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domenica

Editoriali Pascolando

Hardbass una nuova religione

Qualcuno potrebbe asserire che la situazione mi sia sfuggita di mano, altri invece che stia solo seguendo il percorso degli eventi, ma è cosa certa che ormai la cultura slava più che altre ha preso il sopravvento nella mia quotidianità.

Tutto ha avuto inizio esattamente due anni fa, quando vidi per caso un video su un tipo che giocava a Doom. Ed ecco che due anni dopo mi ritrovo per strada con tuta adidas e Hard Bass a palla mentre gioco a Slav Tiles sul cellulare. Cosa diamine è andato storto? Penso che tutto sia dovuto alla mia scarsa autostima. No dai, innanzitutto dovrei averne una per poterla definire scarsa. E a ridosso di due anni mi ritrovo a ridere vedendo sempre lo stesso dannato video.

Non posso andare per concerti e urlare ‘guarda uno slavo’ appena vedo tre strisce, anche di coca. Fino a qualche tempo prima avrei urlato male nel sentire musica ‘techno’, oggi invece stavo ascoltando un pezzo euro beat e ho pensato ‘cazzo, devo andare a una serata’. Sto invecchiando male? Non mi drogo abbastanza?

Internet sicuramente ha inciso su questa mia personalità, cinica e dalla comicità disturbata.

 

Uso facebook solo per scaricare meme.

Dopo il live report della serata di sabato scorso ho avuto un crollo psicologico, parafrasando il discorso sulla scarsa autostima, mettendo anche in discussione le mie competenze nel blog. Non vi sto a rompere sulla scarsa attività, perché di scarso invece ho visto la mia qualità.

Mettersi ora in dubbio su ciò che si scrive amatorialmente per un blog del cazzo è stravagante, come la mia persona. Chi mi conosce lo sa.

C’è stato un pomeriggio in cui ho pensato ‘vale la pena continuare?’. Immagino ora il padre cavallo bianco all’idea d’una stalla senza il mio deretano puzzolente; eppure giuro lo lavo una volta al mese.

Ho anche passato un brutto periodo ai confini dalla dipendenza da pornografia. Fortunatamente non devo ancora vedere ragazze giapponesi che pisciano su una trota australiana parlando in spagnolo per farmelo alzare, ma non è neanche normale masturbarsi sei volte al dì solo in presenza d’un film; uno qualsiasi.

Non sono un fan della fantasia da quando ho una connessione internet e un antivirus decente, e il mio mercato musicale quasi impone… ok me lo auto impongo, di vedere porno in continuazione.

Ergo sono facilmente influenzabile? Come una falena con la lampadina. Per questo quando cado mi faccio male, battendo con la pianta del piede, così da sopperire peggio il peso della caduta.

Editoriali Pascolando

Leggere senza tempo

Chiedo scusa per la mia non sentita latitanza, ma la vecchiaia mi ha rubato ore di vita. Sono prossimo ai trenta (Marzo), e non reggo più l’alcol come una volta. L’ho già detto nel post d’inizio anno, ma l’ultima volta che ho alzato il gomito mi sono ritrovato testa china a vomitare marrone. Il Cavallo Goloso ventenne se potesse vedermi, mi sputerebbe in faccia. Anche a capodanno il mio stomaco non è stato da meno. Qualche birra, una cena, il giorno dopo, al buffet cinese, un brandy e la digestione è bloccata. Mi attende una vecchiaia orribile. E non parliamo del sonno. Appena il mio orologio segna le 22.00 gli occhi s’abbassano come serrande d’un negozio alla chiusura. Non si alzeranno fino al mattino dopo.

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Editoriali Pascolando

La vita è meravigliosa mentre fa schifo – Riflessione su libri, gabbie e morti violente

libri

Salve cari Sdangheri! Qui è Padrecavallo che vi parla, anzi, che nitrisce, sapendo bene che voi capirete comunque. Queste parole immaginatele come dei nitriti antropofonici, ok? Sdangher 2.0 è appena nato. Saranno due settimane che pubblichiamo roba e ci stiamo divertendo come se ogni giorno fosse la domenica delle palme a Sodoma. Come potete notare abbiamo un nuovo header preparato con le sue dotate manine dalla nostra Anita Luperini. Il concetto a cui si ispira è la resurrezione. Quella del suo alter-ego Sasha Grinch e quella del blog intero, pugnato da Google in combutta con Altervista ma non sconfitto. Anita è indispensabile per il blog, la adoriamo, personalmente la considero irrinunciabile come la biada e se non ci fosse lei non avremmo un’estetica. Voglio dire, trovatemi un altro blog metal gestito da cavalli e con un’estetica precisa e così malata, tra l’altro. Quella ragazza è una serial killer in boccio. Basta guardare l’orribile logo di Metal Skunk per capire cosa intendo con l’avere un’Anita in squadra. E loro sono puzzole hipster, dopotutto. Neanche dovrei fare certi paragoni. Noi siamo una scuderia affiatata e poliamorosa. Ci accoppiamo tra orsi, panda, cavalli, zebre e infermiere zombi di una certa età, non disdegnando qualche essere umano, ogni tanto. Continua a Leggere