica del fantino Recensioni

Rotting Christ – Anche gli eretici diventano noiosi!

The heretics - Rotting Christ

The Heretics, il nuovo disco dei Rotting Christ uscito questo Febbraio 2019

Incredibile ma vero: anche nel paese dove si può fare il bagno al mare in pieno inverno, e la neve la si può vedere ogni volta che i Ghost producono un pezzo decente, anche lì, In Grecia, si può udire del buon black metal. E da dal lontano ’89 i Rotting Christ ce lo testimoniano egregiamente. Continua a Leggere

Fatal Report

Agglutination Roadshow 09/02/2019

Prima che qualcuno mi riprenda, lo so che Matera non è in Puglia, ma io voglio parlare della scena metal pugliese a Matera. Però facciamola come gli stronzi, e citiamo la scena del sud Italia, che ne dite? Così vi sembro più stronzo?

La scena metal pugliese del sud Italia

Non sono sceso a Matera con queste poi grandi aspettative, anche perché l’Agglutination, indipendentemente dal format non m’interessa come evento, ma più invece mi preme trascorrerlo come un Sabato da passare con amici, sballottolandomi tipo ossesso in trance da metal, unendomi ad altri metallari che si masturbano a vicenda parlando tra di loro come il metal sia il miglior genere musicale al mondo. Continua a Leggere

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In The Woods… – Cease the Day

Gli In The Woods… sono una di quelle band di cui conosci l’esistenza ma finisci sempre col dimenticartene. Se qualcuno dovesse chiedermi in consiglio alcune band non farei il loro nome. Per carità, hanno album parecchio solidi alle loro spalle, magari li ho ascoltati più e più volte ma per qualche motivazione finiscono sempre in quella parte del cervello dove sono stoccate quelle informazioni destinate a non riemergere se non attraverso stimoli esterni, un po’ come elastici e forcine per capelli, con la sola differenza che quelli non li trovi più per davvero.

Colpa della mia memoria che fa schifo o magari non sono loro che fanno nulla per rendersi memorabili? Probabilmente la prima, ma ora non starò qui a rifletterci.
“E gli In The Woods… li conosci?” Ah già, vero, gli In the Woods…
E proprio “Toh, gli In the Woods…!” è ciò che ho pensato quando Cease The Day è stato annunciato.

Ricordando che la band norvegese ci aveva lasciato con Pure, (unico full-lenght che, dopo anni e anni di live, ha decretato quasi una nuova svolta sperimentale della band) ritroviamo una line-up ancora una volta diversa.

Dalla formazione storica ci è rimasto solo Andres Kobro, batterista che tuttavia non sembra neanche essere colui che tiene in mano le redini creative della band, e l’astuto polistrumentista inglese Fogarty, voce dal 2015, che a oggi è l’artefice principale delle musiche degli  In The Woods…

Gli In the Woods… stanno ormai al black metal come il cotechino sta alla pizza, ma questo i black metaller lo sanno già da tempo.
Che i giorni di Heart Of The Ages e Omnio sono finiti e che le foreste ormai le troviamo solo nel nome anche, ma la band, o meglio, James Fogarty, è  qui a dirci che non è tutto finito e che qualcosa lui da raccontarci l’avrebbe.

Già a un primo ascolto è facile notare come Cease the Day abbia davvero poco in comune con Pure, se non una certa “teatralità” necessaria a rendere cupo e drammatico un viaggio psicologico lungo l’intero disco.

Un brevissimo intro, con Empty Streets, deciso e conciso e senza troppi fronzoli, apre a quello che sarà un tormentato susseguirsi di lente linee melodiche, alternate a riff più violenti e carichi di rabbia che appaiono quasi a tradimento, come il lampo di un pugnale nella notte nera.

Si fa così la strada fino Respect My Solitude, forse fabula dell’intero album dove voce e chitarre si sposano in un’armoniosità che per certi versi ricorda un po’ le atmosfere di Omnio.

Non mancano poi anche qui riff di black metal più tradizionale, come in Transcending Yesterdays: carico di rabbia all’inizio e dal carattere segnato nel finale. Discutibile è invece la scelta di inserire una registrazione di pubblico live alla conclusione con cui, a mio parere, si rischia di distogliere l’attenzione dalla musica ed allo stesso tempo fa un po’ “poser”.

Cease The Day sommariamente conserva quell’atmosfera gotica un po’ alla My Dying Bride, tanto apprezzata in Pure, ma gli In The Woods… sembrano voler volgere a qualcosa di diverso che ancora però non è bene a fuoco.
Un ascolto piacevole e musicalmente valido che sarà indubbiamente più apprezzato da chi non segue la band ai tempi più remoti.

Tuttavia sembra quasi che gli In The Woods… con questo Cease The Day non hanno voluto osare ma hanno bensì fatto leva su un genere musicale che poteva accontentare un po’ tutte le orecchie, restando nella loro confort zone e allo stesso tempo tenendo a bada i fan di vecchia data in modo tale da poter ancora nutrire speranze che la band possa avere un futuro.

Recensioni Supernatural Horse Machine

Forbidden Rites – Pantheon Arcanum

Il mio piacere di recensire album come Pantheon Arcanum risiede nella scelta di non informarmi prima. Lasciare il proprio pregiudizio da parte e concentrarsi sulla sola musica, e non pensare alla nazionalità o lunga carriera della band in questione.

I Forbidden Rites sono al debutto o è il terzo disco? Hanno già suonato in altre band oppure no? E da che stato provengono?

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