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Articoli Le Sdanghere di Sdenghere

LE SDANGHERE DI SDENGHERE: GIOIA MARIA SCOLA

E’ una mezza sfida riuscire a scrivere qualche riga su Gioia Maria Scola, all’anagrafe Gioia Maria Tibiletti, classe 1961, madre spagnola, modella e attrice un po’ meteora che ha attraversato gli anni ’80 e il mondo onirico notturno di molti noi adolescenti dell’epoca. La “sfida” è dovuta al fatto che su internet c’è pochissimo, poche notizie, poche foto, tutto si concentra unicamente attorno ai procedimenti giudiziari di cui la Scola fu protagonista nel 1995, allorché venne iscritta in una lista di indagati per traffico di droga – lista che vedeva coinvolti anche altri personaggi pubblici come Paolo Berlusconi e l’ex ministro Giovanni Goria – e conseguentemente arrestata (5 mesi di cui 2 ai domiciliari).

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LE SDANGHERE DI SDENGHERE – MICHELA MITI

Macaluso all’anagrafe, Miti in arte, Mito per il maschio italiano degli anni ’80 (e oltre).
A 15 anni, mentre era in vacanza con i genitori, viene notata e subito reclutata per concorrere a Miss Riccione. Ovviamente viene eletta, ed un nanosecondo dopo iniziano a fioccare proposte….anche artistiche.

Nel 1980 è in Rai a condurre un programma per ragazzi, un anno dopo invece è su Playboy, magazine per ragazzi cresciuti. Chi ancora non si era accorto che Michela era una bomba di erotismo sul punto di esplodere, se ne accorge in quel marzo 1981. Arriva il primo film, Sergio Martino batte tutti sul tempo e la infila dentro al mitico Cornetti alla Crema, piccolo ruolo, giusto una squillo. La grande occasione però è con Pierino Contro Tutti, che di primati ne vanta svariati: è il primo dei Pierini, il primo ruolo da protagonista di Alvaro Vitali, il primo da co-protagonista della Miti, oltre ad aver incassato moltissimo nonostante le basse pretese di partenza.
E’ il boom di Michela Miti, nel 1982 arrivano 5 film con l’attrice romana: I Figli… So’ Pezzi ‘e Core (di A. Brescia), Pierino Colpisce Ancora (di M. Girolami), Vieni Avanti Cretino, (di L. Salce), W la Foca, (di N. Cicero), Biancaneve & Co. (di M. Bianchi).
Ad eccezione del sublime Vieni Avanti Cretino, e del Merola movie I Figli… So’ Pezzi ‘e Core, si tratta di titoli uno più trash dell’altro, capisaldi del cinema scurreggione del Belpaese. Pierino Contro Tutti è il secondo della serie (tale solo ufficialmente, in quanto riunisce lo stesso cast e lo stesso regista, ma prima durante e dopo ne usciranno parecchi altri, anche “apocrifi”). W la Foca è uno straculto ciceroniano doc, un film che oserei definire “concettuale” nella sua sistematica demolizione del politicamente corretto, del moralismo e del buon gusto. Biancaneve & Co. è chiaramente un porno mancato, altra pellicola sgangheratissima senza né capo né coda, ma assolutamente imperdibile (con Gianfranco D’Angelo che fa lo specchio del reame, solo che abita dentro una televisione, e la matrigna cattiva che è un trans…).
Già dal 1983 le cose cambiano, complice un non meglio precisato “declino” della commedia sexy in favore di prodotti lievemente più eleganti e commercialmente appetibili, orientati al pubblico delle famiglie. In totale sovraesposizione mediatica (non solo artistica), la Miti non trova altri ruoli pregnanti. La vediamo giusto in Questo e Quello di Corbucci, assieme a Pozzetto. Ferocemente marchiata con lo stereotipo dell’amante in guepierre, disinibita e disponibile, la Miti non aveva alle spalle una carriera, una personalità e l’esperienza di una Fenech ad esempio (e nemmeno la recitazione, se è per quello), ed il successo, così come era arrivato travolgente e improvviso, se ne andò crudele e repentino.
Nel 1985 c’è la serie tv Sogni e Bisogni con Citti, si cambia registro, si tenta di scrollarle di dosso il marchio della “easy lady”. Niente, il telefono non squilla, e allora vai ancora di erotismo, ma più soft e pretenzioso, meno pierinsesco; in combutta con Carmen Di Pietro arriva La Dolce Pelle di Angela (1986), di Andrea Bianchi, uno specialista del genere, una sorta di cappa e spada un po’ decamerotico che però non riesce nell’impresa di riciclare la Miti. Due pellicole nell’88, ancora con Citti (Mortacci ), e Delitti di G. Lenzi (definito solo il “peggior thriller italiano mai realizzato”), per poi affidarsi unicamente al compagno Alberto Bevilacqua, che strangolerà definitivamente la Miti nella prosopopea delle sue paludate opere letterarie. Da Gialloparma verrà tratto un film (1999) con la Miti, e intorno al 2000 è a teatro, sempre alle prese con Bevilacqua. Fine della breve carriera della Miti, della quale però ci rimangono pure 2 raccolte di poesie, 2 45 giri, una manciata di copertine di Playmen, Skorpio, Blitz, etc.
Chi a scuola non avrebbe sognato una maestrina come la signorina Rizzi (nomen omen), o una sposina con tutto quel repertorio di corpetti, bustini, reggiseni, calze, pizzi e tacchi a spillo! Certo, negli anni 80, per quanto fossimo al tramonto del cinema bis, la concorrenza era ancora spietata, e tutte le regine del genere si erano ampiamente affermate ed insediate nei cuori (e nei pantaloni) dei maschi italiani; tuttavia la Miti ebbe il merito di riuscire a rivitalizzare per un po’ la categoria, proponendo il personaggio di una femmina più casereccia, la bella ragazza della porta accanto, meno glamour di una Barbara Bouchet, meno esotica di una Laura Gemser, meno algida di una Erika Blank, ma non per questo meno “appetitosa”. E bastano quei pochi minuti in Vieni Avanti Cretino per comprendere come la marmorea fama imperitura della Miti sia assolutamente e indiscutibilmente meritata.

(Marco Benbow)

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=OYNvTK3bSA0]

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LE SDANGHERE DI SDENGHERE – EDWIGE FENECH

La belle Edwige il destino ce l’aveva scritto nella carta d’identità, nata a Annaba (Algeria), detta Bône sotto la dominazione francese, italianizzata in Bona. Pure la Fenech l’abbiamo italianizzata (la mamma era siciliana) e dunque, bona per bona…. Calambour a parte, la Fenech è indiscutibilmente un capolavoro di donna, magnifica, per usare una nota formula: “ha popolato i sogni” di molti uomini per molte generazioni (e ancora continua a popolarli). Continua a Leggere
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Uh…adesso muoio! – Luisa Ranieri

Uh…adesso muoio!“, come già chiarito in altri post della Serie, è quel momento (nel mio caso, di ambito “filmico”), nel quale le immagini che scorrevano sullo schermo mi hanno causato una vampata di calore vulcanico generando tutta una reazione a catena che è poi culminata “nel treno che si infila in galleria, lo spumante che sgorga dalla bottiglia, la pompa petrolifera che zampilla verso l’alto, il pistone che stantuffa….” eccetera, eccetera, a buon intenditor poche parole.
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LE SDANGHERE DI SDENGHERE: Dr. Mikannibal

Giappone, mondo di Idol e di belle tope, cantanti che salgono al cielo come stelle e scendono come comete a terra nel giro di pochissimo tempo per poi divenire attrici porno, regalando sogni bagnati a noi poveri segaioli. Se hanno chiamato qui me per parlare oggi, è perché sono l’unico dotato dei calli necessari per proporvi la Sdanghera d’oggi, Dr.Mikannibal. Continua a Leggere
I Classici dell'Erotismo Recensioni

LA BIBLIOTECA DI CHTULHU: IL DECAMERON

Il Decameron mi riporta alla mente una serie di ricordi non proprio gradevoli, riguardanti la mia breve e infruttuosa esperienza universitaria. Diedi il primo esame proprio sulla raccolta del Boccaccio e presi 23. Potrei anche raccontarla più in dettaglio, ma sarebbe doloroso per me e per i pochi volenterosi che stanno provando a leggere questo articolo, quindi sintetizzo dicendo solo che fu uno schifo totale. Non solo fui una vera chiavica di studente, ma anche l’università La Sapienza, quel rudere pieno di zecche, cecchini psicopatici e futuri baristi e cameriere notturne, è un pozzo nero di speranze adolescenziali.  Continua a Leggere
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