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recensione

Recensioni Supernatural Horse Machine

Autokrator – Hammer of the Heretics

Siamo stanchi del solito metal, quello blasonato che si ripete col ctrl+c da almeno cinquant’anni, oggi nascono retroband che ricopiano gli album di quelle band che ascoltavano i genitori di  quei ragazzini che salgono sui palchi, ma con una produzione finto vecchia, che tanto su vinile si sente meglio, anche se la cassetta in verità oggi è il nuovo vinile. Continua a Leggere

Horse Uber Alles Recensioni

SMZB – Sin Harmony

Arriva sempre quel momento in cui il tuo stomaco dice no. Sei sazio e ti sei rotto i coglioni di sentire sempre la solita roba. Il solo pensiero di ascoltare l’ennesimo intricato album goregrind/death metal/brutal death metal/progressive vegetarian industrial grindcore ti fa scendere le palle fino all’inferno, mentre satana le usa come un punchball, ma poi capisci che sono arrivate in Cina e le hanno scambiate per una bomba lanciata da Trump dopo un febbrile Sabato sera. Continua a Leggere

Recensioni Top Gun Grind

Cloud Rat – Qliphoth

Una bella compilation era tra le mie scelte di oggi, ma in culo agli asini sterili non ne ho trovate di decenti. Scherzo, una buona ce l’ho tra le mani, ma dura così tanto che mi son detto ‘seeeeee e mo come cazzo mi sento un’ora e mezzo di gorenoise sapendo poi dire qualcosa senza rimanerne stordito? I grandi problemi della vita, come la domanda stessa del perché esiste il gorenoise… È come il mistero della vita, ma più cacofonico. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Adrenaline Mob – Man Of Honor (Century Media, 2014) Il destino bastardo porco dei supergruppi

Il mio problema con gli Adrenaline Mob è che si tratta di un cazzo di supergruppo. E di solito quando più membri di altre band affermate si mettono insieme viene fuori sempre lo stesso disco. Una roba di certo interessante ma che raramente (Down, Temple Of The Dog) si trasforma in qualcosa che non sia più di un passatempo da accantonare quando torna il momento di risalire in sella con le astronavi madri e solcare di nuovo i cieli stellati tracciati dalle mappe contrattuali. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Suonala ancora Nerg! Considerazioni varie sul nuovo disco dei Behemoth.

Il nuovo disco dei Behemoth solleva due questioni che mi appassionano e mi fanno arrovellare il gulliver. Per prima cosa manda in crisi la mia posizione di critico facendo risaltare la dualità di chi sente dischi per recensirli ma anche per piacere. Sì, insomma, non è che io scriva di synth pop di cui non mi frega nulla. Sono appassionatissimo di questo genere, quindi capita, come nel caso specifico che un disco sia terribile e quindi da bocciare senza pietà se lo valuto da un punto di vista storico evolutivo nella storia del genere e della band e che sia allo stesso tempo un lavoro divertente, spassoso per il bimbo metal che è in me. Un guilty pleasure come il nuovo Avenged o i Morbid Angel di Radikult. La cosa è più complicata del previsto perché nel migliore dei casi le due parti del recensore, il critico e l’appassionato, vanno più o meno d’accordo sul giudizio complessivo. Se però avviene il contrario, o si tratta di un disco dei Rush o è un problema in cui si rischia di mentire a se stessi o al mondo fuori. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Amatelo pure ma non chiamatelo capolavoro! Truckfighters – Universe

Si potrebbe decidere di essere sentenziosi e dire che l’amore rende di bocca buona.

Lasciate che mi spieghi. La scena Stoner/Doom/Sludge è la mia scena preferita. Posso dire senza vergognarmi di essere un fan devoto, di quelli che comprano a scatola chiusa, di ogni cosa che giri attorno al fulcro del Riff. Ed è una scena viva, dannatamente rigogliosa, pulsante e piena di musicisti che sono legati ai propri fan quasi da un cordone ombelicale. La scena del Riff Rock (termine sciocchiissimo ma utile a catalogare generi assolutamente differenti tra loro nell’unica cosa che forse li accomuna: il suono di una chitarra elettrica distorta che snocciola riff pesanti e ossessivi) vive di passaparola, di gente che ai concerti ci va anche se sono in capo al mondo, che compra i dischi in vinili colorati perché non vuole rinunciare alla corposità del suono analogico, ma ama comprare tonnellate di dischi su bandcamp per supportare i gruppi senza contratto. Una scena che pullula di radio, podcast, webzine blog , e nella quale ho conosciuto persone eccezionali di tutto il mondo. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Quando varietà non è sinonimo di qualità: Chrome Division – Infernal Rock Eternal (Nuclear Blast, 2014)

Secondo voi cosa è il vero fallimento: un brutto disco fatto con impegno o un brutto disco buttato lì come progetto secondario, senza pretese alla come viene viene da gente che ha cose ben più importanti da gestire? Per quanto mi riguarda il secondo. Fare un album fico è un’impresa difficilissima, chi ci prova con tutto l’impegno e produce solo roba mediocre merita rispetto. Un side project fatto tanto per sfogarsi, registrato al volo tra un disco “vero” e l’altro potrebbe anche rivelarsi un capolavoro, per carità, ma se questo miracolo non avviene io finisco per accanirmi con maggior sdegno su chi ha tempo e soldi da buttare in un prodotto scadente che chi ci mette il cuore ma per vari motivi proprio non riesce. Sarò retorico e sentimentale ma la penso così. Continua a Leggere