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Dave Mustaine: Basta parlare di politica, voi non mi capite!

Dave Mustaine ha dichiarato recentemente a Radio Zoofilia che non intende più parlare di politica durante le interviste e la cosa ha avuto una tale risonanza mediatica da traumatizzare i polli del Minnesota, bloccando la loro produzione di uova e causando dissapori nei bar di provincia di tutto lo stato. Alla solita domanda incendiaria del giornalista di turno, MegaDave ha glissato e chiuso subito tutti i rubinetti infuocati della polemica.

Sai, io penso che tante persone fraintendano Continua a Leggere

Recensioni Top Gun Grind

Ed Gein – Bad Luck (2011)

In poco più di venti minuti di spropositata violenza sonora, gli Ed Gein (nome preso a prestito da un simpatico protagonista di un’innocua favoletta di Fedro) prendono le mosse dalla loro precedente discografia. E un lungo iato, infatti, si frappone tra Judas Goats & Dieseleaters del 2005 e la loro ultima uscita, questo Bad Luck del 2011. Durante questo silenzioso frangente la band di Syracuse ha modo di rimeditare il proprio approccio musicale. Se possiamo grosso modo descrivere i primi due album come lavori di sperimentazione volti a presentare un certo mathcore schizofrenico tipico di Psyopus o Me and Him Call it Us reso però leggermente più decifrabile da una compostezza alla Converge (perché, sì!, c’è chi è più strutturalmente disordinato) e infarcito, è più evidente in Judas Goat…, da spolverate di sludge, come avviene nei Gaza o nei Cursed; in Bad Luck si scrollano molta zavorra di dosso. Continua a Leggere

Recensioni Top Gun Grind

FUCK THE HUMAN RACE, HUMAN TRADE & more

 
Vi piace il grind ma siete analfabeti? Ma il grind è un genere per ignoranti! I Fuck The Human Race infatti sono troppo intelligenti. Anal Phabet: gioco di parole che ti strappa ben più d’un sorriso. Due minuti esatti divisi nelle ventisei lettere dell’alfabeto, cantate ognuna proprio come le filastrocche della scuola materna. Continua a Leggere
Editoriali Pascolando

SKELETONS IN THE CLOSET 3

                          ASPHYX – God cries (Olanda 1996) 

 

“The Rack” nel 1991, “Last One On Earth” nel 1992, il bellissimo omonimo nel 1994, senza contare che “Embrace The Death” uscì solo nel 1996 ma era stato registrato nel 1990. Gli Asphyx non sono stati mai tra i migliori gruppi death ma hanno lasciato e lasciano tuttora un segno indelebile per il loro unico e mai eguagliato death – doom. Poi cosa accadde? Accadde che la crisi nel settore del death metal fece scomparire decine e decine di band che si sciolsero come neve al sole mentre altre cominciarono a pubblicare album in cui la puzza di decadenza divenne il grave sintomo di un imminente tramonto. Le etichette dopo anni di investimenti voltarono pagina, tanti gruppi per non perdere il nuovo treno iniziarono a cambiare stile. Era la metà degli anni Novanta. Il death che aveva attirato orde di giovani stava stancando. La riprova del declino la ritroviamo in un cd, “God cries”, dove il death venne annacquato fino a diventare più un crust/punk con accordature, sonorità e registrazioni tipiche di quella nuova svolta. Continua a Leggere
Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non vi separi – Rubrica Death, Black, Grind (uscita n. 7)

INCANTATION – Vanquish in vengeance (Stati Uniti 2012)
“Vanquish in vengeance” non aggiunge assolutamente nulla alla loro lunga discografia, non aggiunge assolutamente nulla alla scena death metal e nemmeno a dire che gli Incantation mi mancassero da sei anni a questa parte, ovvero dal loro penultimo “Primordial domination” del 2006, eppure porca miseria questo sì che è un album death, brutale, rozzo quanto vero. 10 tracce con i loro tipici pesantissimi suoni che ti stordiscono e ti catturano, 10 canzoni fatte da altrettanto loro classici momenti sia di grande intensità e velocità sia di pause dove si rifiata con un grevissimo e profondissimo doom. Continua a Leggere
Finché morte non vi separi Recensioni

FINCHE’ MORTE NON VI SEPARI – RUBRICA BLACK, DEATH, GRIND

GOJIRA – L’enfant Sauvage (Francia 2012) 
Non me ne frega assolutamente nulla che “L’enfant Sauvage” sia stato inserito nel libro “I 100 migliori dischi Death Metal” – libro modesto uscito quest’anno – o che lo dicano in tanti altri che li straosannano. Allora se i Gojira, che mescolano Fear Factory, Meshuggah e gli ultimi Hypocrisy, fanno death, io per vent’anni ho ascoltato la Pausini… e non me ne sono mai accorto!!! 

s.v. 
 
BARREN EARTH – The Devil’s Resolve (Finlandia 2012)
Qualche vocione catarroso e un paio di ex – componenti degli Amorphis per fare pressappoco e appunto il doom progressivo degli Amorphis. Avvertenza: se cercate estremità non le troverete in questo disco che di conseguenza e al contrario di altre rubriche, non può essere recensito correttamente in questo spazio di esclusivo metal estremo.
Editoriali Pascolando

RECENSIONISMI DA IMPAZZIRE

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Ehi, vero o no che ti piace il nostro ultimo disco?
Io devo capire una cosa. Mi manda fuori di testa da anni. Perché le webzine e le riviste cartacee hevy medolz, ogni volta che si accingono a recensire un gruppo più o meno celebre esordiscono  sempre così: Ritorno dei X dopo la deludente release (perché di solito i giornalisti metal impastano su con l’Inglese, il latino, il tedesco, fino a che non ci si capisce più niente) di due anni fa, il nuovo full lenght stupisce, convince e bla bla bla.

Passano due anni e accade esattamente la stessa cosa: identico incipit (che non è Inglese, mi raccomando): L’ultimo disco faceva schifo ma questo nuovo è una bomba. Ovviamente la spiegazione è che chi ha recensito il disco prima, trovandolo superbo, non è lo stesso che recensisce il disco nuovo trovandolo superbo e invece il precedente gli era sembrato pessimo, ci tiene a dirlo. Allora le spiegazioni sono due: o i dischi metal fanno tutti schifo ma nessuno ha il coraggio di dircelo subito, oppure le redazioni danno in mano il disco solo a chi lo apprezza, così da trattarlo bene e far contenti la band e l’etichetta, i fan e Padre Pio. Per esempio, stavo leggendo su una nota ‘zine italiana di cui non vorrei fare il nome per ovvi motivi: Metalitalia.com, la recensione all’ultimo dei Destruction, quello del 2012, che non ho ancora ascoltato e da cui non mi aspetto né più né meno che il buon album thrash, suonato bene, pestone e senza uno straccio di idea. La recensione invece inizia così: 

Rullo di tamburi, per favore:
binbanbunbububbum!
Cit: Signore e signori, ecco l’album thrash metal del 2012. A distanza, infatti, di un anno dalla pubblicazione di “Day Of Reckoning” (per chi scrive ultimo esempio in ordine temporale di album mediocri in casa tedesca) i Destruction tornano sul mercato con questo “Spiritual Genocide”, un album granitico (aggettivo in auge in terra metal dal 1995, circa) che bolla trionfalmente i trent’anni di carriera di Schmier e compagni”
A parte la sparata iniziale del miglior disco thrash 2012, che a sentire tutti questi espertoni ne esce uno ogni settimana (Testament, Tankard, Kreator, Assaulter e così via), ecco che viene liquidato come mediocre il disco precedente “Day of Reckoning” ( per la cronaca, l’autore della rece è Claudio Giuliani). 
Day of Reckoning nel 2011 fu recensito sempre dallo stesso Giuliani, che aprì il pezzo dicendo che D.E.V.O.L.U.T.I.O.N. era mediocre mentre questo nuovo album è meglio, anche se non una roba eccelsa. Gli appioppa un politicissimo 6.5 e continua la sua vita tranquilla, mentre con questo nuovo articolo ci dice la verità vera. Il penultimo disco era una merda.
“Ma io ho maturato questa convinzione col tempo e il mio voto è sceso da 6,5 a 5–, potrebbe replicare lui.
Per carità, può essere. Ma io mi esaspero lo stesso. Almeno ammettilo che la volta prima non ti eri reso conto che faceva più schifo dello schifo che pensavi. 6,5 comunque è un buon voto e chissà quanti l’hanno scaricato da E-Mule convinti di ritrovarsi un bell’album decente. Io “Day Of Reckoning l’ho apprezzato molto e lo penso anche adesso, ma sono i miei gusti, per carità.
Vado a controllare la recensione di D.E.V.O.L.U.T.I.O.N., sempre su Metalitalia e scopro che gli danno 7. Il recensore però è un altro: Alessandro Corno, il quale ci dice che il disco è buono e in linea con la tradizione del genere (ovvero non è niente di speciale) e che necessita di più ascolti per essere apprezzato (vale a dire che lascia indifferenti al primo ascolto). 7, buono.
Poi arriva Giuliani e invece dice 5. Mediocre.
Cazzo, non so perché ma la cosa mi infastidisce. Metalitalia non è un cumulo di scribacchini che se ne vanno ognuno per i cazzi propri, è un marchio e deve avere il coraggio di ciò che dichiara. Gli avevate dato 7 a D.E.V.O.L.U.T.I.O.N., almeno sbugiardatevi ufficialmente, non screditatevi (e con voi la ‘zine) in modo così disinvolto. Sì, ognuno ha i suoi gusti, ma siate ipocriti fino in fondo, cosa è ‘sto balletto?  Se fossi Corno mi arroventerei non poco con il Giuliani. Che però, con tutto il rispetto, non è che stiamo parlando di Barone che è in plateale disaccordo con Alex Ventriglia, chi li conosce Giuliani e Corno. Giuro che pur leggendo spesso Metalitalia, quando mi sorbisco le recensioni, anche per l’altrissima professionalità e mancanza di stile di chi scrive, non sono proprio interessato a capire chi è l’autore. Per me l’autore è Metalitalia e da questo punto di vista sono certo che tanti altri utenti facciano come me. Quindi, da 7 a 5, mi viene di pensare che Metalitalia sia schizofrenica.
L’agente dei Destruction nella redazione di Metalitalia
Mai una volta che accada il contrario, poi. Mai una volta che un disco recensito sotto il 6 (cosa che per i grandi nomi non accade maaaaaaaaaaaaaaaaaai da nessuna parte, chissà perché?) venga alzato a 8 nella recensione successiva. E la cosa mi fa snerva ancora di più. 
Ma torniamo alla rece. Giuliani vota il disco 8,5. Cosa accadrà nell’arco dei due anni prima del prossimo Destruction? Magari arriverà Corno che vorrà vendicarsi e inizierà la recensione di “Extreme Defloration Of Evil” (titolo ipotetico), in questo modo: dopo la DELUDENTE prova del 2012, i Destruction recuperano un po’ con questo nuovo album (alla faccia di Giuliani).
Insomma, non sarà che tra recensori vi sia una faida di lungo corso, dove tutti tendono a contraddire e screditare la recensione precedente e forse è per questo che ci sono sempre dei pareri discordanti in differita? Ma si può sapere come cazzo suonano questi dischi dei Destruction? O devo aspettare che vi chiariate le idee nei prossimi anni?
A me interesserebbe.  
 
SSSSììììììììì…
Non ce l’ho con Metalitalia, la stessa cosa l’ho notata leggendo Metal Maniacs, Metal Hammer, Metallized e Le Ore.
(Francesco Ceccamea)
 

 

Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non vi separi – La guida indispensabile per non perdersi nelle estreme terre del metalz!

VILE – Metamorphosis (Stati Uniti 2011)
Sì ma alla fin fine questi Vile che roba fanno? Sembrano la brutta copia dei Monstrosity all’epoca di Millennium solo che le idee sono poche, molto confuse e tutte scialbe. Già alla loro nascita erano un gruppo di serie B e di serie B rimangono… Ma qui rischiano la serie C!
2,5/6