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La Truebrica del fantino Recensioni

Ma a noi che cosa ce ne frega degli Inhale Exhale? Speciale del “Santo” su una band che sarebbe giusto recuperare.

Davvero interessante, in quel ginepraio che è la discografia post-hardcore, è la parabola artistica degli Inhale Exhale. Nati da una costola dei Narcissus, immensa band seminale, e nella fattispecie dalla volontà del chitarrista LaRussa, gli IE esordiscono con un po’ di ritardo nel 2006 per la Solid State records, infaticabile etichetta di genere, con l’album The Lost, The Sick, The Sacred. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Forging The Elegy Of The Thousand Lakes – Specialone sugli Amorphis ! (parte 2)

 
CAPITOLO 3
Potrei sbagliarmi ma a me gli Amorphis hanno sempre dato l’idea di cantare la loro terra. Non intendo dire che siano folk, ma panici. Più folkloristici che folk, per chi coglie la sottigliezza e con questo non intendo sminuirli, sia chiaro. Al contrario, li esalto.
Il cantautore folk canta i piccoli aneddoti del popolino di provincia. Gli Amorphis cantano una terra vecchia come il mondo e le sue storie. La cosa è vera soprattutto oggi che hanno smesso di ricercare e si sono consolidati in una forma che, in qualche modo, racchiude in miracoloso equilibrio tutti i vari cambiamenti del passato. Gli Amorphis cominciarono imitando i Paradise Lost, si cimentarono nel progressive, lasciandosi influenzare non solo dalle band britanniche ma anche da realtà finniche sconosciute come Wigwam, Tasavallan Presidentti e Hednigarna: (questi ultimi sommariamente, i Dead Can Dance in chiave finnica). Hanno strizzato l’occhio alle istanze più immediate del revival stoner seventies e pasticciato la loro musica, con lo stesso candore dei bambini che giocano alle costruzioni Lego.E, proprio come quei bimbi, sono riusciti a concretizzare progetti che un architetto di grido può soltanto sognarsi. Continua a Leggere
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Forging The Elegy Of The Thousand Lakes – Specialone sugli Amorphis !

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di Emanuele Biani e Francesco Ceccamea

PRIMA PARTE – CAPITOLO 1

Mai come in questo caso, da quando scrivo i miei pastrocchi sulle band metal storiche, mi sento mosso da un senso di giustizia, per quanto possa valere. Non sono il tipo che ama dire cose tipo: I Guns N’ Roses? Ma ascoltate i Kix e capirete chi è stato veramente grande! Le menate retoriche sulla mancanza di meritocrazia nella musica come in tutto il resto (del resto) la lascio ai topi da viniloteca, a nostalgici e bastiancontrari, perché io credo che nella musica rock la maggior parte dei veri grandi siano riusciti a raggiungere il pubblico e ad aver ottenuto la considerazione che meritavano.

Non so se sia dipeso dalla ricchezza incredibile di band esplose nella prima metà degli anni ’90, periodo che per molti è visto come l’olocausto del metal vero a favore del grunge rock e l’alternative, mentre nella realtà è una specie di Rinascimento creativo impareggiabile. È un fatto però che gli Amorphis non se li cagò quasi nessuno. Un momento, le riviste e la gente si accorsero di loro e sicuramente dischi come Tales From The Thousand Lakes o Elegy ancora oggi possono comparire nella classifica nei migliori 100 album death metal, o metal in generale. Però sia agli esordi che nel corso degli oltre vent’anni che girano, sono sempre rimasti un gruppo inspiegabilmente di seconda fascia, mentre invece si tratta di una grandissima band alla stregua di Paradise Lost, Tiamat, MDB, Anathema. Chi sono gli MDB? My Dying Bride, ok? Continua a Leggere

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Speciale Skyclad – The Ultimate Pagan Metal Band!

Skyclad sta per “nudità rituale”, alla lettera significa che si è coperti dal solo cielo, ovvero una vita dedita al culto e al rispetto di Madre Natura. Una sparata professoral-accademica in apertura di trattazione fa sempre la sua porca figura e così posso introdurre le mie considerazioni sulla band che vede protagonista Fra Martino valchirio dopo la sua fuoriuscita dai Sabbat. Non mi dilungo sulla band di Andy Sneap, si sappia solo che personalmene li apprezzo assai assai. Continua a Leggere
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Speciale Korn 1994-2013 – Ancora qui per restare!

 

“Esistono band che hanno la rara fortuna di poter essere considerate, fin dal loro esordio, qualcosa di diverso, di unico. I Korn fanno parte di questa casta di eletti…”

Stefano Pera – Metal Hammer, 1996

Capitolo 1

Quando uscì il loro primo disco, molti critici non lo apprezzarono ma tutti ammisero, chi rammaricandosene e chi entusiasmandosi, che quella sarebbe stata la via musicale estrema del terzo millennio. Fu chiaro da subito. I Korn arrivarono con una roba mai sentita, anche se fu impacchettata e messa con disinvoltura dai recensori sugli scaffali del crossover (l’etichetta che si usava all’inizio degli anni 90 per neutralizzare sul nascere l’aumentare delle contaminazioni all’interno del metal, riducendole a qualcosa di “non proprio metal”). Continua a Leggere

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BOTTIGLIATE! CRADLE OF FILTH – SECONDA PARTE

quando eravamo cyberpunk

Eravamo arrivati a “Midian”. Già nel titolo è un omaggio a una delle menti creative che più hanno ispirato i Cradle Of Filth, Clive Barker. Mi piace molto che questa band abbia fatto tesoro degli insegnamenti del papà di “Cabal” ed “Hellraiser”. Non è un caso che tra le partecipazioni straordinarie ci sia anche Doug Bradley, alias Pinhead.  Continua a Leggere

Articoli Le Sdanghere di Sdenghere

LE SDANGHERE DI SDENGHERE: NICOLE MINETTI, IL SILICONE DI DIO.

Nicole Minetti, il silicone di Dio, è un parto di David Cronenberg, sono arrivato a questa conclusione dopo attenta riflessione. Cronenberg è uno che ha l’ossessione delle modifiche corporali, lo chiamano mister “Body Horror,” ovvero il corpo attraverso  mutazioni, anche genetiche, innesti, impianti, incroci, trapianti di pezzi su altri pezzi. Creazione di ibridi, possibilmente migliorativi. Va da sé che le cicatrici fisiche si riflettano poi anche sulla psicologia di chi le subisce. Nicole è una creatura di livello superiore, arrivata alla perfezione mediante vari stadi di trasformazione del proprio aspetto.

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Metallo non Metallo Recensioni

ORDO ROSARIUS EQUILIBRIO – ALL THE SECRETS OF THE TORTURE GARDEN

“If Christ is the Answer, then what is the Question?” Esiste una musica in grado di personificare il Male? Suoni capaci di dar forma, immagine e carne al Male Assoluto? Nella vostra carriera di ascoltatori di musica vi siete mai imbattutti in qualcosa che vi abbia seriamente destabilizzato all’ascolto? Fermi, rimettete a posto il ciarpame di gente che si dipinge la faccia di bianco, si fa lo sciampo col sangue di capra delle alpi svizzere e si deterge le ascelle con l’eau de Belzebù, non esiste gruppo black metal al mondo che possa spaventare un individuo sopra i 13 anni. Basta un pezzo a caso dei Black Widow, degli Amon Düül o dei Death In June per asfaltare la produzione di intere legioni di bimbiminkia o ragazzottiscresciutiminkia che giocano a fare i misantropi satanassi.

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