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riflessione

Articoli Metal is Religion

Metal Is religion #5 Un Urlo!

 Di seguito ecco una lista di ciò che sta girando ultimamente nel mio stereo:non penso gliene freghi niente a nessuno, quindi senza scendere in inutili polemiche integraliste sul perché il metallo sia un genere da ricchi ed è stato un male che i villici abbiano imparato non solo a leggere e scrivere, perché ora devono sapere anche ciò che i nobili ascoltano?

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Film Sdangheri Recensioni

GLI SPECIALI DI SDANGHER – BRIGATA BRASS

Potrei stupirvi con effetti speciali, pirotecnica nucleare e led intermittenti al quarzotitanio fotovoltaico positronico, e sparare il mio solito post arroccato a difesa di Tinto Brass, l’ho già fatto diverse volte ed in genere finisce sempre che mi guardano come un segaiolo sparapippe in solitaria, mentre lor signori eminenze grige veleggiano tra Hegel, Heidegger e Kierkegaard. Tuttavia il Gran Consiglio Sdangherista mi ha chiesto una trattazione su Brass, e conoscendo la mia buona disposizione per il regista veneto, di certo lo ha fatto perché si aspetta esattamente una difesa del “Maestro”. E allora, ubi maior minor cessat, abbandono i miei propositi minimal e mi produco nell’impresa, con la consueta convinzione fideistica nella bontà dell’arte brassiana. Continua a Leggere
Editoriali Pascolando

POPPORNO! TERZO MOVIMENTO: BEEN BIAGIO ANTONACCI

Se De André non era solo un cantautore ma un grande poeta, allora Biagio Antonacci non era solo un cantante per le donne che leggono Fabio Volo e Baricco, ma un cantautore. Lui si reputa tale e tecnicamente lo è. Solo che in Italia i cantautori, checché ne dicano i canonisti di Repubblica, non sentono di avere nulla a che spartire con quel figo impomatato che riempie le arene plagiando i motivi musicali della coppia Iapino Carrà e vendendo sentimentalismo da discount, soprattutto mostrando a tutti che bel cazzone tormentato risieda tra le sue gambe. Continua a Leggere
Film Sdangheri Recensioni

TARANTINO E LA GENTE DI MERDA – Considerazioni sclerotiche su Django Unchained

 Ne parlavo giusto con un amico tempo addietro che è sempre così: appena esce qualcosa di nuovo appartenente a qualsiasi fascia, pure fosse un WC capace d’attrarre l’attenzione mediatica della massa come la merda con una mosca tutti si sentono in dovere di dire la propria. Recensioni, anteprime, pareri personali, tutti che spulciano quest’oggetto del desiderio convinti di possedere l’unica verità, un po’ come quando un testimone di Geova ti fa’ “si, gli altri possono dire la propria, ma solo noi deteniamo la verità” – quanto odio quei bastardi.

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Editoriali Pascolando

SCRIVIMI UNA CANZONE – SECONDA PARTE: “Baroness: Construction time again?”.

Anno 2012: un’inversione di tendenza rispetto a questa legge paiono volerla imporre i Baroness. Precedentemente considerati i fratelli minori dei Mastodon, che erano arrivati alla ribalta con qualche anno d’anticipo, in occasione dell’ultimo album come loro si sono spostati verso canzoni dalle strutture più snelle e con melodie in maggior evidenza. Continua a Leggere
Editoriali Pascolando

SCRIVIMI UNA CANZONE – PRIMA PARTE: “Campaign for musical destruction”

 

L’heavy metal contemporaneo avrà tanti pregi ma certo non quello dell’accessibilità. I gruppi acclamati come i più validi, evoluti, originali, innovativi emersi nell’ultimo decennio non hanno il proprio punto di forza nella maestria compositiva alle prese con la forma-canzone. Gojira, Kylesa, A Life Once Lost, Sikth, The Sword, Between The Buried And Me, Norma Jean, Intronaut, giro Relapse, giro Prosthetic … per tutti si potrebbe parafrasare quanto lo scrittore François Mauriac ebbe a dire del poeta Paul Éluard: “Eccellente, ma chi ne ricorda un verso?”. Continua a Leggere