Browsing Tag

lemmy

Pascolando

I Ain’t No Good Boy – Un e-book sugli anni di Lemmy negli Hawkwind, assaggiate il primo capitolo!

lemmy

Insomma non sono un bravo ragazzo e non per cattiva volontà. È che mi sono sempre divertito un casino.
A Londra, dopo una nottata di speed e senza aver dormito nemmeno un’ora, mi buttavo per strada e già alle dieci del mattino ero a far colazione con una pinta. Quelli come me sono fatti così: non ce ne stiamo lì a riflettere su cose come la pensione o un’assicurazione sanitaria. Non siamo persone normali né si può dire che all’epoca fossimo rock star. Eravamo sbandati, tutto qui. Continua a Leggere

Articoli Wasted World News

La resa dei conti per il vecchio Lem – Bollettino medico per l’ultimo dio vivente del rock and roll!

Prima o poi doveva capitare, anche se per molti di noi l’idea che Lemmy fosse invulnerabile e immortale era rassicurante. Purtroppo il vecchio bastardo sta passando giorni di merda. Il suo manager Todd Singerman ha descritto la sua condotta e ne è venuto fuori un quadro preoccupante. Pur mostrando una certa coerenza con le scelte passate (quando ho letto che aveva smesso di fumare non potevo crederci) in fondo per Lem è solo questione di liberarsi di un demone per un altro demone e la cosa non aiuta per un cazzo. Continua a Leggere

Editoriali Pascolando

I PLAGI NEL METAL

plagi
Per mia nonna questi due fanno parte della stessa band ” I Caciarones”

  Fino ai primi anni ’90, ricordo che l’Heavy Metal veniva considerato dai profani come un genere fastidioso e scemo dove è quasi impossibile distinguere una band dall’altra e tanto meno una canzone dall’altra. La monotonia, la prevedibilità, la stupidità della violenza perpetrata con i suoni anziché con le mani. Anche se io ero già innamorato del Metalzzz e dei suoi massimi rappresentanti tra cielo e terra, pur sfoggiando un’espressione disgustata e sorniona insieme… siete riusciti a immaginarmi? Bene… ecco, dicevo, nonostante il rifiuto di certe scemenze da profani e profanatori della musica più bella del mondo, tutto sommato potevo anche capirli. In fondo, visto da fuori, udito da fuori, il metal è sempre stato un po’ tutto uguale. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Fast Eddie – Il ritorno al futuro di un loser

fast eddie
C’è un film che si intitola Lo Spaccone in cui Paul Newman interpreta un talentuoso ma irrequieto giocatore di biliardo che tutti chiamavano Fast Eddie. Lemmy aveva visto quel film e così, alla fine di un concerto a Manchester lo presentò dicendo: ‘Signore e Signori, “Fast” Eddie Clarke!’. Alla gente piacque molto e anche a lui. Da allora rimase così…

Nonostante i dissapori passati e l’uscita non proprio amichevole dai Motorhead, i rapporti tra il chitarrista e il signor Kilmister sono fraterni ed Eddie non si arrabbia se quando lo chiamano, gli mettono davanti quel “Fast”, anche perché lo rispecchia ancora.

“Veloce” come il suo stile, come in quei pochi fondamentali album con cui i Motorhead scalarono le classifiche inglesi, in barba a tutti i manager che agli inizi erano scappati via dopo averli ascoltati per mezza canzone. E anche a tutti quegli spocchiosi e ottusi giornalisti della laccata rivista Sounds che li avevano votati come “migliore peggior band del pianeta”, nel 1975.

I Fastway

Diventarono la Rock’n’Roll band più satura, violenta e pesante di sempre, ma quella musica immortale non fu un parto unigenito. C’erano voluti una mamma e un papà per scrivere Iron Fist, Ace of Spades e Overkill: Lemmy è la mamma che mai ha abbandonato la sua creatura, Eddie il papà, che invece a un certo punto se ne andò di casa sbattendo la porta e si rifece una famiglia: i Fastway.

Negli anni ha comunque seguito con molta attenzione le vicissitudini dei Motorhead, come un vecchio padre che ha scelto di continuare a sbirciare le vicende del suo figliolo, con affetto profondo ma senza reclamare i suoi diritti. Sarebbe davvero squallido. E inutile.

Continua a Leggere

Iscriviti alla Mailing List di Sdangher
Inserendo la tua email, acconsenti al trattamento dei tuoi dati personali.